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Pubblicato da Staff N&S

Il diabete mellito di tipo-1, noto anche come diabete insulino-dipendente, è una malattia endocrina dovuta all’incapacità da parte del pancreas di produrre l’ormone insulina. In assenza di insulina, la glicemia sale rapidamente e, se non si interviene con insulina fornita dall’esterno, il soggetto va incontro a coma diabetico. Questo tipo di diabete esordisce generalmente durante l’infanzia e l’adolescenza, fra i 10 ed i 15 anni. Per questo motivo è anche noto come diabete giovanile. In Italia vi sono circa 300.000 pazienti con diabete mellito di tipo-1. L’esordio in età adulta è possibile ma raro.

Cause di diabete mellito di tipo-1

Le cause per le quali il pancreas cessa improvvisamente di produrre insulina non sono ancora del tutto note, ma è opinione comune che tale interruzione sia la conseguenza della morte delle cellule pancreatiche che producono l’insulina. La distruzione di queste cellule avviene ad opera di anticorpi prodotti erroneamente dall’organismo. Si tratta quindi di una malattia autoimmune, in quanto le cellule pancreatiche non sono più riconosciute come proprie (self) e vengono distrutte dal sistema immunitario dell'organismo. L'avvio di questo meccanismo autoimmune sembrerebbe favorito sia da condizioni esterne (es. infezioni virali, esposizione a sostanze tossiche, etc) sia da fattori genetici.

Sintomi del diabete di tipo-1

Quando il diabete di tipo-1 si manifesta nel bambino e nell’adolescente i sintomi sono quasi sempre eclatanti. L’improvvisa mancanza di insulina determina il rapido accumulo di glucosio nel sangue, che sale fino a 500-700 mg/dL, senza però riuscire ad entrare nei tessuti. Il cervello, che utilizza solo glucosio, va incontro a carenza di energia e per questa ragione il bambino appare inizialmente stanco, poi sonnolento, fino allo stato soporoso. Non potendo utilizzare il glucosio, l’organismo attinge energia dai grassi e ciò determina accumulo sia nel sangue che nelle urine di corpi chetonici (acido acetoacetico, acetone etc) che producono il tipico alito con odore di frutta marcia. Se in questa fase non si interviene rapidamente con la somministrazione di insulina, il bambino evolve rapidamente verso il coma cheto-acidosico.

Diagnosi di diabete di tipo-1

L’alito fruttato è un campanello di allarme inequivocabile se inserito nel complesso degli altri sintomi. Sono quasi sempre presenti anche:

  1. sete molto intensa;
  2. poliuria (emissione abbondante di urina, anche 4-5 litri/giorno);
  3. stanchezza e torpore;
  4. brusco dimagrimento a fronte di una fame incontrollabile.

La diagnosi si basa sull’insieme dei sintomi appena menzionati ed è confermata dall’esame della glicemia, che risulta molto elevata. Inoltre, il pH del sangue risulta acido (pH minore 7.3). L’esame delle urine rivela la presenza di zuccheri (glicosuria) e di corpi chetoni (chetonuria).

Trattamento del diabete di tipo-1

Consiste nella somministrazione sottocutanea di insulina più volte al giorno e per tutta la vita. Esistono in commercio 5 tipi di insulina suddivise in base alla rapidità con la quale agiscono ed alla loro durata d’azione:

  1. insulina ultrarapida (agisce in 1-15 minuti con durata di 3-5 ore);
  2. insulina rapida (agisce in 2-4 ore con durata di 6-8 ore);
  3. insulina intermedia (agisce in 4-12 ore con durata di 12-24 ore);
  4. insulina miscelate (mix di insuline a varia rapidità d’azione e durata);
  5. insulina lenta (durata fino alle 24 ore).

La scelta di quali tipi di insulina da utilizzare dipende da una serie di variabili, dalle abitudini alimentari del paziente, da eventuale attività sportiva e dalla frequenza con cui il paziente esegue il monitoraggio delle glicemia. La glicemia va controllata più volte al giorno a domicilio con gli appositi dispositivi. Grazie a questo monitoraggio il trattamento può essere calibrato in modo da avvicinare la glicemia ai valori ottimali, evitando eccessivi picchi glicemici che sono a lungo andare molto dannosi. Il paziente deve attenersi a un regime alimentare equilibrato, conforme alle dosi di insulina somministrate e deve svolgere un'attività fisica regolare. Da alcuni anni sono disponibili pompe di piccole dimensioni per la micro-infusione di insulina, che il paziente indossa e che attraverso un ago a permanenza introducono quantità prestabilite di insulina. Questi dispositivi sono però giudicati poco confortevoli dai pazienti e per tale motivo sono poco utilizzati. Si spera che il trapianto di cellule staminali che producono l’insulina, attualmente in fase sperimentale, possa divenire una terapia praticabile su larga scala.

 

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