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Pubblicato da Staff N&S

È la più frequente malattia della pleura, per lo più di natura infettiva (batteri o virus), talvolta reumatica, più raramente uremica. Fino a quando in Italia era diffusa la tubercolosi (TBC), la pleurite tubercolare era quella di maggior riscontro. In corso di TBC polmonare sono frequenti i versamenti pleurici infiammatori, che però sono secondari per importanza clinica rispetto alle lesioni del parenchima polmonare indotte dall’infezione tubercolare.

Pleurite sierofibrinosa: sintomi e decorso clinico

La pleurite sierofibrinosa inizia in modo brusco, con febbre preceduta o meno da brividi e dolore puntorio all’emitorace interessato che può essere così intenso da ostacolare i movimenti respiratori. Sono quindi presenti dispnea e tosse secca e stizzosa che accentua il dolore. Il paziente tende al decubito sul lato sano per evitare il dolore e facilitare la respirazione del polmone non interessato. All’auscultazione sono presenti i segni di sfregamento pleurico concomitanti con i brevi atti respiratori. Talvolta il versamento aumenta sino al punto da dare gravi segni di compressione del polmone: in questo caso il paziente è costretto alla posizione seduta ad angolo retto per tentare una respirazione minima. Se la pleurite è bilaterale e compare anche versamento pericardico e peritoneale, si parla di polisierosite. Talvolta il versamento è circoscritto in sacche, che possono essere interlobari, diaframmatiche etc. Se la terapia attuata si è dimostrata efficace, dopo 2-3 settimane il liquido si riassorbe spontaneamente, la febbre diminuisce, lo stato generale riprende e la tosse scompare. Viceversa, i segni oggettivi di versamento regrediscono molto più lentamente e possono residuare ispessimenti ed aderenze pleuriche.

Pleurite sierofibrinosa: diagnosi

La diagnosi si basa sull’esame obiettivo del paziente e sulla radiografia del torace. Se la causa sottostante non è evidente è necessaria la puntura esplorativa. Essa permette di praticare l'esame batteriologico, chimico e citologico del liquido pleurico. Per esempio, in caso di tumori pleurici o polmonari il liquido ha caratteri intermedi tra essudato trasudato, il versamento è spesso è emorragico (presenza di globuli rossi) e contiene quasi sempre cellule neoplastiche.

Pleurite sierofibrinosa: cura

La terapia si basa sulla causa che ha prodotto la pleurite. Quando la TBC era la causa più frequente, la terapia era rivolta alla cura della tubercolosi. In tutti i casi è necessario il riposo per alcune settimane, per quanto il paziente con pleurite debba essere messo rapidamente in condizione di deambulare per evitare il ristagno di liquidi. Se la pleurite è conseguenza di una infezione polmonare, si attuerà la terapia antibiotica o antivirale necessaria a debellare l’infezione del polmone. La dieta deve essere moderatamente iperproteica. Se il versamento è eccessivo è necessario procedere con il drenaggio attraverso toracentesi evacuativa. In passato si profittava di tale circostanza per introdurre in cavità pleurica antibiotici o corticosteroidi.

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