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Prostatite batterica acuta
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La prostatite batterica acuta è la forma più rara e grave di prostatite batterica. Insorge più spesso in soggetti giovani. In alcuni casi presenta una sintomatologia così marcata e rapida da richiedere il ricovero urgente.
Sintomi e segni clinici
La prostatite batterica acuta insorge bruscamente, con brivido intenso, febbre elevata (>38.5 °C) e difficoltà ad urinare accompagnata da stimolo forte ed urgente. Possono essere presenti bruciore durante la minzione e sangue nelle urine (ematuria). I sintomi non urinari comprendono: dolore pubico, che può irraggiarsi ai lombi e dolorabilità generale, inclusi muscoli e articolazioni. Alla visita urologica, la palpazione mostra una prostata tumefatta e calda. Se l'urologo sospetta una prostatite acuta, la palpazione deve essere eseguita delicatamente per non causare eccesivo dolore al paziente. In presenza di questo quadro clinico la diagnosi è agevole ed è confermata dai successivi esami di laboratorio.
Diagnosi
L'esame delle urine evidenzia la presenza di batteri e sangue. La urinocoltura (coltura dei batteri dal campione di urina) è sempre positiva. Nella maggior parte dei casi si tratta di Enterobatteri, Escherichia coli, Klebsiella e Proteus. Più rare sono le infezioni sostenute da Pseudomonas, Serratia e Stafilococco aureus. Il massaggio prostatico è volto ad ottenere secrezioni della prostata e dovrebbe essere eseguito solo se strettamente necessario, in presenza cioè di forte dubbio diagnostico. Ciò per il rischio di indurre diffusione dei batteri dalla prostata al sangue periferico, con rischio di setticemia. Se l'urologo ritiene necessario procedere con il massaggio prostatico, è buona norma iniziare la somministrazione di un antibiotico a largo spettro i due giorni precedenti il massaggio.
Trattamento
Nei soggetti adulti può essere somministrata una terapia con antibiotici ad ampio spettro, generalmente fluorochinoloni (ciprofloxacina, levofloxacina) per via orale fino a che non siano noti i risultati colturali. Successivamente si adoterà una "terapia mirata", selezionando cioè l'antibiotico più efficace sulla base dell'antibiogramma. In aggiunta alla terapia antibiotica sono necessari il riposo a letto e gli antipiretici per ridurre il dolore e la febbre. Se vi è riduzione della febbre e dei sintomi dopo 3-4 giorni dall'inizio della terapia antibiotica, questa va continuata per almeno 4 settimane. Ciò per evitare che alcuni batteri possano sopravvivere e, annidandosi nella prostata, dare una prostatite cronica.
Se non si assiste a miglioramento dei sintomi, si deve sospettare o che l'antibiotico utilizzato non sia appropriato (per tipo e/o dosaggio) o che sia in atto una setticemia. In questo caso si procederà a terapia antibiotica intramuscolare sulla base dell'emocoltura (coltura dei batteri dal sangue del paziente) e dell'antibiogramma. In assenza di malformazioni dell'apparato urinario o di calcoli prostatici la guarigione è completa e definitiva.
A chi rivolgersi?
Urologo
Pediatra (se bambini)
La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico