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Ovaio policistico, dieta e attività fisica
Dott. Paride IannellaDieta e sindrome dell’ovaio policistico
Il 60-80% delle donne con ovaio policistico è sovrappeso ed una quota rilevante presenta anche aumento dell’insulina e ridotta tolleranza glucidica. Se la donna è sovrappeso, la dieta deve essere a ipocalorica, in modo da indurre una riduzione del peso pari ad almeno il 10-15% di quello di partenza. Meglio ancora se la donna raggiunge il suo peso ideale. Numerosi studi hanno verificato che a parità di calorie, le diete a basso indice glicemico sembrano più efficaci di quelle a più alto indice glicemico. Vanno quindi ridotti i dolci, le merendine, il cioccolato, la frutta secca. Pasta e riso sono ammessi in quantità moderata in associazione alle verdure o ai legumi. Va incrementato l’uso di cereali ricchi di fibra a basso indice glicemico (farro, orzo, segale), delle verdure a foglia e dei legumi. I cibi grassi e gli insaccati vanno aboliti, così come le salse da condimento (maionese, ketchup etc). Il pesce, meglio se azzurro (salmone, sgombro, alici) va consumato almeno due volte a settimana.Attività fisica e sindrome dell’ovaio policistico
Numerosi studi condotti su gruppi di donne con ovaio policistico hanno indicato la pratica regolare (3-4 volte a settimana) a media intensità di sport aerobici aiuta non solo a dimagrire ma anche a ripristinare l’ovulazione ed a regolarizzare i cicli mestruali. Gli effetti positivi dell’attività fisica sono indipendenti dal dimagrimento e si aggiungono ad esso se la donna è sottoposta a dieta dimagrante. I meccanismi che rendono efficace l’attività fisica non sono noti, ma è probabile che intervengano sul circuito ipotalamo-ipofisi-ovaio.A chi rivolgersi?
Nutrizionista
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