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Pubblicato da Staff N&S

La dermatite atopica (o eczema atopico o eczema costituzionale) è una malattia infiammatoria della pelle causata da una eccessiva reattività dell’organismo (e probabilmente della pelle stessa) a stimoli allergici innocui per altre persone. Ciò significa che una quantità di polline nell’aria che non causa alcuna reazione nella popolazione normale, scatena una risposta allergica nel soggetto con dermatite atopica. Si stima che il 10% della popolazione generale sia o sia stata affetta da dermatite atopica. La frequenza è maggiore se uno dei genitori è affetto da asma ed altre forme allergiche ed aumenta ancora se entrambi i genitori ne sono affetti. In oltre il 50% dei casi la malattia inizia entro il primo anno di vita (dermatite del lattante). E’ raro che la malattia compaia dopo i 10 anni senza che sia stata anticipata nell’infanzia. Con l’età adulta essa tende a scomparire o ad attenuarsi e solo il 2% degli adulti dopo i 40 anni presenta ancora i segni della malattia. Le donne e gli uomini sono colpiti con la stessa frequenza.

Cause della dermatite atopica

Le cause non sono note. Non vi sono però dubbi che i pazienti colpiti presentino una predisposizione genetica a reagire in modo esagerato nei confronti dei comuni allergeni (polline, peli di animali acari, etc). La prova di questa esagerata reazione generale dell’organismo è duplice. Da una parte i pazienti (ed i loro familiari) affetti da dermatite atopica sono spesso affetti anche da altre forme di allergia (es. asma, rinite allergica, allergie alimentari, orticaria etc); dall’altra, una percentuale rilevante di pazienti non presenta nel sangue ne elevati livelli di immunoglobuline di tipo E (IgE) aspecifiche ne elevati livelli di IgE specifiche verso i comuni allergeni (proteine dell’uovo, nickel, pollini etc), come invece ci si attenderebbe in presenza di un’allergia classica.

Figura 1. Localizzazione della dermatite atopica nell’adulto.
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Inoltre questi pazienti risultano negativi (o solo debolmente positivi) ai test allergologici verso i pollini, gli acari, i metalli etc. In sintesi, è la cute dei pazienti che risponde in modo esagerato ai fattori irritativi sia esterni (metalli, coloranti, saponi etc) che interni (stress, stati ansiosi etc). Studi recenti hanno anche evidenziato che la cute dei soggetti con dermatite atopica tende più facilmente a perdere acqua (disidratazione). Ciò causa secchezza e la secchezza induce irritazione e comparsa dell’eczema.

Come si manifesta la dermatite atopica

Mentre nel lattante le sedi preferenziali sono le guance e nei casi più gravi buona parte della superficie corporea, ad eccezione dell’area del pannolino, nell’adolescente e nell’adulto le zone maggiormente colpite sono le pieghe dei gomiti, sia all’interno che all’esterno, e quelle del polpaccio (figura 1).
Le lesioni sono più o meno estese, a margini definiti, caratterizzate da arrossamento intenso, bolle, desquamazione ed infiltrazione. Le vescicole, se presenti, sono poche e tendono a rompersi lasciando croste (figura 2). Il prurito può essere molto inteso e può interessare solo la zona di cute infiammata o un’ampia parte della superficie corporea, con i tipici segni del grattamento generalizzato. L’andamento della malattia è capriccioso, con tendenza al miglioramento durante l’estate, in particolare con i bagni di mare e di sole. Per contro essa peggiora durante l’inverno, soprattutto dopo episodi di infezioni respiratorie (faringiti, tonsilliti etc).

Figura 2. Dermatite atopica dell’avambraccio (A) e di una zona atipica (lombare) nello stesso paziente: è visibile l’area ipocromica che circonda la lesione (B).
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Complicazioni della dermatite atopica

Fino a pochi anni fa si riteneva che le complicanze della dermatite atopica fossero solo “locali”, cioè localizzate all’eczema stesso. Di queste due sono relativamente frequenti:

  1. l’infezione da parte dello Stafilococco, un batterio normalmente innocuo sulla pelle sana ma che sull’eczema può produrre una infezione sovrapposta, con comparsa di pus;
  2. l’infezione da Herpes simplex che, in alcuni casi può rapidamente diffondersi a tutto il corpo (eruzione varicelliforme di Kaposi) ed anche agli organi interni.

