sei nella sezione Diagnosi & Malattie
Anemia emolitica
Si definisce emolitica l’anemia indotta da eccessiva distruzione di globuli rossi (o eritrociti). L’anemia emolitica può essere indotta da varie cause e presentarsi con vari sintomi e, per tale motivo, sarebbe opportuno parlare di anemie emolitiche. Le anemie emolitiche sono caratterizzate da aumentata distruzione dei globuli rossi che, normalmente, vivono nel sangue circa 120 giorni. Viceversa, se i globuli rossi sono deformati o nel sangue sono presenti anticorpi contro di essi, possono andare incontro a distruzione prematura anche pochi giorni dopo essere stati rilasciati dal midollo.
CERCHI UNO SPECIALISTA
Casuse di anemia emolitica
L'aumento della distruzione eritrocitaria che dà luogo alle anemie emolitiche può dipendere da cause insite nei globuli rossi (es. alterazioni della loro forma e dimensione), da cause esterne al globulo rosso o da fattori concomitanti, sia intra- che extra-eritrocitari. Fra i fattori insiti nel globulo rosso, va ricordata la sferocitosi congenita, nota anche come ittero emolitico costituzionale o malattia di Minkowski-Chauffard. Si tratta di una malattia ereditaria caratterizzata da globuli rossi di forma sferica, più fragili e con vita breve (qualche settimana). Vi sono poi le anemie emolitiche da alterazioni dell'emoglobina. Queste comprendono:- la talassemia;
- l'anemia drepanocitica o anemia falciforme;
- l’emoglobinuria parossistica notturna o malattia di Marchiafava-Micheli.
Sintomi e quadro clinico dell'anemia emolitica
Alle varie forme di anemia emolitica fa riscontro una certa variabilità del quadro clinico, ma in tutte vi sono i sintomi legati all'aumento della distruzione dei globuli rossi. Questi sintomi sono l’ittero, di intensità variabile, aumentate dimensioni del fegato (epatomegalia) e della milza (splenomegalia), frequenti alterazioni della cute e dello scheletro. Nel sangue è frequente la reticolocitosi, cioè comparsa di globuli rossi prematuri, con alterazioni morfologiche sia chimiche che fisiche. A causa dell’aumento della bilirubina indiretta, che viene eliminata con la bile dopo essere stata trasformata nel fegato in bilirubina a reazione diretta, aumenta la quantità sia di bilinogeno nelle feci che di urobilina nelle urine. Conseguentemente le feci diventano scure, tendenti al nero, mentre l'urina vira dal tipico colore giallo paglierino al marrone-rosso scuro.Diagnosi di anemia emolitica
Per la diagnosi delle anemie emolitiche si effettuano, a seconda dei causa che si sospetta abbia generato l’anemia, numerose ricerche. Ovviamente il primo parametro da valutare è la determinazione della vita media dei globuli rossi. Inoltre, si procede con il dosaggio della bilirubina, il conteggio dei reticolociti, il dosaggio del bilinogeno fecale e dell'urobilina, l'esame del midollo osseo, il test di Coombs, l'identificazione di eventuali emoglobine anomale, di alterazioni enzimatiche e di autoanticorpi.Anemia emolitica: terapia
Anche la terapia varia a seconda della causa che ha generato lo stato anemico. Questa può variare ampiamente, dalla somministrazione di farmaci a base di cortisone nelle forme autoimmuni, alla rimozione chirurgica della milza quando i globuli rossi sono di forma aberrante e vengono facilmente intrappolati e distrutti nella milza. In linea generale le trasfusioni devono essere limitate ai soli casi assolutamente necessari.A chi rivolgersi?
Ematologo
La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico