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Pubblicato da Staff N&S

Il glaucoma è una malattia dell’occhio caratterizzata da danno progressivo del nervo ottico causato da una pressione del liquido intraoculare (umore acqueo) superiore alla norma. L’aumento della pressione di questo liquido si chiama ipertensione oculare. Si tratta quindi di un danno meccanico prodotto sul nervo ottico dalla esagerata pressione dell’umor acqueo nell’occhio. La quantità di umore acqueo nell’occhio è finemente regolata: tanto ne viene prodotto e tanto ne deve essere eliminato. Quando esso viene prodotto in misura maggiore o eliminato in misura minore, si accumula e comprime il nervo ottico, danneggiandolo. Esistono vari tipi di glaucoma, ma quelli più frequenti sono il glaucoma ad angolo aperto, di minore gravità, ed il glaucoma ad angolo chiuso.

Glaucoma ad angolo aperto

È il glaucoma più frequente. Compare nella maggior parte dei casi dopo i 65 anni: a questa età circa 1 individuo su 60 è affetto da glaucoma ad angolo aperto, per complessivi 2 milioni di persone colpite in Italia. Questo tipo di glaucoma ha un decorso estremamente lento e quando compaiono i sintomi il danno al nervo ottico può essere già grave. In genere, l’aumento della pressione intraoculare impiega 5-10 anni prima di produrre i danni visivi.

Glaucoma ad angolo chiuso

Diversamente dal glaucoma ad angolo aperto, che impiega anni per produrre danni al nervo ottico, il glaucoma ad angolo chiuso è improvviso. In questo tipo di glaucoma l’iride può “crollare” sulla cornea bloccando il deflusso dell’umore acqueo, e ciò fa salire improvvisamente la pressione intraoculare. Il risultato è una improvvisa alterazione della vista, che diventa sfuocata. Sono anche presenti capogiro, nausea e vomito. In questi casi è necessario il ricovero in urgenza.

Glaucoma ad angolo aperto: diagnosi

La diagnosi di glaucoma ad angolo aperto si esegue attraverso varie valutazioni. In primo luogo si esegue la misurazione della pressione intraoculare (tonometria). Negli adulti sani la pressione media è di 14-18 mm di mercurio. Il valore massimo consentito è di 21 mm di mercurio. All’aumentare della pressione intraoculare aumenta il rischio di sviluppare negli anni un glaucoma: un soggetto giovane che si scopre avere accidentalmente una pressione intraoculare di 30 mm di mercurio avrà un rischio di sviluppare un glaucoma nei successivi 10 anni circa 30-35 volte maggiore rispetto ad un soggetto della stessa età ma con pressione normale. Una seconda indagine consiste nell’esame del fondo dell’occhio (fundus) al fine di valutare la papilla ottica: se la papilla appare depressa (escavata), è il segnale di una eccessiva pressione intraoculare. Tuttavia, il danno effettivo prodotto sulla retina dall’aumentata pressione può essere comprovato solo con la perimetria computerizzata, attraverso cui si misura la sensibilità alla luce nelle diverse zone della retina.

Glaucoma: cause

Le cause che portano al glaucoma sono di varia natura. L’aumento di pressione intraoculare è la causa primaria. Tuttavia, una quota di pazienti affetti da glaucoma presenta pressione dell’occhio normale. Si sospetta quindi che alcuni soggetti possiedano un nervo ottico più sensibile alla pressione intraoculare. Esiste inoltre una sicura familiarità: se i genitori sono affetti da glaucoma, il rischio che i figli lo siano raddoppia.

Glaucoma: terapia farmacologica

Esistono oggi numerosi farmaci in gocce che, instillati nell’occhio, possono mantenere la pressione intraoculare entro valori di normalità. Ciò non porta a regressione del danno ma blocca la progressione del glaucoma. I farmaci più utilizzati sono i beta-bloccanti, come timololo e brinzolamide (Azopt®) e le prostaglandine, come latanoprost (Xalatan®), bimatoprost (Lumigan®) e travoprost (Travatan®®). In molti casi si devono usare varie combinazioni in più tentativi, fino a quando non si raggiunge il risultato ottimale.

Glaucoma: chirurgia laser

Se l’uso di colliri non risulta efficace nel ridurre la pressione dell’occhio, si ricorre alla chirurgia laser. Nel glaucoma cronico ad angolo aperto si utilizza il laser per allargare i canalicoli di deflusso dell’umore acqueo. Nel glaucoma ad angolo chiuso il laser crea un foro nell’iride per permettere il drenaggio del liquido. Raramente si ricorre alla chirurgia convenzionale, che tuttavia in alcuni casi rimane l’ultima soluzione.

Glaucoma: prevenzione

Poiché il danno alla retina è subdolo, privo di sintomi e impiega anni per manifestarsi, la migliore prevenzione consiste nella diagnosi precoce. I soggetti a maggior rischio di glaucoma sono quelli dopo i 45-50 anni, in particolare figli e fratelli di pazienti affetti da glaucoma, nonché i soggetti con miopia grave e precoce. In questi casi una visita oculistica condotta con cadenza annuale può realmente prevenire l’inizio della malattia.

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