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Stress e Psicoterapia

Dott.ssa Sara Fordellone; Dott.ssa Marisa Scarabaggio

 


L'origine del termine è appannaggio dell'ingegneria, dove con stress si denota una forza che viene applicata ad un materiale e che, in tal modo, può produrre in esso una tensione o un cambiamento meccanico. In psicologia viene utilizzato per la prima volta da Cannon nel 1932 come sinonimo di stimolo nocivo. Successivamente Selye (1936) concettualizza lo stress come un insieme di reazioni difensive di natura fisiologica e psicologica attuate per far fronte ad una minaccia o ad una sfida. Selye fu il primo ad aver riconosciuto che lo stress non è una condizione necessariamente patologica e negativa, ma una reazione in primo luogo adattativa, in quanto finalizzata a ristabilire o a mantenere l'equilibrio omeostatico. Infine Lazarus e Folkman (1984) definiscono lo stress come la condizione derivante dall'interazione di variabili ambientali e individuali che vengono mediate da variabili di tipo cognitivo. Quindi lo stress viene concettualizzato come qualcosa di dinamico, a carattere relazionale e compare per la prima volta il concetto di stress psicologico. Con tale concetto si sottolinea la componente soggettiva dell'evento stressante, ovvero che l'elemento fondamentale che determina l'entità della reazione emozionale-fisiologica è la valutazione cognitiva che l'individuo compie del suddetto evento stressante.
Lo stress può essere di due tipi: eustress (stress positivo) o distress (stress negativo). L'eustress, o stress buono, è quello indispensabile alla vita che si manifesta sotto forma di stimolazioni ambientali costruttive ed interessanti (un esempio può essere una promozione lavorativa, la quale attribuisce maggiori responsabilità ma anche maggiori soddisfazioni). Il distress è invece lo stress cattivo, quello che provoca gravi scompensi emotivi e fisici difficilmente risolvibili (per esempio dopo un licenziamento inaspettato oppure un intervento chirurgico).
Lo stress è considerato la risposta biologica aspecifica dell'organismo a qualsiasi richiesta ambientale e gli stressori sono i vari tipi di stimoli o agenti che suscitano tale reazione. La risposta biologica aspecifica, detta anche sindrome generale di adattamento, si compone di tre distinte fasi.
1. Durante la fase di allarme si mobilitano le energie difensive (innalzamento della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa, della tensione muscolare, diminuzione delle secrezione salivare, aumentata liberazione di cortisolo, ecc.).
2. Nella fase di resistenza invece, l'organismo tenta di adattarsi alla situazione e gli indici fisiologici tendono a normalizzarsi anche se lo sforzo per raggiungere l'equilibrio è intenso.
3. Se la condizione stressante continua, oppure risulta troppo intensa, si entra in una fase di esaurimento in cui l'organismo non riesce più a difendersi e la naturale capacità di adattarsi viene a mancare. Si assisterà in questa fase alla comparsa di malattie dall'adattamento rappresentate per esempio, dal diabete o dell'ipertensione arteriosa (malattie psicosomatiche).


L'azione del cortisolo, un ormone rilasciato dalle ghiandole surrenali in fase di allarme, influenza il metabolismo degli zuccheri, delle proteine e dei grassi aumentando l'energia disponibile per l'organismo e l'elevato potenziale antinfiammatorio e antiallergico, aumentando le difese dell'organismo; tuttavia l'azione a lungo termine è quella di un abbassamento delle difese immunitarie.
La risposta fisiologica allo stress è di primaria importanza. Infatti, lo stress cronico, l'esposizione continua ad una fonte di stress e l'attivazione ripetuta della risposta fisiologica sono direttamente correlati all'insorgenza di disturbi cardiovascolari come l'ipertensione, l'ischemia e l'infarto. Un possibile ruolo dello stress è stato anche sostenuto nello sviluppo del cancro così come nella riduzione delle difese immunitarie. E' indubbia la relazione causale tra lo stress e la salute, e quindi il benessere dell'individuo.

Lo stress: sintomi

Tra i sintomi più frequenti dello stress ricordiamo: frequente sensazione di stanchezza generale, accelerazione del battito cardiaco, difficoltà di concentrazione, attacchi di panico, crisi di pianto, depressione, frustrazione, attacchi di ansia, disturbi del sonno, dolori muscolari, ulcera dello stomaco, diarrea, crampi allo stomaco, colite, malfunzionamento della tiroide, facilità ad ammalarsi, difficoltà ad esprimersi e a trovare un vocabolo conosciuto, sensazione di noia nei confronti di ogni situazione, frequente bisogno di urinare, cambio della voce, iperattività, confusione mentale, irritabilità, abbassamento delle difese immunitarie, diabete, ipertensione, cefalea.

