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Cicatrizzazione

La cicatrizzazione è una proprietà di molti tessuti (cute, muscolo, cuore etc) e consiste nella riparazione spontanea della parte lesa, evento che si conclude con la formazione di una cicatrice. In ambito cutaneo le lesioni possono essere di molti tipi: contusioni, ferite da taglio, ferite chirurgiche, ulcere, ustioni, piaghe, etc. Se la cicatrizzazione avviene correttamente e durante la guarigione non vi è stata infezione e i lembi della ferita sono stati avvicinati e suturati, il risultato finale è una cicatrice liscia e poco visibile. In altri casi la cicatrizzazione può esitare in una cicatrice spessa e in rilievo rispetto alla cute circostante, detta cheloide.

Come avviene la cicatrizzazione

La cicatrizzazione si articola in tre tappe. La prima, detta fase infiammatoria, consiste nella formazione di un tappo di sangue (il coagulo). All'interno del coagulo, oltre ai globuli rossi vi sono anche globuli bianchi di vari tipi, che "divorano" i detriti di tessuto morto, gli eventuali residui di materiale estraneo alla ferita (es. sporco) ed evitano l'ingresso di batteri con conseguente infezione. Questa fase può durare 4-6 giorni a seconda dell'estensione e della profondità della lesione.
La seconda tappa è la fase riparativa (o proliferativa), caratterizzata dalla formazione di nuovo tessuto che sostituisce quello danneggiato o mancante. La fase riparativa ha durata compresa fra 4 e 24 giorni e può essere accelerata dall'uso di sostanze che facilitano la crescita e la replicazione cellulare dette sostanze cicatrizzanti.
La terza tappa è la fase di maturazione, nella quale si ripristina l'aspetto finale del tessuto e si forma la cicatrice visibile ad occhio nudo. Questa fase può durare da molte settimane a due anni.

Fattori che alterano la cicatrizzazione

Una buona cicatrizzazione dipende sia da fattori esterni al soggetto sia da fattori legati al paziente. Fra i fattori legati al pazienti i più importanti sono l'età, le condizioni metaboliche e lo stato nutrizionale. Un soggetto giovane e ben nutrito cicatrizza più rapidamente e meglio di uno anziano e malnutrito. Alcune malattie (es. diabete, insufficienza renale cronica etc) ed alcuni farmaci (es. cortisone e derivati) rallentano la cicatrizzazione. Nel caso di ferite nelle quali i due margini sono conservati, il loro riavvicinamento e l'apposizione di punti di sutura facilita la cicatrizzazione. La cicatrizzazione si complica nelle ustioni, nelle ulcere e nelle piaghe, quando ampie zone di tessuto sono andate perse e non è possibile riavvicinare i lembi di cute sana. La cicatrizzazione è rallentata e di cattiva qualità nelle piaghe da decubito, nelle ulcere venose delle gambe, nelle ustioni e nelle ulcere del piede nei pazienti con diabete (piede diabetico).
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