L’orzaiolo è una infezione batterica delle ghiandole sebacee situate nella palpebra dell’occhio. Il batterio responsabile è quasi sempre uno stafilococco.
Orzaiolo: sintomi
L’orzaiolo è caratterizzato da un'area arrossata, gonfia e dolente sulla palpebra superiore o inferiore. Può essere distinto in orzaiolo interno o esterno. L'orzaiolo interno, la forma più grave, è un ascesso della ghiandola di Meibomio che si dirige all’interno, cioè verso la faccia congiuntivale della palpebra. L’orzaiolo esterno è invece una infezione delle ghiandole di Moll o di Zeis, è più piccolo ed è localizzato nel margine palpebrale e si dirige verso l’esterno (figura 1). In entrambi i casi il sintomo prevalente è il dolore, la cui intensità è direttamente proporzionale all'entità della tumefazione.
Figura 1. Orzaiolo esterno.
Orzaiolo: cura
Se si tratta di una forma non grave, sono utili gli impacchi caldi. Si può utilizzare acqua calda leggermente salata (mezzo cucchiaino di sale da cucina in una tazza) su un panno pulito. L’orzaiolo non va mai spremuto per evitare il diffondersi dell’infezione. La pulizia della palpebra è fondamentale. Nei casi più gravi di orzaiolo interno è necessario il trattamento con un collirio contenete un antibiotico, che va instillato nel sacco congiuntivale ogni 3 ore. Se non si ricorre alla terapia antibiotica l'orzaiolo interno può provocare un calazio o un flemmone diffuso a tutta la palpebra. L'incisione chirurgica è indicata solo se non si ha risoluzione del processo entro 48 ore dall’inizio del trattamento antibiotico.
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Oculista
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