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Pubblicato da Staff N&S

Teoricamente, i farmaci utilizzati nell'OA possono agire sia sul dolore sia sulla progressione di malattia, rallentandone il decorso. L'azione sul dolore può essere ad esordio rapido o ad esordio lento. Per esempio gli antiinfiammatori non steroidei (FANS) come diclofenac, ketoprofene, ibuprofene, naproxene etc, sono efficaci già dopo qualche ora dall'assunzione ed esauriscono il loro effetto nelle 6-12 ore successive, in relazione alla loro durata d'azione. Ne consegue che sono necessarie più dosi giornaliere per mantenere il dolore sotto controllo nell'arco della giornata. I FANS agiscono solo sul dolore, senza intervenire sulla causa del dolore, ovvero la cartilagine articolare danneggiata.

Farmaci che agiscono sui sintomi dell'artrosi

Da alcuni anni si è osservato che alcune sostanze presenti nella cartilagine, come la glucosammina e la condroitina, se somministrate per via orale esercitano effetti sia sul dolore che sul deterioramento della cartilagine Per tale ragione queste due sostanze sono classificate con la sigla inglese SYSADOA (Symptomatic Slow-Acting Drugs for Osteoarthritis), ovvero farmaci sintomatici ad azione lenta per la cura dell'osteoartrosi. La somministrazione di queste due sostanze richiede infatti almeno 3-4 settimane prima che l'effetto si traduca in un beneficio clinico apprezzabile sui sintomi caratteristici della malattia, come il dolore (soprattutto "a freddo") e la rigidità articolare, ovvero la sensazione che l'articolazione non sia più fluida ma piuttosto rigida e difficile da muovere. I pazienti conoscono bene i segni della rigidità articolare, che si manifesta non solo con dolore al movimento, ma anche con crepitii e scrosci quando si cerca di muovere l'articolazione, quasi che questa sia "insabbiata".

Farmaci che rallentano l'artrosi

Grazie ad alcuni studi è stato possibile verificare che la combinazione di condroitina e glucosammina è in grado di alterare la progressione della malattia. Per questo motivo le sostanze dotate di tali proprietà sono annoverate nel gruppo dei DMOAD (Disease Modifying Osteoarthritis Drugs). I DMOADS sono farmaci in gradi di modificare il decorso della malattia osteoartrosica. L'appartenenza di una sostanza alla classe dei DMOAD richiede che essa risponda ad alcuni requisiti clinici, il più importante dei quali è quello di ridurre nel tempo l'assottigliamento della cartilagine misurato con radiografia digitale o con la TAC.

Figura 1. Scomparsa quasi totale della cartilagine del ginocchio: l'estremità inferiore del femore (in alto) e quella superiore della tibia (in basso) sono poco separate l'una dall'altra da una cartilagine assottigliata (meno di 2 mm), che in un soggetto giovane è di circa 5 millimetri.
osteoartrosi-ginocchio-cartilagine-knee-arthritisL'articolazione di riferimento è quella del ginocchio (figura 1). Solo se un farmaco è in grado di arrestare (o rallentare sensibilmente) l'assottigliamento della cartilagine del ginocchio dopo un terapia sufficiente protratta (almeno 18-24 mesi) può essere classificato fra i DMOAD. La condroitina e la glucosammina sono attualmente le uniche sostanze annoverate fra i DMOAD.

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