Cure e terapie contro lo stress

Alcune persone sono stressate in situazioni che sembrano normali per altre, come camminare da soli di notte, volare, trovarsi in luoghi con molte persone, o tenere un discorso pubblico. Evitare queste situazioni potrebbe non essere possibile. In tali circostanze, affrontare queste paure e superarle è una buona alternativa e a tale scopo potrebbe essere necessario un aiuto di tipo psicoterapeutico per controllare questi fattori di stress.
Attraverso l'Analisi Transazionale l'uomo ha la possibilità di riprendere in mano se stesso e cambiare i vecchi e sicuri modelli di comportamento inventandosi, secondo i propri desideri, ciò che è più congeniale per migliorare la propria esistenza. La quasi totalità delle azioni che si compiono da adulti e che spesso determinano stati di malessere psicologico, sono programmate da un copione che risale all'infanzia. L'autonomia, ovvero la capacità di agire, pensare e sentire secondo i propri bisogni autentici tenendo conto allo stesso tempo della realtà che ci circonda, per tanti è e sarà sempre un'utopia. La persona che ha raggiunto l'autonomia non necessita più di ricorrere a meccanismi disfunzionali.
Si esce dalla trappola solo rafforzando l'Adulto, cioè un insieme autonomo di sentimenti, atteggiamenti e modelli di comportamento che risultano coerenti e adatti alla realtà presente. L'analisi transazionale si pone l'obiettivo di aumentare la consapevolezza dello Stato dell'Io Adulto nel qui ed ora, ma allo stesso tempo si cerca di fare emergere esperienze del passato che hanno indotto il soggetto ad interpretare la realtà dell'epoca come "drammatica" o "catastrofica" e che lo condizionano oggi nell'interpretazione della realtà odierna. Rielaborare queste fantasie con la consapevolezza e con le informazioni del presente, consente di valutare la realtà per correggere le eventuali distorsioni e decidere cosa fare per gestire le possibili presenti fonti di disagio e di stress. Spesso la difficoltà ad affrontare in maniera adeguata momenti stressanti della vita dipende da una fragilità dello stato dell'io adulto che risulta contaminato da informazioni ed esperienze derivanti da altre strutture psichiche e che impediscono all'individuo di utilizzare al meglio le proprie risorse razionali. Decontaminando la parte adulta del paziente si rafforzano le sue risorse ed egli diviene in grado di agire nella realtà secondo modalità più funzionali ed adeguate alla situazione attuale. L'importanza dello stress, dei lutti e degli eventi di vita negativi come fattore di rischio aspecifico per tutta la psicopatologia è ormai ampiamente riconosciuta dalla letteratura psichiatrica.

EMDR nel disturbo da stress post-traumatico

L'EMDR (dall'inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è un approccio terapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress, soprattutto allo stress traumatico. E' uno strumento importante per l'elaborazione di quegli eventi di vita negativi che spesso rappresentano un importante fattore d'insorgenza o di scompenso nella depressione, nel disturbo di panico ma anche nei disturbi fobici, ossessivi, in quelli del comportamento alimentare, nelle dipendenze, fino ai disturbi bipolari e alle psicosi. Eventi emotivamente traumatici e con una natura prettamente interpersonale, possono rappresentare una minaccia grave dell'integrità psicologica della persona e possono quindi rientrare tra i disturbi dell'adattamento per poi evolvere successivamente in altre forme psicopatologiche. Il trauma psicologico è un evento che per le sue caratteristiche risulta "non integrabile" nel sistema psichico della persona e quindi rimane dissociato dal resto dell'esperienza psichica causando la sintomatologia psicopatologica relativa. La desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari, EMDR è una tecnica psicoterapeutica particolarmente adatta alla sofferenza emotiva legata alle esperienze traumatiche.
La sua efficacia è scientificamente dimostrata in studi controllati ed è integrabile con terapie di tipo cognitivo. È utilizzabile per stati d'ansia, depressivi o impulsivi che rappresentino l'esito di episodi traumatici e stressanti come violenza fisica o psicologica, incidenti, esposizione a calamità naturali, stress da guerra, ma anche piccole esperienze traumatiche che possono accadere nella vita quotidiana, risulta dunque un intervento efficace per affrontare e risolvere situazioni di stress più o meno gravi.

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