Pubblicato da Staff N&S

Il Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC) fa parte dei disturbi d'ansia ed è caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni. Non necessariamente devono essere presenti entrambe: il 20% circa dei pazienti con DOC presenta infatti solo ossessioni.

Cosa sono le ossessioni?

Le ossessioni sono pensieri, immagini e costruzioni mentali che si intromettono pervicacemente e senza sosta nella mente del paziente. Il soggetto è in grado di giudicare come infondate e prive di senso le sue ossessioni, ma non è capace di arrestarne il flusso. I pensieri ossessivi arrivano ad essere presenti per molte ore al giorno, fino al punto da compromettere la vita lavorativa, sociale ed affettiva. Inoltre le ossessioni sono percepite come disturbanti e sgradevoli ma nonostante ciò, difficili da scacciare. Il soggetto vorrebbe trovare un modo per liberarsi da queste continue intrusioni ed alla fine lo trova, ma in un modo del tutto anomalo.
Quali sono queste idee ossessive? Per esempio, non essere certi di aver chiuso il rubinetto del gas o dell'acqua prima di uscire di casa, con rischio di conseguenze catastrofiche. Oppure la paura di contagiarsi con il virus dell'AIDS se si tocca la maniglia della porta di un bagno pubblico, o ancora di aver investito qualcuno sulle strisce pedonali per via di un rumore sentito durante la guida. Le ossessioni sono sempre accompagnate da emozioni spiacevoli, come la paura, il disgusto per ciò che si pensa ed il senso di colpa per ciò che potrebbe essere accaduto o potrebbe accadere. In un caso famoso in letteratura medica, una mamma era ossessionata dal terrore che avrebbe potuto perdere il senno e mettere il figlio neonato nel forno a micro-onde. In generale, i pazienti sono ossessionati da 5 categorie di pensieri:
1. inerenti l'ordine;
2. inerenti il controllo;
3. inerenti la contaminazione;
4. inerenti l'accumulo;
5. inerenti la superstizione.

 

Nel famoso film "Qualcosa è cambiato" interpretato da Jack Nicholson, il protagonista soffriva contemporaneamente di 4 ossessioni su 5 di quelle sopra riportate (ordine, controllo, contaminazione e superstizione).

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Cosa sono le compulsioni?

Le compulsioni sono comportamenti ripetitivi, di tipo fisico (lavarsi le mani un certo numero di volte prima di asciugarle o controllare per almeno tre volte che il rubinetto del gas sia stata chiuso) o mentale (ripetere formule, compiere operazioni matematiche, riti di scongiuro, etc). Questi comportamenti sono attuati dal soggetto per ridurre l'ansia provocata delle ossessioni. Se per esempio il pensiero ossessivo è quello di lasciare la porta di casa aperta, la compulsione consiste nel risalire più volte le scale per andare a controllare che essa sia effettivamente chiusa o, in alternativa, inserire la chiave nella toppa e girare la serratura per 5 volte consecutive.

In generale tutte le compulsioni che includono la pulizia, il controllo ed il conteggio, che sono quelle più frequenti, si trasformano in rituali ripetitivi. Le azioni sono eseguite sempre con cura meticolosa e con la medesima sequenza, che non può essere interrotta salvo ricominciare il rituale da capo. In rari casi i pazienti possono manifestare ossessioni senza mettere in atto rituali compulsivi. In questi casi l'ossessione è talmente improbabile e soggettiva (non coinvolge altri) che la compulsione non è appropriata (o possibile da mettere in pratica): un esempio tipico è l'ossessione di diventare omosessuale. In questi casi il rituale compulsivo è sostituito da un dialogo interiore che rassicura il soggetto sull'improbabilità dell'evento.

Chi colpisce?

Il DOC colpisce sia gli uomini che le donne. Compare generalmente al termine dell'adolescenza, con un picco intorno ai 20 anni. Numerosi studi indicano che nella società occidentale è interessato il 2% della popolazione. È un disturbo che tende a divenire cronico ed i casi di guarigione spontanea sono rarissimi. Per contro, in una discreta quota di soggetti non trattati, il DOC peggiora nel tempo fino a compromettere totalmente l'attività lavorativa e la vita di relazione. Le cause del disturbo non sono note. I soggetti affetti hanno generalmente ricevuto un'educazione rigida, spesso di tipo religioso e sono dotati di un esagerato senso di responsabilità.

Trattamento

Psicoterapia

I pazienti affetti da DOC beneficiano sia della psicoterapia cognitivo-comportamentale sia della terapia farmacologica, meglio se utilizzate congiuntamente e per lunghi periodi di tempo. In alcuni casi i pazienti possono rifiutare sia l'una che l'altra terapia, e ciò li espone al decorso naturale del disturbo, con esiti spesso catastrofici. La terapia cognitivo-comportamentale, in particolare la tecnica dell'esposizione combinata con prevenzione della risposta, è finalizzata a desensibilizzare il soggetto sia dal pensiero ossessivo sia dalla risposta compulsiva che ne consegue. Un esempio tipico di esposizione combinata consiste nel far toccare la "maniglia infetta" per pochi secondi per poi resistere per qualche minuto prima di dare corso al rituale di lavaggio delle mani.

Terapia farmacologica

I farmaci maggiormente utilizzati nel trattamento del DOC sono gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), come citalopram, fluvoxamina, fluoxetina, paroxetina e sertralina. Nei pazienti in terapia combinata (psicoterapia e farmacoterapia) si ottengono tassi di remissione (scomparsa dei sintomi) compresi fra il 45 e l'80%. La guarigione totale (scomparsa totale dei sintomi per almeno 10 anni) è rara ed il rischio di recidiva è sempre presente.



A chi rivolgersi?

Psichiatra (valutazione generale e trattamento farmacologico)

Psicologo (per psicoterapia di lungo periodo)

La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico

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