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Pubblicato da Staff N&S

Il diabete insipido è una malattia endocrina rara, caratterizzata da sete intensa e da emissione di elevate quantità di urine che risultano poco dense (densità <1.006 g/Litro). Si tratta di una disfunzione endocrina dovuta a due possibili cause: 1) mancata secrezione dell’ormone antidiuretico (ADH) da parte dell'ipotalamo; 2)  inefficacia dell'ormone a livello renale. In entrambi i casi, il rene diventa incapace di concentrare le urine. Se la causa è la mancata secrezione di ormone antidiuretico da parte delle cellule nervose dell’ipotalamo si parla di diabete insipido ipofisario; se invece l’ormone è normalmente prodotto e la causa risiede nella mancata risposta del rene alla stimolazione dell’ormone antidiuretico, si parla di diabete insipido nefrogenico.

Sintomi e quadro clinico del diabete insipido

I due sintomi più evidenti sono la sete inesauribile (polidipsia), con preferenza per l’acqua fredda, e l’emissione di una grande quantità di urine (poliuria), in alcuni casi fino a 15-20 litri al giorno. Se si opera una restrizione nell’apporto di acqua la poliuria persiste, per cui il paziente va incontro a disidratazione, astenia, dolori muscolari, tachicardia e shock. La malattia può iniziare nei primi anni di vita o nell’età adulta.

Diagnosi di diabete insipido

La diagnosi si basa sui sintomi e su alcuni esami di laboratorio condotti sia sul sangue che sulle urine. Un rilascio di urine superiore a 6 litri/giorno con basso peso specifico (minore 1.006 g/litro) è indicativo di diabete insipido. La conferma che si tratta di diabete insipido e non di altre malattie caratterizzate da eccessiva introduzione di liquidi su base psicogena (potomania), si ottiene sottoponendo il paziente a restrizione idrica controllata (test di disidratazione). In caso di diabete insipido, l’emissione di urine rimane comunque elevata ed il paziente va incontro a disidratazione; viceversa, nelle altre forme di polidipsia, le urine si riducono di quantità e aumenta la loro densità. Inoltre, per distinguere il diabete insipido centrale da quello nefrogenico è necessario eseguire il dosaggio dell’ormone antidiuretico. Se i livelli dell’ormone sono bassi o assenti (minore 1,5 ng/litro) ci si trova di fronte ad un diabete insipido centrale, mentre se sono normali o elevati (maggiore 6 ng/litro) ci si trova di fronte al diabete insipido nefrogenico. Se l’ormone antidiuretico appare ridotto, si somministra a scopo di test un analogo dell'ormone, la desmopressina, che riduce il volume urinario nel soggetto con diabete insipido centrale mentre non lo modifica nella forma nefrogenica. In caso di diabete insipido centrale, la Risonanza Magnetica dell’ipotalamo e dell’ipofisi, le regioni dove l’ormone è rispettivamente sintetizzato e immagazzinato, può evidenziare eventuali traumi locali.

Cause di diabete insipido

Il diabete insipido centrale, il più frequente, può avere molte cause. In tutti i casi, o la regione di produzione (ipotalamo) e quella di accumulo dell’ormone (neuroipofisi), hanno subito un danno fisico o chimico. Il danno può essere di vari tipi: trauma cranico, cisti o tumori dell’asse ipotalamo-ipofisario, encefalite virale, tubercolosi etc. In rarissimi casi genetici il soggetto nasce già con deficit di produzione dell’ormone. Anche il diabete insipido nefrogenico può essere di origine congenita o secondario a malattie renali croniche (es. pielonefrite), ad alcune malattie sistemiche che danneggiano il rene (es. amiloidosi) o all'assunzione di farmaci come il litio.

Terapia del diabete nefrogenico

Nei casi lievi è sufficiente garantire un adeguato apporto di acqua. Nelle forme centrali, quando il rene mantiene ancora una certa responsività all’ormone, la clorpropamide ed il clofibrato esaltano l’attività dell’ormone sul tubulo renale, rendendolo più sensibile alla sua azione. Se la malattia è stata indotta dal litio o da altri farmaci tossici per il rene, questi vanno sospesi. Nelle forme di origine centrale si somministra desmopressina-acetato (DDAVP), un equivalente dell'ormone antidiuretico, disponibile in varie formulazioni, incluso lo spray nasale. Da alcuni anni sono disponibili anche altri farmaci capaci di svolgere la stessa funzione dell’ormone antidiuretico. La lipressina è una molecola sintetica che può essere somministrata per spray nasale a intervalli di 3-8 ore secondo necessità. La vasopressina tannato in sospensione oleosa può essere somministrata per via intramuscolare e riesce a tenere sotto controllo la sintomatologia per 3-4 giorni.

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