Menu
 
sei nella sezione   Nutrizione

Ovaio policistico, dieta e attività fisica

Dott. Paride Iannella
La sindrome dell’ovaio policistico è una disfunzione endocrina nella quale sono coinvolti primariamente l’ovaio e l’ipofisi. Le cause non sono note. In linea generale sono presenti alterazioni degli ormoni che regolano l’ovulazione (LH, FSH, progesterone, etc), aumento degli androgeni (testosterone e derivati) e presenza di cisti o microcisti lungo il perimetro delle ovaie con tipico aspetto a collana. Un ruolo importante è giocato anche dall’eccesso di grasso corporeo. La donna con sindrome dell’ovaio policistico presenta cicli lunghi o assenti, è molto spesso sovrappeso e presenta ridotta capacità di metabolizzare gli zuccheri (intolleranza al glucosio). In una percentuale elevata di casi l’insulina nel sangue è aumentata, sia a digiuno che dopo i pasti (insulino-resistenza). L’importanza del dimagrimento in questi soggetti è divenuto evidente negli ultimi venti anni con la diffusione delle procedure chirurgiche volte alla perdita di peso (chirurgia bariatrica). Si è infatti osservato che nelle donne con grave obesità e ovaio policistico che si erano sottoposte a intervento chirurgico per ridurre il peso, il ciclo mestruale si regolarizzava, l’ovulazione migliorava sensibilmente e vi era una certa riduzione della peluria.

Dieta e sindrome dell’ovaio policistico

Il 60-80% delle donne con ovaio policistico è sovrappeso ed una quota rilevante presenta anche aumento dell’insulina e ridotta tolleranza glucidica. Se la donna è sovrappeso, la dieta deve essere a ipocalorica, in modo da indurre una riduzione del peso pari ad almeno il 10-15% di quello di partenza. Meglio ancora se la donna raggiunge il suo peso ideale. Numerosi studi hanno verificato che a parità di calorie, le diete a basso indice glicemico sembrano più efficaci di quelle a più alto indice glicemico. Vanno quindi ridotti i dolci, le merendine, il cioccolato, la frutta secca. Pasta e riso sono ammessi in quantità moderata in associazione alle verdure o ai legumi. Va incrementato l’uso di cereali ricchi di fibra a basso indice glicemico (farro, orzo, segale), delle verdure a foglia e dei legumi. I cibi grassi e gli insaccati vanno aboliti, così come le salse da condimento (maionese, ketchup etc). Il pesce, meglio se azzurro (salmone, sgombro, alici) va consumato almeno due volte a settimana.

Attività fisica e sindrome dell’ovaio policistico

Numerosi studi condotti su gruppi di donne con ovaio policistico hanno indicato la pratica regolare (3-4 volte a settimana) a media intensità di sport aerobici aiuta non solo a dimagrire ma anche a ripristinare l’ovulazione ed a regolarizzare i cicli mestruali. Gli effetti positivi dell’attività fisica sono indipendenti dal dimagrimento e si aggiungono ad esso se la donna è sottoposta a dieta dimagrante. I meccanismi che rendono efficace l’attività fisica non sono noti, ma è probabile che intervengano sul circuito ipotalamo-ipofisi-ovaio.

A chi rivolgersi?

Nutrizionista

La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico

CERCHI UNO SPECIALISTA
NELLA TUA ZONA?
Gli utenti di N&S possono usare le informazioni in esso contenute al solo scopo informativo. La diagnosi ed il trattamento delle malattie competono solo al medico di fiducia. N&S declina ogni responsabilità per l’uso improprio delle informazioni. Leggi anche Uso e Responsabilità