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Pubblicato da Prof. Antonino Di Pietro
 

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La dermatite allergica da contatto (DAC), nota anche come eczema allergico, è una malattia infiammatoria della pelle conseguente all’esposizione della cute ad una sostanza immunizzante, detta allergene o aptene. Diversamente dalla dermatite irritativa, nella dermatite allergica vi è il coinvolgimento del sistema immunitario.

Quadro clinico

La dermatite allergica da contatto si presenta con manifestazioni molto variabili, a seconda che si tratti di una forma acuta o cronica. Nella fase acuta predominano l’arrossamento (eritema), il gonfiore (edema) e le vescicole, di dimensioni variabili da qualche millimetro a molti centimetri (eczema vescicolare). Queste bolle contengono un liquido trasparente e sono molto pruriginose. In seguito al grattamento, le bolle si rompono e l’essudato fuoriesce e si rapprende, formando croste superficiali di colore giallastro (eczema crostoso). Se l’eczema non è trattato, le bolle e le croste diventano via via meno evidenti, ma permane l’arrossamento della cute, che appare ispessita. L’eczema è generalmente (ma non sempre) localizzato alla zona di contatto (figura 1). Nelle forme croniche esso può però estendersi anche ad aree adiacenti, rendendo più difficile la diagnosi. In alcuni casi il contatto con l’agente allergizzante non è di facile individuazione: per esempio il soggetto può presentare l’eczema sul collo o dietro le orecchie solo perché si gratta con le unghie trattate con uno amalto allergizzante.

 

Figura 1. Dermatite da contatto con il rivestimento interno di scarpe ginnastica: soggetto positivo al al dicromato di potassio, usato nei coloranti per pelli e tessuti.
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Perché compare la dermatite allergica?

Il fattore scatenante è l’esposizione della pelle ad una sostanza immunizzante (allergizzante). Le sostanze allergizzanti sino ad oggi individuate sono circa 3.000 e spaziano da alcuni metalli (nickel, cromo etc) ai coloranti contenuti nelle tinture per capelli, ai coloranti contenuti dei tessuti o nelle pelli delle scarpe, fino ad arrivare ad alcuni farmaci contenuti in creme, lozioni o cerotti. In alcuni casi le sostanze possono essere di tipo volatile e presenti quindi nell’aria in cui il soggetto vive o lavora. Quale che sia la sostanza, essa deve venire a contatto diretto con la pelle. Quando avviene il contatto, l’allergene penetra negli strati superficiali della pelle ed incontra le cellule di Langherhans, un particolare tipo di cellule della pelle. Le cellule di Langherhans legano la sostanza e la rendono visibile ad altre cellule del sistema immunitario dette linfociti T. I linfociti T riconoscono la sostanza come estranea all’organismo e la memorizzano senza però produrre alcune manifestazione cutanea (arrossamento, bolle etc).

Questa prima fase, detta fase di sensibilizzazione, richiede 5-10 giorni se la sostanza è un buon allergizzante (es. edera velenosa) o molti mesi se la sostanza è un allergizzante debole. Solo se il soggetto viene nuovamente a contatto con la stessa sostanza o con una molto simile (allergia crociata), anche a distanza di anni, compare l’eczema. Questa seconda fase, detta di riacutizzazione o di elicitazione, è molto rapida (12-48 ore). Quindi, una volta che il soggetto si è immunizzato verso la sostanza, la comparsa dell’eczema è rapida.

La diagnosi

La diagnosi si basa sulla raccolta delle informazioni e su test allergologici. Nella maggior parte dei casi è possibile intuire facilmente l’origine dell’eczema sulla base delle informazioni professionali e delle abitudini del soggetto. In altri casi, soprattutto dermatiti da allergeni volatili la diagnosi è più insidiosa. I test allergologici si basano sull’applicazione di cerotti sulla parte alta del dorso del paziente Ciascun cerotto contiene 10 piccoli serbatoi con i potenziali allergeni. Normalmente si utilizzano batterie contenenti 40 allergeni contemporaneamente (quattro cerotti da 10 allergeni). Questi test sono noti come patch test. I cerotti con le sostanze allergizzanti sono lasciati sulle cute per 48 ore prima di essere rimossi. Se una delle 40 sostanze ha indotto allergia, alla rimozione del cerotto si troverà un piccolo eczema in corrispondenza di uno dei 40 serbatoi. Ovviamente si possono trovare reazioni positive a più sostanze (figura 2).

 

Figura 2. Valutazione della reazione dopo rimozione del cerotto applicato sulla spalla sinistra: si notano le 10 sostanze testate con il primo cerotto, disposte su due file da 5, ciascuna indicata dal colore viola del pennarello; risultato del test: debole positività (+) al Cromo e forte positività (+++) al Cobalto.

reazione-allergica-cromo

Trattamento

Il trattamento delle dermatiti da contatto inizia con l’individuazione della sostanza che scatena la reazione allergica e con il suo allontanamento o, se ciò non è possibile, evitando che essa venga a contatto con la cute. In questo senso sono utili vari sistemi di protezione, come guanti, indumenti protettivi, creme ad effetto barriera etc. Per quanto riguarda la risoluzione della fase acuta, sono molto efficaci le creme al cortisone applicate per 5-10 giorni, a seconda della gravità della reazione allergica e dell’estensione della zona coinvolta. Se il contatto con la sostanza è stato eliminato, la dermatite guarisce completamente e non si ripresenta. Se invece il contatto con l’allergene permane, anche solo parzialmente, la dermatite diventa cronica. In questi casi si utilizzano creme al cortisone arricchite con sostanze emollienti ed idratanti per ridurre la secchezza e l’atrofia cutanea tipica dell’uso prolungato del cortisone. L’uso delle creme al cortisone porta a guarigione o a notevole miglioramento la maggior parte delle dermatiti da contatto su base allergica. Nelle forme croniche che non rispondono bene al cortisone, può essere impiegato un unguento al tacrolimus (Protopic®). Questa sostanza si presta ad un uso protratto senza alcuni degli effetti collaterali dei corticosteroidi. Nella dermatite cronica da contatto delle mani si è dimostrata efficace anche l’alitretinoina (Panretin®). In entrambi i casi si tratta di utilizzo sotto attento controllo medico.

A chi rivolgersi? Dermatologo

La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico

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