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Pubblicato da Staff N&S

L’angiografia è un esame radiologico che consente di visualizzare la cavità interna di arterie, vene e vasi linfatici, nonché le loro diramazioni all’interno degli organi. Questo esame può essere condotto con differenti tipi di strumentazione a seconda dell’obiettivo che si vuole ottenere. Sulla base della tecnica utilizzata e del vaso esaminato si parla di arteriografia (studio di un distretto arterioso) e di flebografia (studio di una zona venosa) o di linfografia (studio dei vasi linfatici). La coronarografia, per esempio, è l’angiografia delle arterie coronarie. L’angiografia renale è l’esame delle arterie che entrano nei reni (figura 1). Quindi, nella maggior parte dei casi alla parola angiografia segue la zona o l’organo di interesse (es. angiografia epatica, angiografia cerebrale, etc).
angiografia renale
Figura 1. Angiografia renale: la freccia indica un grave restringimento (stenosi) dell’arteria renale sinistra.  (da http://usmlepathslides.tumblr.com/post/18561741054/renal-angiogram-left-renal-artery-stenosis-note).

Indicazioni dell’angiografia

Consente di studiare i vasi del cuore, dei polmoni, del cervello, degli arti e degli organi interni. L’angiografia può essere di tipo diagnostico (angiografia diagnostica) o di tipo interventistico (angiografia interventistica). L’angiografia diagnostica visualizza solo la zona di interesse, mentre quella interventistica permette di manipolare la zona senza intervento chirurgico “esterno”. Un esempio classico di angiografia interventistica è quella effettuata per riaprire una coronaria occlusa. Se durante la coronarografia il cardiologo scopre che un ramo coronarico è occluso da una placca aterosclerotica, può far arrivare nella coronaria occlusa un palloncino gonfiabile che è contenuto all’interno di una retina metallica. Il cardiologo gonfia il palloncino che, dilatandosi, apre la retina metallica all’interno del tratto occluso, riaprendolo e facendo affluire nuovamente sangue al cuore (angioplastica coronarica). Interventi analoghi possono essere eseguiti sull’aorta addominale o su piccole arterie che si sono rotte all’interno del cervello (emorragie cerebrali). Nella maggior parte dei casi il sito di accesso è un’arteria della coscia (arteria femorale) o del braccio (arteria brachiale), da cui ci si dirige lentamente nel sito di interesse.

Controindicazioni dell’angiografia

I pazienti devono segnalare all’operatore eventuali allergie (asma, orticaria, eczema o reazioni a prodotti iodati) e le malattie passate o presenti. Il pericolo di sanguinamento e di formazione di un ematoma nel punto di ingresso del catetere aumenta se il paziente sta assumendo farmaci anticoagulanti o acido acetilsalicilico o è affetto da un disturbo della coagulazione.

Come si esegue l’angiografia

Si predilige la via d'accesso femorale, in anestesia locale, in regime di ricovero o di day hospital (in alcuni casi). L’esame richiede il consenso informato ed alcuni esami di laboratorio da eseguire qualche giorno prima (creatinina, protidogramma con tracciato elettroforetico, indici di coagulazione etc). Il paziente deve essere a digiuno da almeno 8 ore prima di eseguire l’esame salvo piccole quantità di acqua per assumere farmaci. La durata dell’esame varia dai 30 minuti per l’angiografia diagnostica ai 50-60 minuti ed oltre (anche qualche ora) per l’angiografia interventistica, a seconda della complessità della procedura. Al termine dell'esame, il catetere viene sfilato e si comprime il punto di inserimento per qualche ora. Il paziente rimane a riposo per le successive 24 ore.

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