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Pubblicato da Staff N&S
La maggior parte delle donne avverte nei 10-14 giorni che precedono la mestruazione una serie di disturbi. Questi sono diversi da donna a donna, e soprattutto variano per numero e per intensità. Si tratta di sintomi tipici, che ciascuna donna riconosce e con cui nel corso degli anni impara a convivere senza compromissione della vita sociale e lavorativa. Questi sintomi non sono presenti ad ogni mestruazione e in alcuni cicli possono essere lievi ed in altri più severi.

 

Viceversa, in un a quota esigua di donne, fra il 2 ed il 5%, questi sintomi compaiono numerosi ad "ogni ciclo mestruale e con gravità tale da compromettere gli aspetti della vita lavorativa e di relazione", secondo la definizione data dall'American College of Obstetricians and Gynecologists. Solo quando ciò avviene si parla di Sindrome Premestruale (SPM) o, secondo la dizione inglese, di PreMenstrual Syndrome (PSM).

Come si manifesta la SPM

La PSM non va quindi confusa con i consueti disturbi che affliggono la maggior parte delle donne in alcuni periodi del ciclo mestruale. Perché si possa parlare di PSM è necessario che i sintomi siano sia di tipo fisico che psichico e, soprattutto, che compaiano solo nella seconda fase del ciclo, cioè dopo l'ovulazione (fase luteinica). Ciò significa che in un ciclo di 28 giorni i sintomi devono essere presenti solo dal giorno 12 dell'ultima mestruazione fino al giorno 3 della successiva. Benché le donne con PMS riferiscano una moltitudine di sintomi, in alcune casistiche ne sono stati descritti fino a 150, quelli presi in considerazione dall'American College of Obstetricians and Gynecologists sono in realtà pochi (tabella 1).


Tabella 1. I sintomi della sindrome premestruale: in neretto sono segnati quelli necessari per formulare diagnosi di SPM.

Psichici Fisici
Umore depresso Tensione e dolore mammario
Crisi di ira Cefalea
Irritabilità Gonfiore addominale
Stato ansioso Eccessiva sudorazione
Confusione mentale Riacuttizzazione dell'acne
Tendenza all'isolamento Dolore lombare
Pulsioni alimentari tipo binge eating Riacuttizzazione dell'asma
Ridotta capacità di concentrazione Disturbi della visione
Rapida stancabilità Vampate di calore
Aggressività Palpitazioni
Insonnia Senso di vertigine
Per porre diagnosi di SPM questi sintomi devono essere sufficientemente gravi, devono essere sempre gli stessi e presentarsi con regolarità ad ogni ciclo per almeno tre cicli consecutivi. E' inoltre indispensabile che scompaiano nei giorni immediatamente successivi alla mestruazione e che non siano presenti fino al 12mo giorno. In sintesi, devono comparire a ridosso dell'ovulazione (giorno 14 in un ciclo di 28 giorni) e protrarsi per i 14-17 giorni successivi.

Le cause

Le cause della sindrome non sono completamente note. E' certo che si tratta di un'alterazione neuroendocrina, nella quale le fluttuazioni dei due principali ormoni prodotti dall'ovaio durante il ciclo mestruale, l'estradiolo prima dell'ovulazione e il progesterone dopo l'ovulazione, alterano la produzione dei neurotrasmettitori a livello del sistema nervoso centrale, in particolare della serotonina, determinando sia la caduta dell'umore sia molti dei sintomi fisici, come la facile percezione del dolore e la fame chimica verso gli zuccheri. Il ruolo della serotonina nella SPM è dimostrata dal fatto che nelle donne affette, questa sostanza si riduce nel sangue durante la seconda fase del ciclo, proprio in corrispondenza dei sintomi. In una quota di donne con SPM si osserva una ridotta funzionalità della tiroide (ipotiroidismo) e ciò ha indotto alcuni specialisti a ritenere che anche la tiroide possa essere coinvolta nella sindrome.

