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Pubblicato da Staff N&S

Il mollusco contagioso è una infezione virale della pelle caratterizzata dalla comparsa di piccole papule emisferiche, a superficie liscia, di colorito roseo, del diametro di 2-3 millimetri con una piccola depressione centrale (figura 1). L’infezione è frequente nei bambini, nei quali colpisce prevalentemente il volto. Viceversa, negli adulti sessualmente attivi l'infezione coinvolge più comunemente i genitali esterni (prepuzio, grandi labbra), il pube e la faccia interna delle cosce. Il veicolo di trasmissione sono la saliva nei bambini e le secrezioni genitali negli adulti. Per tale motivo il mollusco contagioso è classificato fra le malattie sessualmente trasmissibili.

Figura 1. Mollusco contagioso: sono presenti sia elementi singoli che a grappolo. Si noti la depressione centrale (ombelicatura).
mollusco contagioso
Le lesioni del volto sono comuni anche nei pazienti con AIDS, suggerendo come il virus del mollusco possa persistere per anni allo stato latente e riattivarsi in caso di insufficienza del sistema immunitario. In presenza di deficit immunitario le lesioni possono essere numerose ed estendersi anche a zone adiacenti. Il virus responsabile dell’infezione appartiene alla famiglia dei Pox-virus.

Mollusco contagioso: diagnosi

La diagnosi si basa sull’aspetto delle lesioni. Ad un esame superficiale i molluschi possono essere confusi con le verruche piane, ma l’esame con la lente da ingrandimento fuga i dubbi nella maggior parte dei casi. La presenza della classica ombelicatura centrale sul mollusco è determinante ai fini della diagnosi e diventa particolarmente evidente quando il mollusco è trattato con azoto liquido (figura 2).

Figura 2. Coppia di molluschi contagiosi in corso di trattamento con azoto liquido. Uno dei due molluschi è parzialmente nascosto dal bastoncino freddo: si noti la depressione centrale di quello appena congelato. coppia di molluschi contagiosi in corso di trattamento con azoto liquido

Mollusco contagioso: terapia

Nel bambino si cerca di attendere la risoluzione spontanea, che avviene in una discreta percentuale di casi. Se questa non accade nell’arco di qualche mese si procede all’escissione delle lesioni con cucchiaino tagliente previa anestesia locale. Si può anche ricorrere al congelamento con azoto liquido (crioterapia) o con un ago freddo. Se i molluschi sono di grandi dimensioni o sono posizionati in sedi particolari (es. glande o palpebre), si procede con la rimozione chirurgica e successiva sutura della ferita.

A chi rivolgersi?

Dermatologo

La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico

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