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Pubblicato da Prof. Carlo De Dominicis; Emmanuel De Mayo
 

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In oltre il 70% dei pazienti con più di 60 anni, una accurata ecografia della prostata evidenzia la presenza di calcoli all'interno della ghiandola, generalmente nelle zone tra capsula ed adenoma prostatico. Si tratta di calcoli quasi sempre di dimensioni modeste, che però tendono a confluire in piccoli agglomerati. Normalmente non producono sintomi, ma la loro tendenza ad infettarsi è elevata e, quando ciò accade, favoriscono la comparsa di prostatite.

Composizione

Una volta asportati e sottoposti ad analisi chimica, si scopre che essi sono composti dello stesso materiale di cui sono composti i calcoli urinari: un nucleo centrale di fosfati con mantelli sovrapposti di urato (sale dell'acido urico) e ossalato di calcio. Questa composizione, così simile ai calcoli urinari, suggerisce che i calcoli della prostata possano formarsi in seguito a reflusso intraprostatico di urina, probabilmente per una qualche alterazione anatomica delle vie urinarie o per meccanismi alterati della contrazioni muscolare durante la minzione.

Diagnosi

La diagnosi di calcolosi prostatica è nella maggior parte dei casi incidentale, avviene cioè in seguito ad una ecografia sovrapubica o trans-rettale richiesta per altri motivi (esame della prostata, delle vie urinarie etc). Se i calcoli sono numerosi e/o di grossi dimensioni, possono essere palpati dall'urologo esperto durante l'esplorazione rettale della prostata, che può apparire localmente più dura. Ciò può indurre il sospetto che stia palpando un tumore se il calcolo è di grosse dimensioni. L'ecografia scioglie il dubbio poiché i calcoli appaiono ben visibili (figura 1).

Figura 1. Calcolo prostatico (freccia rossa) in soggetto con prostatite batterica cronica: la freccia verde indica il cono d'ombra conseguente al fatto che il calcolo non si lascia attraversare dagli ultrasuoni che provengono dall'alto.
Prostatite-batterica-cronica


Nei soggetti che presentano calcoli e frequenti recidive di prostatite batterica   cronica, può essere necessario procedere alla loro rimozione chirurgica accompagnata da un lungo ciclo di terapia antibiotica (ciprofloxacina, levofloxacina), fino a risoluzione dell'infezione (assenza di batteri nelle urine o nel liquido prostatico).

A chi rivolgersi?

Urologo

Ecografista

La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico

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