Terapia

La prima regola cui la donna con SPM deve attenersi è quella di non esporsi a fonti di stress nel periodo critico, aumentare il livello di attività fisica con la pratica regolare di esercizi aerobici (danza aerobica, cyclette, corsa leggera etc) e soprattutto dormire almeno 7 ore per notte. In questo contesto l'aiuto familiare è determinante. Inoltre è indispensabile azzerare l'apporto di sale da cucina per ridurre la ritenzione idrica, bere 1.5L di acqua oligominerale al giorno ed evitare cibi grassi e salati (es. insaccati). L'uso dell'alcol e delle bibite gasate e zuccherate va abolito per tutto il periodo critico, meglio ancora se abolito del tutto. L'uso di tisane rilassanti e moderatamente diuretiche, per favorire il sonno e ridurre la ritenzione idrica è vivamente consigliato. Se queste misure, sistematicamente e correttamente applicate non sono sufficienti, è necessaria la terapia farmacologica.

Terapia farmacologica generale

Posta diagnosi di SPM, i farmaci di prima scelta sono gli antidepressivi appartenenti alla famiglia degli SSRI, gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina (es. fluoxetina, sertralina e paroxetina). Diversamente da quanto il nome faccia sospettare, questi farmaci non sono attivi solo sull'umore, ma migliorano sensibilmente sia i sintomi psichici (irritabilità, stato ansioso, insonnia etc) che quelli fisici (stanchezza, dolore addominale, etc). Il farmaco più studiato di questo gruppo è la fluoxetina, generalmente prescritta alla dose di 20 mg al giorno, da assumere al mattino. Nel 90% delle pazienti si osserva un miglioramento dei sintomi già dopo il primo mese di trattamento, con ulteriore miglioramento nei mesi successivi. In alcuni studi si è osservata una discreta risposta anche quando il farmaco è assunto solo per i 14-16 giorni in coincidenza con la comparsa dei sintomi.

Terapia farmacologica dei singoli sintomi

Ritenzione idrica

La ritenzione di liquidi può essere ridotta moderando l'assunzione di sale da cucina. Se questa misura non è sufficiente, il medico può prescrivere un diuretico (es. idroclortiazide 25-50 mg al giorno), iniziando il giorno precedente la comparsa dei sintomi. Le donne che soffrono del disturbo conoscono bene il momento in cui i vari sintomi stanno per fare la loro apparizione.

 

Tensione mammaria

Questa può essere alleviata con l'uso dei contraccettivi orali estroprogestinici, che aiutano anche a regolarizzare il ciclo.

 

Irritabilità ed attacchi di fame

I tranquillanti (es. alprazolam, lorazepam) possono essere usati per ridurre l'irritabilità, il nervosismo e la perdita del controllo, specialmente se le pazienti non possono modificare i fattori stressanti familiari e lavorativi. Il loro uso comporta però il rischio di dipendenza e per tale motivo andrebbero usati con parsimonia e solo dopo che gli antidepressivi SSRI non si siano dimostrati capaci di ridurre l'irritabilità e lo stato ansioso generalizzato.

 

Dieta

Le manipolazioni dietetiche, per esempio aumentando l'apporto di proteine e carboidrati complessi, possono ridurre la ricerca compulsiva dei dolciumi che molte donne sovrappeso riferiscono come "fame chimica" durante la SPM. Questo specifico disturbo alimentare è molto ben controllato dagli SSRI prima citati. I supplementi contenenti vitamine del gruppo B, meglio se in combinazione con il magnesio (Mg), possono essere di aiuto sia sull'irritabilità che sulla stanchezza.

 

Emicrania ed altri dolori mestruali

Tutti i dolori che si accompagnano alla mestruazione, in particolare le fitte e i crampi al basso ventre, possono essere trattati con paracetamolo o con antiinfiammatori non steroidei acquistabili senza prescrizione medica (paracetamolo, ketoprofene, ibuprofene etc), da assumere ai primi sintomi. Nei casi più gravi si può aggiungere una sostanza attiva contro gli spasmi muscolari (spasmolitico) tipo Buscopan®. Nei casi delle dolorose emicranie con aura o della cefalea a grappolo, è indicato l'uso dei triptani (almotriptan, sumatriptan, zolmitriptan etc), farmaci che agiscono sulla serotonina. Le pazienti che durante il ciclo mestruale vanno facilmente incontro a questo tipo di cefalea, beneficiano molto del trattamento con gli antidepressivi SSRI sopra citati.

 

Approfondimenti

Leggi cosa dice l'American College of Obstetricians and Gynecologists sulla Sindrome Premestruale

 

A chi rivolgersi?

Ginecologo

Psichiatra (per trattare sintomi psichici)

La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico

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