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Pubblicato da Staff N&S

Il diabete mellito è una malattia del metabolismo caratterizzata da aumento del glucosio nel sangue (glicemia) oltre il valore soglia di 126 mg/dL. Quando si supera questo valore, il glucosio inizia a comparire anche nelle urine (glicosuria). Il termina diabete origina dal greco dià-betes, che significa appunto passaggio, con riferimento al passaggio del glucosio dal sangue alle urine. L’aggettivo mellito (zuccherino) si riferisce al fatto che gli antichi medici greci e romani assaggiavano l’urina del paziente e ne rilevavano il sapore dolciastro proprio per via del glucosio nelle urine. Il diabete mellito non va confuso con il diabete insipido, che è una malattia endocrina del tutto diversa.

La diagnosi di diabete

Esistono molti tipi di diabete ma la diagnosi, quale che sia il tipo, si fa sempre misurando la glicemia al mattino dopo almeno 12 ore di digiuno. Se la glicemia, che mediamente ha valori compresi fra 65 e 100 mg/dL supera i 126 mg/dL, si dice che il soggetto è affetto da diabete. E’ opportuno ripetere una seconda volta l’analisi a distanza di una settimana prima di formulare la diagnosi di diabete. Convenzionalmente, il diabete mellito può essere diviso in due grossi sottotipi:

  1. diabete insulino-dipendente, detto anche diabete infantile o diabete mellito di tipo 1;
  2. diabete non insulino-dipendente, detto anche diabete alimentare o diabete mellito di tipo 2.

Tipi di diabete

Il diabete mellito di tipo 1 è quello che compare durante l’infanzia/adolescenza e che necessita del trattamento con insulina perché il pancreas cessa improvvisamente di produrla. Il diabete mellito di tipo 2 è quello che compare durante la maturità, generalmente dopo i 50 anni, più spesso nei soggetti obesi. Per questa ragione è noto anche come diabete grasso. Questo tipo di diabete non necessita di insulina, se non nelle fasi avanzate, e può migliorare o addirittura scomparire con la dieta ed il dimagrimento.
A fianco a queste due forme principali si riscontrano poi altre forme di diabete, generalmente secondarie ad altre malattie: per esempio il diabete gestazionale, che compare nel corso della gravidanza, il diabete conseguente ad accumulo di ferro nel fegato (emocromatosi), quello secondario alla sindrome di Cushing o all’assunzione di cortisonici.

Sintomi del diabete

I sintomi dipendono dal tipo di diabete. Nel diabete infantile (tipo 1) l’inizio è quasi sempre improvviso e coincide con il brusco calo dell’insulina circolante: il bambino si sente stanco, sonnolento, non gioca e non è in grado di svolgere i compiti scolastici. Sono presenti sete esagerata, poliuria (aumento dell’urina) e dimagrimento rapido pur in presenza di fame esagerata. Se non si interviene i livelli di zucchero nel sangue salgono rapidamente e si può arrivare al coma diabetico. In genere il coma è preceduto dalla chetoacidosi, che si manifesta con il tipico alito dall’odore di frutta appassita e ciò allerta sia i genitori che il medico curante. Il diabete di tipo 2 ed il diabete gestazionale non producono invece sintomi, tanto è vero che la loro scoperta è sempre occasionale.

Terapia del diabete mellito

La terapia da attuare dipende dal tipo di diabete. Nel diabete insulino-dipendente (tipo-1) la terapia si basa sulla somministrazione di insulina per tutta la vita. Ovviamente è necessaria anche una dieta appropriata per evitare eccessive fluttuazioni della glicemia nell’arco della giornata.
Nel diabete alimentare (tipo-2) il cardine della terapia è costituito dalla dieta associata ad una regolare ed intensa attività fisica.  Qualora il soggetto sia sovrappeso è necessario il dimagrimento. Se la dieta e l’attività fisica non sono sufficienti a ridurre la glicemia al di sotto di 126 mg/dL, si possono usare una varietà di farmaci, dotati di differente meccanismo d’azione e tutti molto efficaci.
Nel diabete gestazionale si si fa ricorso ad una dieta appropriata per tutta la durata della gravidanza.
Nel diabete secondario ad altre malattie è necessario curare prima la malattia di fondo. Nel diabete conseguente all’uso di farmaci che fanno aumentare la glicemia è utile (se possibile) ridurre o sostituire i farmaci che determinano l'aumento della glicemia (es. corticosteroidi).

A chi rivolgersi?

Diabetologo

La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico

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