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Pubblicato da Staff N&S

La pitiriasi rosea è una malattia benigna della pelle che si manifesta con la comparsa, generalmente al tronco, di una lesione primaria, detta chiazza madre, seguita a distanza di 5-15 giorni dall’eruzione di numerose lesioni secondarie, più piccole e simili alla prima, dette chiazze figlie. La malattia colpisce tutte le razze e tutte le età, anche se la fascia compresa fra i 15 ed i 35 anni è quella più interessata. In Italia la malattia è più frequente in autunno, mentre nelle regioni tropicali e subtropicali il picco massimo è raggiunto durante la stagione calda e secca. Non si è ancora certi che la malattia sia contagiosa, come si potrebbe supporre dall’osservazione di piccole epidemie nelle scuole e negli asili.

Come si presenta la pitiriasi rosea?

La pitirasi rosea inizia nella maggior parte dei casi con la comparsa sul petto o sull’addome di una chiazza circolare, delle dimensioni di 2-6 centimetri, di colore rosa, raramente pruriginosa. Se si osserva la chiazza con una lente di ingrandimento, si nota che la superficie della pelle è leggermente crespata (a carta di sigaretta); dopo qualche giorno si formano sulla superficie della chiazza sottili squame lamellari, che tendono a distaccarsi, lasciando la superficie sottostante liscia e di colore salmonato al centro mentre è più e rialzata e infiammata ai bordi (figura 1). Dopo 5-15 giorni, compare l’eruzione vera e propria: a seconda della gravità possono comparire poche o anche decine di chiazze figlie, simili alla prima ma più piccole, quasi sempre localizzate al tronco (spalle, torace) per estendersi, nei casi più gravi, anche alle braccia e alle cosce. Gli avambracci, le gambe e la testa sono aree generalmente risparmiate.

Figura 1. Pitiriasi rosea di grado medio in maschio adulto (A): la lesione iniziale (chiazza madre) è quella sulla spalla ed è stata ingrandita nella figura (B).
pitiriasi-roseaLa pitiriasi rosea tende a guarire spontaneamente nell’arco di circa un mese, per quanto vi sia una certa variabilità. In alcuni casi possono essere necessari anche 3-4 mesi. In alcuni soggetti non sono rare le ricorrenze, anche a distanza di anni dal primo episodio. In casi rari le recidive possono verificarsi anche più di una volta, a distanza di mesi o anche anni una dall’altra.

Diagnosi di pitiriasi rosea

Nella maggior parte dei casi il paziente richiede una consulenza non quando compare la prima chiazza, di cui potrebbe non accorgersi, ma nei giorni successivi, ad eruzione avvenuta. Nelle forme classiche la diagnosi non è semplice, soprattutto quando sono ben distinguibili sia la chiazza madre che le eruzioni figlie. In qualche caso vi può essere confusione con le allergie da farmaci, con la psoriasi guttata e con l’eczema nummulare. Nei casi dubbi, soprattutto se la guarigione spontanea tarda ad arrivare, può essere necessario l’esame istologico. Se la malattia compare in gravidanza non ha alcuna conseguenza sul feto e la donna non deve preoccuparsi.

Cause della pitiriasi rosea

Le cause della pitiriasi rosea non sono note. Sin da quando la malattia fu descritta per la prima volta nel 1860 dal dermatologo francese Camille Gibert, si pensò ad un qualche agente infettivo. Tuttavia in 150 anni di ricerche, dalle lesioni cutanee non è mai stato isolato alcun batterio, fungo o virus. Attualmente si ritiene che la malattia sia conseguenza della riattivazione di un virus appartenente alla famiglia degli Herpes virus (HV), probabilmente gli Herpes virus-6 o 7 (HV-6; HV-7). Si tratta di virus contratti durante l’infanzia, responsabili della cosiddetta sesta malattia. Questi virus, come tutti i virus erpetici, una volta contratti si annidano nel midollo spinale e possono riattivarsi, anche a distanza di anni, causando l’eruzione cutanea. Ciò spiega anche la ragione per cui la malattia tende a recidivare.

Trattamento della pitiriasi rosea

Nella maggior parte dei casi la pitiriasi rosea non richiede alcun trattamento e risolve spontaneamente nel giro di 3-5 settimane. Nei casi di prurito intenso possono essere necessari degli antistaminici per via orale. L’uso delle creme al cortisone non è accettato da tutti i dermatologi per il rischio di peggioramento. L’esposizione al sole accelera la guarigione, come provato dal fatto che le chiazze coperte dal costume rimangono mentre quelle esposte al sole scompaiono.

A chi rivolgersi?

Dermatologo

La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico

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