Ipertiroidismo (tireotossicosi)
Diagnosi di ipertiroidismo
La diagnosi di ipertiroidismo è abbastanza semplice e si basa sia sull'esame obiettivo del paziente sia su alcune indagini di laboratorio. Gli esami di laboratorio da eseguire in prima battuta per la diagnosi di ipertiroidismo consistono nel dosaggio di fT3 e fT4 e TSH. Nell'ipertiroidismo fT3 ed fT4sono maggiori rispetto alla norma, mentre i valori di TSH (ormone tireotropo) risultano inferiori alla norma. Le alterazioni di questi tre ormoni sono sufficienti per porre diagnosi di ipertiroidismo e per iniziare il trattamento. Inoltre, il colesterolo totale risulta ridotto, mentre la glicemia è molto spesso elevata. Se si vogliono però ricercare le cause dell'ipertiroidismo, sono necessari altri esami. In particolare è utile il dosaggio nel sangue degli anticorpi contro il recettore per il TSH (anticorpi anti-TSHr), degli anticorpi anti-tireoperossidasi (anti-TPO) e degli anticorpi anti-tireoglobulina (Tg-ab). L'ecografia e la scintigrafia della tiroide completano il percorso diagnostico e sono particolarmente utili in presenza di noduli di natura incerta.Cause di ipertiroidismo
Le cause di ipertiroidismo sono numerose. Nel 60-70% dei pazienti affetti da aumentata produzione di ormoni tiroidei, la causa risiede in una malattia autoimmune nota come malattia di Basedow-Graves. In questa malattia l'organismo produce anticorpi contro il recettore per l'ormone tireotropo presente sulla membrana delle cellule che formano i lobuli tiroidei. Non è nota la ragione per la quale l'organismo produce questi anticorpi, ma una volta che sono stati prodotti, essi legano il recettore e lo stimolano, svolgendo la funzione propria del TSH. In tal modo la tiroide è superstimolata e sintetizza quantità eccessive di T3 e T4. Nel rimanente 30-40% dei casi le cause possono essere:
1) presenza di un nodulo singolo che secerne grandi quantità di ormoni tiroidei (adenoma tossico o morbo di Plummer);
2) gozzo tossico multinodulare (presenza di più noduli super-funzionanti);
3) intossicazione da Iodio o da farmaci tireostimolanti;
4) tumori della tiroide;
5) tiroidite;
6) eccessiva secrezione di TSH da parte dell'ipofisi.
Sintomi e quadro clinico dell'ipertiroidismo
I sintomi dipendono dalla quantità di ormoni tiroidei presenti nel sangue. Più le concentrazioni di T3 e T4 sono elevate, più i sintomi sono gravi. Nella malattia di Basedow-Graves i valori di fT3 e fT4 nel sangue possono superare di molte volte il limite massimo. L'inizio è contrassegnato di sintomi a carico del cuore e del sistema nervoso. Il soggetto diventa ansioso, non tollera il caldo anche se la temperatura è mite, suda, sente di essere "accelerato" rispetto agli altri che risultano lenti. La frequenza cardiaca aumenta e compaiono le palpitazioni. Inizia a dimagrire, pur alimentandosi e bevendo molto. Nell'arco di 2-3 settimane questi sintomi si aggravano. La cute diventa liscia, setosa e sudata per l'eccessiva produzione di calore dovuta ad esasperazione del metabolismo basale. Nel 50-80% dei pazienti è presente diarrea. La frequenza cardiaca sale a riposo oltre i 100 battiti per minuto, con possibili disturbi del ritmo (aritmie). Anche la pressione arteriosa aumenta sensibilmente. La eccessiva stimolazione nervosa dovuta alla presenza esagerata di T3 e T4 di si traduce in insonnia, tremori fini delle dita che successivamente si estendono alle braccia. La faccia presenta la tipica "espressione terrorizzata", con occhi spalancati e fissi, sopracciglia inarcate e protrusione dei bulbi oculari (esoftalmo). La fronte è sudata e corrugata (figura 1).
Figura 1. Paziente con ipertiroidismo: notare la protrusione dei bulbi oculari (esoftalmo).
Terapia dell'ipertiroidismo
La terapia dell'ipertiroidismo si basa sulla somministrazione di farmaci tireostatici, che bloccano cioè la produzione di ormoni tiroidei. I due farmaci più noti sono il metimazolo (Tapazole®) e il propil-tiouracile (Propycil®). In genere dopo 5-6 settimane si ha un buon controllo dei sintomi. Per ridurre la frequenza cardiaca e l'eccessiva stimolazione del sistema nervoso periferico (tremori, sudorazione, agitazione etc) si possono usare nelle prime settimane i beta-bloccanti (atenololo o propranololo), in attesa che il metimazolo faccia effetto. Se il paziente non risponde bene a dosi piene di farmaci tireostatici o presenta un gozzo molto grosso, si procede con la rimozione chirurgica di una parte più o meno ampia della tiroide (tiroidectomia parziale). L'intervento è relativamente semplice ed il paziente può essere dimesso dopo 3-4 giorni. La terza possibilità consiste nel bloccare l'attività della tiroide con la somministrazione di Iodio radioattivo (I-131) in compresse. Questa terapia è riservata alle donne in menopausa e in genere nei soggetti oltre i 50 anni.
A chi rivolgersi?
Endocrinologo
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