sei nella sezione   Dermoestetica
Pubblicato da Prof. Antonino Di Pietro
 

Vai alla pagine autore

La dermatite seborroica (o eczema seborroico) è una malattia infiammatoria della pelle e del cuoio capelluto di tipo cronico, che si manifesta con pelle untuosa e chiazze arrossate ricoperte da squame bianco-giallastre che, distaccandosi, formano una sottile forfora. La malattia colpisce il 2% della popolazione. I maschi sono più colpiti dello donne. Esistono due forme di dermatite seborroica: 1) la dermatite seborroica del neonato, che compare generalmente fra il primo ed il quarto mese di vita; 2) la dermatite seborroica dell’adulto, che compare dopo la pubertà.

Sintomi della dermatite seborroica

La dermatite seborroica colpisce prevalentemente il viso, in particolare le pieghe del naso, le sopracciglia, l’attaccatura dei capelli e dei baffi, il padiglione auricolare (figura 1). In alcuni soggetti le chiazze possono interessare il petto (zona pre-sternale) e le spalle, in particolare l’area fra le scapole (zona inter-scapolare). Il prurito è poco presente al volto ed al tronco, ma può essere molto intenso al cuoio capelluto e all’attaccatura dei capelli.

Figura 1. Dermatite seborroica: è evidente l’eritema di tutto il volto e la fine forfora proveniente dal distacco delle squame.
dermatite-seborroica-sebo-forfora



Dermatite seborroica: cause

Benché la malattia sia stata descritta per la prima volta nel 1870 dal dermatologo austriaco Ferdinand von Hebra, le cause rimangono ad oggi ignote. Certamente la malattia si associa ad un disturbo delle ghiandole sebacee e/o della secrezione del sebo. Il coinvolgimento delle ghiandole sebacee è provato dal fatto che la malattia compare solo dopo alla pubertà, quando le ghiandole sebacee iniziano a produrre sebo sotto la stimolazione degli ormoni sessuali maschili (testosterone, diidro-testosterone etc). Il coinvolgimento delle ghiandole sebacee è inoltre confermato dall’osservazione che la malattia tende a colpire le zone del corpo più ricche di ghiandole sebacee.

Purtroppo, l’analisi del sebo dei soggetti affetti dalla malattia non ha evidenziato alterazioni rilevanti circa la quantità o la qualità. Viceversa, sulla pelle dei malati di DS si rileva sempre la presenza di un fungo chiamato Malassezia furfur, conosciuto anche come Pityrosporum orbiculare. Questo fungo è innocuo e presente anche nei soggetti sani. E’ probabile che nei soggetti affetti da dermatite seborroica il fungo Malassezia si comporti da attivatore dell’infiammazione. Il fungo “si nutre” infatti del sebo e rilascia sulla pelle alcuni acidi grassi come prodotti di scarto metabolico. Nei soggetti predisposti alla malattia questi prodotti di scarto danno il via all’infiammazione della pelle, con comparsa di prurito e forfora.

dermatite seborroica: diagnosi

La diagnosi di DS è semplice e si basa sull’esame delle lesioni. La pelle è oleosa e lucida e le squame si distaccano spontaneamente. Nei casi in cui la malattia è circoscritta al solo cuoio capelluto, in particolare all’attaccatura dei capelli, vi può essere confusione con la psoriasi. Tuttavia un esame attento fuga i dubbi diagnostici. Nelle donne è opportuno eseguire indagini ormonali per escludere un eccesso di ormoni maschili (testosterone libero e totale, androstenedione etc) che, stimolando la produzione di sebo, possono scatenare la malattia. Ciò si può verificare per esempio nella sindrome dell’ovaio policistico, nei tumori dell’ovaio e in alcune malattie delle ghiandole surrenali che inducono aumento degli ormoni maschili.

Dermatite seborroica: terapia

La cura della dermatite seborroica si basa sulla detersione delle zone colpite e sull’uso di sostanze che regolano/riducono la secrezione di sebo (sostanze seboregolatrici). In questo senso si possono utilizzare shampoo, saponi e creme a base di alukina (Aluseb), solfuro di selenio o zinco piritione. L’efficacia di questi trattamenti aumenta se si aggiunge un farmaco antimicotico, attivo cioè contro il fungo Mallasezia (es. econazolo; ketoconazolo) che, come detto prende parte attiva nella malattia. Anche gli antimicotici sono presenti in shampoo, lozioni e creme. Per le forme gravi, quando cioè l’infiammazione ed il prurito sono notevoli, può essere utilizzato il cortisone per periodi limitati. In questo senso sono utili le preparazioni (detergenti, latte dermatologico, crema) che contengono sia l’antimicotico che il cortisonico. Per anni si è ritenuto che la dieta potesse giocare un ruolo nel peggiorare la malattia. Per quanto l’eliminazione di alimenti fritti e cioccolato sia consigliabile in linea di principio, l’efficacia di diete generali (o specifiche) è nulla. Nella stagione estiva una moderata esposizione al sole ed i bagni di mare risultano utili per regolare la produzione di sebo, in alcuni casi con notevole miglioramento.

A chi rivolgersi?

Dermatologo

La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico

CERCHI UNO SPECIALISTA
NELLA TUA ZONA?

N&S Store prossimamente online

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.