Vulvodinia
- infezioni genitali (herpes, candida etc);
- disturbi neurologici (compressione dei nervi spinali, nevralgia post-herpetica etc;
- neoplasie (dei genitali esterni o contigue);
- infiammazioni delle mucose genitali conseguenti a malattie dermatologiche o reazioni allergiche).
I sintomi della vulvodinia
- episodica, talvolta con accentuazioni in fase premestruale;
- intermittente, con periodi di maggiore o minor fastidio;
- continua.
Figura 1. Sedi del dolore vulvare.
Il dolore può essere riferito come spontaneo, indotto o misto. Nelle forme spontanee il dolore è sempre presente, indipendentemente da circostanze specifiche che possono scatenarlo. Nelle forme indotte, il dolore è provocato da una molteplicità di fattori, anche banali, che in condizioni normali non generano fastidio:, sfregamento con gli abiti, tamponi vaginali e, soprattutto, rapporti sessuali etc. Nelle forme miste il dolore è presente costantemente come sottofondo, che tende però ad accentuarsi in presenza di fattori scatenanti. La forma più frequente è la vestibolite vulvare indotta, il dolore cioè localizzato fra le piccole labbra e l'apertura vaginale e indotto da circostanze esterne. Il fattore scatenante è molto spesso la penetrazione: in questi casi, se il dolore è intenso, la donna può decidere di evitare i rapporti sessuali.
Le cause
Associazione con altre malattie
- le donne con vulvodinia presentano con maggior frequenza sindromi dolorose a carico di altri organi, per esempio il colon (colon irritabile), la vescica (cistite interstiziale) o i muscoli (fibromialgia);
- la somministrazione di farmaci che innalzano la soglia dolore, rendono cioè meno sensibili al dolore (amitriptilina, pregabalin,lamotrigina, etc) guariscono o migliorano la vulvodinia.
Trattamento
Norme comportamentali
- indossare biancheria intima di cotone non colorata (anallergica);
- usare assorbenti in puro cotone;
- evitare se possibile l'uso di salva-slip;
- evitare pataloni, in caso contrario che siano larghi;
- evitare gli sport (cyclette, spinning) che comportano frizione sulla vulva;
- usare detergenti intimi delicati e senza eccedere;
- bere acqua oligominerale in abbondanza;
- regolarizzare l'intestino;
- non trattenere a lungo l'urina;
- lavarsi con acqua fredda dopo i rapporti sessuali.
Terpaia farmacologica
Anestetici locali in crema
Gli anestetici locali in crema, come la lidocaina, possono essere applicati direttamente sulla zona interessata per ridurre il dolore. Purtroppo l'effetto è transitorio e, se applicati prima del rapporto, peggiorano la qualità del rapporto.
Farmaci che innalzano la soglia dolorifica
A questo eterogeneo gruppo appartengono sia gli antidepressivi triciclici (amitriptilina; clomipramina etc), sia farmaci direttamente attivi sul dolore neuropatico (gabapentin, pregabalin, lamotrigina etc). Queste sostanze sono efficaci soprattutto nella vulvodinia spontanea generalizzata. Essi agiscono modificando i livelli delle sostanze chimiche che conducono gli impulsi da un nervo all'altro (neurotrasmettitori). La molecola più usata è l'amitriptilina perché oltre ad agire sulla trasmissione degli impulsi dolorosi ha anche azione antiinfiammatoria. Questi stessi farmaci sono molto attivi anche nella fibromialgia, che spesso è presente nelle donne con vulvodinia.
Elettrostimolazione antalgica (TENS -Transcutaneosus Electrical Nerve Stimulation-)
La TENS è una tecnica molto efficace, utilizzata dagli specialisti in terapia del dolore (anestesisti). Si tratta di una procedura complessa, giustificata soprattutto nei casi di dolore circoscritto all'area vestibolare e con particolari caratteristiche: se ben eseguita la TENS induce un miglioramento sensibile in circa il 70% delle donne trattate.
Psicoterapia
E' ormai accettato da anni il ruolo di taluni fattori psicologici sia nell'indurre vulvodinia sia nel suo peggioramento. La psicoterapia dovrebbe essere rivolta ad individuare gli eventuali fattori scatenanti recenti o remoti, nonché il rapporto della donna con la sessualità. Inoltre la psicoterapia cognitivo-comportamentale fornisce risultati soddisfacenti nel controllo del dolore indotto (per esempio dal coito). La psicoterapia è inoltre di grande utilità nel tenere unita la coppia in difficoltà, spesso lacerata dalle tensioni emotive e sessuali che il disturbo comporta.
A chi rivolgersi?
Ginecologo (diagnosi e terapia farmacolgica)
Psicologo (Psicoterapia)
Anestesista (se necessaria TENS)
La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico