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Pubblicato da Staff N&S

Consiste nella deviazione dell’alluce verso le altre dita del piede. Se l’angolo di deviazione è molto elevato, l’alluce si sovrappone (o sottopone) alle altre dita, deviandole dall’asse fisiologico. Si tratta di una deformità del piede assai frequente nella popolazione generale. L’esordio è giovanile e può rimanere privo di sintomi per tutta la vita o produrre dolore ed infiammazione sin dall’inizio.

Cause di alluce valgo

L’alluce valgo è una condizione ereditaria nella quale i legamenti ed i muscoli che mantengono flesso l’alluce sono più deboli della norma (lassità muscolo-legamentosa). L’ereditarietà è dimostrato dal fatto che questo difetto è più frequente nei figli di genitori con alluce valgo. La comparsa della deformità è comunque favorita sia da comportamenti errati (es. l’uso continuo dei tacchi alti), sia da altre alterazioni del volta plantare, per esempio deviazione del tallone verso l’esterno, piede piatto ed artrosi cronica dell’articolazione metatarso-falagea. Il dolore può essere assente, lieve o molto grave, fino a rendere difficoltosa la deambulazione.

Figura 1. Alluce valgo bilaterale (A). Rappresentazione anatomica della deviazione dell’asse dell’alluce e della infiammazione della borsa articolare; sono considerati normali angoli non superiori a 15 gradi (B). Si notino inoltre le callosità della pianta dovute ad appoggio non fisiologico del piede (C).

alluce-valgo
Il dolore compare quando i tessuti che circondano l'articolazione (borsa sierosa, tendini, legamenti, etc) si infiammano. In conseguenza dello spostamento verso le dita contigue, queste ultime possono andare incontro a deformazione (dita a martello). Inoltre, nei casi più gravi la prima parte della pianta del piede (avampiede) si deforma, con comparsa di callosità sia della pianta (figura 1 C) che delle altre dita.

Trattamenti per l'alluce valgo

Il trattamento può essere non chirurgico (es. plantari, divaricatori in silicone, etc) o chirurgico. Fino ad alcuni anni fa la chirurgia era riservata solo ai casi più gravi poiché essa era relativamente dolorosa e richiedeva una lunga degenza post-operatoria. Se l’infiammazione ed il dolore sono disturbi non frequenti, si possono eseguire infiltrazioni di corticosteroidi direttamente nell’articolazione.

Trattamento non chirurgico

Il trattamento non chirurgico (o conservativo) produce un miglioramento dei sintomi ma mai la guarigione della deformità, in quanto l’articolazione metatarso-falangea può essere riallineata solo chirurgicamente. Il paziente con alluce valgo non deve usare tacchi alti e le scarpe devono essere comode, in modo da evitare la frizione con la calzatura. In commercio esistono numerosi tutori e plantari che possono essere calzati durante la notte o anche per tutto il giorno all’interno della scarpa. Si tratta di rimedi che in molti casi alleviano i sintomi e rendono possibile una buona qualità della vita.

Trattamento chirurgico

Il trattamento chirurgico è indicato nei soggetti giovani e con valgismo grave a causa dell’elevato rischio di sviluppare deformità dell’avampiede nel corso degli anni. L’intervento è anche indicato quando l’infiammazione ed il dolore sono persistenti e rispondono poco ai farmaci antiinfiammatori. Quale che sia la tecnica utilizzata, il riallineamento dell’articolazione richiede sempre il taglio dell'osso ed il suo riposizionamento (osteotomia). Se l’angolo di deviazione non è eccessivamente elevato, è oggi possibile utilizzare procedure mini-invasive. Queste comportano cicatrici più piccole ed una degenza più breve. L’anestesia è periferica, eseguita o all’altezza del polpaccio o all’altezza della caviglia. La durata dell’intervento mini-invasivo è di circa 20 minuti, contro i 60-70 minuti richiesti dalla tecnica tradizionale “a cielo aperto”. Con la chirurgia mini-invasiva, il dolore post-operatorio è di grado moderato ed è controllabile con i comuni antidolorifici. Nella maggior parte dei casi il paziente può iniziare a camminare dopo un paio di giorni con l'ausilio delle stampelle. Il recupero completo della mobilità richiede comunque un periodo di almeno 2-3 settimane.

A chi rivolgersi?

Ortopedico

La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico

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