Negli ultimi 20 anni si è visto che i pazienti con dermatite atopica vanno più facilmente incontro a due complicazioni che nulla sembrano avere in comune con la malattia di base. Si tratta di due malattie dell’occhio: il cheratocono e la cataratta. Il cheratocono è una deformazione della cornea, che diventa più sottile e più convessa, con conseguente astigmatismo ed altre alterazioni della vista. Il cheratocono colpisce abitualmente solo il 2 x 1.000 della popolazione generale ma arriva a colpire circa 20 soggetti su 1.000 se affetti da dermatite atopica. La cataratta consiste invece nella progressiva perdita di trasparenza (opacizzazione) del cristallino. Allo stato delle conoscenze non sono noti i rapporti esistenti fra queste due complicanze oculari e la dermatite atopica.

Terapia della dermatite atopica

Non essendo note le cause della malattia, la cura rimane ancora oggi problematica ed insoddisfacente. E’ buona regola agire su più fronti, a partire da una igiene cutanea molto delicata fino ad arrivare ai farmaci più potenti. La dieta di esclusione si è rivelata fallimentare, ed oggi non è più praticata.

Creme emollienti e protettive nella dermatite atopica

I lavaggi troppo frequenti, soprattutto con saponi aggressivi, sono assolutamente sconsigliati. Il lavaggio è irritante in se. La pelle va quindi detersa al massimo due volte al giorno con detergenti non saponosi, per esempio a base di olio vegetali ed altre sostanze che non alterano la barriera cutanea. L’uso di creme emollienti a base di oli di semi di borragine e di jojoba (BioEulen®) è molto utile per ripristinare lo strato superficiale della pelle, il cosiddetto film idrolipidico, distrutto dai frequenti lavaggi cui il paziente si sottopone per lenire il prurito. Per ridurre l'evaporazione di acqua dalla superficie cutanea si possono usare emulsioni a base di nanoliposomi contenenti silicio più CM-glucano. Questa combinazione mantiene l'epidermide costantemente umida e la protegge dai raggi UV e dai detergenti (DRY-off).

Alimentazione e dermatite atopica

L’uso della dieta per migliorare la dermatite atopica è stato molto discusso in passato, ma allo stato delle conoscenze si ritiene che l’adozione di diete restrittive (eliminazione di uova, latte e derivati, pesce, nocciole, arachidi etc) sia ininfluente. Inoltre vi è il rischio che diete molto restrittive possano comportare un apporto insufficiente di calcio e di alcune vitamine essenziali. Per tali motivi le diete di esclusione, che eliminavano molti alimenti per poi reintrodurli lentamente dopo mesi, non sono più praticate.

Farmaci topici per la dermatite atopica

Nel bambino le creme al cortisone, eventualmente associate ad antibiotico se presente superinfezione batterica, usate per brevi cicli possono alleviare notevolmente sia l’infiammazione che il prurito. La stessa linea si segue nell’adulto. In sostituzione del cortisone, di cui non si può evidentemente abusare, si possono usare creme a base di catrame minerale (Coal Tar). Queste creme, molto efficaci, sono applicate solo la sera perché tingono e hanno un odore caratteristico. Inoltre esse inducono sensibilizzazione se la zona è esposta alla luce del sole (fotosensibilizzazione), e per questo motivo si tende ad usarle solo nei mesi invernali (Ottobre-Marzo). Nei mesi estivi è preferibile una emulsione a base di ittiolo solfonato (Dermictiol®), meno efficace del carbone minerale ma privo di effetti fotosensibilizzanti. Negli ultimi anni si è visto che le creme a base di tacrolimus (Protopic®), molto efficaci nella psoriasi, sono efficaci anche nella dermatite atopica.

Fototerapia con ultravioletti

Nei casi più gravi potrebbero essere utili brevi cicli di fototerapia. La fototerapia con ultravioletti di tipo B (UV-B) a banda stretta (311 nm) consiste nell’esporre i pazienti a questo tipo di luce in apposite docce solari simili a quelle usate per l’abbronzatura. Per aumentare l’effetto si possono utilizzare farmaci sensibilizzanti da assumere per bocca (Oxoralen®) 3-4 ore prima dell’esposizione alla luce, in modo analogo a quanto si fa nella psoriasi. Questa terapia andrebbe usata solo nei casi che non hanno risposto ad altri trattamenti.

A chi rivolgersi?

Dermatologo

La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico

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