Allenamento per la massa muscolare
Dott. Paride IannellaChe tipo di allenamento?
Perché l’allenamento sia efficace per indurre un aumento della massa e della forza è necessario che esso tenga conto di sei fattori distinti:1-i gruppi muscolari che si intendono allenare;
2-il numero di esercizi per ciascun gruppo muscolare;
3-l’ordine con cui eseguirli;
4-l’intensità (carico) di ciascun esercizio;
5-il numero di serie per ciascun esercizio;
6-il numero di ripetizioni per ciascuna serie.
Due di questi sei fattori, il carico muscolare ed il numero di ripetizioni, sono strettamente associati. Infatti, non si possono fare molte ripetizioni se il carico muscolare è troppo elevato e viceversa. Procediamo con ordine.
Gruppi muscolari da allenare
Un principiante dovrà iniziare ad allenare tutti i principali gruppi muscolari per garantirsi una crescita armoniosa, che non sia cioè concentrata su alcuni distretti a scapito di altri (es. braccia possenti e cosce esili). Tuttavia può accadere che nel corso dell’allenamento alcuni muscoli rispondano meglio di altri e, per evitare che questi ultimi “rimangano indietro”, sarà necessario dedicare loro più attenzione con esercizi aggiuntivi.Numero di esercizi per gruppo muscolare
Per un atleta non professionista, che abbia da dedicare 1,5-2 ore a seduta per 3 sedute settimanali, il numero di esercizi per ciascun gruppo muscolare è una scelta pressoché obbligata: 3 al massimo 4 esercizi diversi per ciascun gruppo (pettorali, dorsali, addominali, etc).
Esercizi con macchine isocinetiche
Per mettere il muscolo in condizione di esprimere il massimo della forza lungo tutta l’escursione del movimento, è opportuno che la metà degli esercizi sia eseguita con pesi liberi (manubri, bilancieri, etc) e l’altra metà sia eseguita utilizzando macchine a camme (macchine isocinetiche). Le macchine isocinetiche permettono di mantenere costante la velocità di contrazione ma fanno variare continuamente il carico, in modo da tenere il muscolo sotto la massima tensione per tutta l’escursione del movimento. Ciò non si verifica invece quando il carico è fisso, per esempio durante la flessione delle braccia con il bilanciere (figura 1).
Figura 1. Variazione della forza dei muscoli del braccio in relazione all’angolo di flessione del gomito: la forza del bicipite diventa massima quando l’angolo dell’avambraccio rispetto al tronco è di 100 gradi. (da Wilmore JH e Costill DL. Physiology of sport and exercise; Human Kinetics 2005).
In questo esercizio, i muscoli flessori del gomito esercitano la forza massima quando l’avambraccio è a 100 gradi. Quando l’avambraccio è completamente disteso lungo il busto (180 gradi), la forza esprimibile è pari solo al 71% della forza massima; viceversa, quando l’avambraccio è completamente flesso sul braccio, la forza espressa è pari al 67% di quella massima. Cosa significa tutto ciò? Ipotizziamo che questo atleta nella posizione di forza ottimale (angolo di 100 gradi) sia in grado di sostenere un carico massimo di 30 kg. Quale è il carico con cui dovrebbe allenarsi? In estensione completa (braccia distese) potrebbe sollevare un carico pari a non più del 71% di 30 kg, cioè 21,3 kg. Quindi lavorando con un bilanciere di 20 kg sarebbe appena capace di iniziare a flettere gli avambracci. Se però riesce a spostare il bilanciere di 20 kg fino ad una angolazione di 100 gradi, il punto di massima forza, a questa angolazione il muscolo esprimerebbe una forza pari solo al 66,6% del carico massimale, ossia del peso massimo che è in grado di sollevare a questa angolazione (30 kg). Ciò significa che quando si applicano carichi liberi, il muscolo è sollecitato al massimo solo alle due estremità dell’escursione, i cosiddetti punti deboli, mentre nel percorso fra le due estremità la sollecitazione muscolare è meno intensa. Per contro, nel punto di maggior forza (a 100 gradi) il muscolo è sottoposto ad una intensità molto bassa!
E’ questa la ragione per cui l’atleta stanco, che è alla fine delle sue ripetizioni, cerca di non compiere per intero l’estensione delle braccia ed accorcia i movimenti: in questo modo lavora solo nella zona centrale di escursione, dove la forza residua è maggiore! Per ovviare a questo inconveniente, è utile usare macchine isocinetiche (o a camme) che regolano continuamente la velocità di contrazione (ed il carico), in modo tale che il muscolo esprima il 90-95% della sua forza massima in qualunque punto dell’escursione. E’ stato dimostrato che l’allenamento misto, sia con dispositivi isocinetici che con carichi liberi, aumenta maggiormente sia la massa che la forza rispetto al solo allenamento con carichi liberi.