Pubblicato da Staff N&S
 

Gli acufeni sono rumori di varia natura (ronzii, sibili, fischi, scrosci etc) percepiti dal soggetto sofferente in assenza di stimoli sonori esterni reali. Poiché il tintinnio è uno dei suoni più spesso percepiti da chi soffre di acufeni, il disturbo è anche definito tinnito (dal latino tinnitus=tintinnio). Tali rumori possono essere percepiti in modo continuo o discontinuo, da uno o entrambi gli orecchi, con intensità acustica variabile da lieve ad insopportabile. Un esempio tipico di tinnito occasionale, indotto da trauma acustico, è la percezione di rumori che permane per ore dopo che l'orecchio è stato esposto ad una esplosione violenta e vicina al soggetto (spari, fuochi d'artificio, musica ad altissimo volume, etc).

Classificazione e tipi di acufeni

Gli acufeni sono stati classificati in vari modi, ma la modalità più efficace rimane quella che suddivide gli acufeni in soggettivi e oggettivi. Gli acufeni soggettivi, che sono la stragrande maggioranza dei casi, sono suoni percepiti solo dal paziente. L'esaminatore, per quanti strumenti e procedure possa utilizzare durante l'esame audiologico, non riesce a rilevare e misurare alcun suono. Per contro, gli acufeni oggettivi sono quelli che l'audiologo riesce ad individuare con idonee apparecchiature. Una ulteriore classificazione è quella che prende in considerazione l'origine dei rumori. E' esperienza comune la capacità di "udire" rumori generati da alcune funzioni vitali del nostro corpo, per esempio il battito cardiaco. Questi rumori non dovrebbero essere classificati come acufeni. Il termine acufene andrebbe applicato esclusivamente ai suoni che originano da traumi dell'orecchio interno (coclea), del nervo acustico o dalle aree del cervello preposte all'analisi dei segnali sonori (corteccia uditiva). Infine, gli acufeni possono essere distinti in primari (da causa ignota) e secondari ad altre malattie o disturbi (da causa nota)

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Cause di acufeni

I meccanismi coinvolti nella produzione del "tintinnio" non sono a tutt'oggi noti. Acufeni possono comparire in seguito a malattie dell'orecchio o a ostruzione del canale uditivo prodotto da cerume o corpi estranei. La perdita di udito fisiologica che si ha a partire dai 45-50 anni (presbiacusia) si accompagna talvolta a comparsa di acufeni, che però non interferiscono con le attività quotidiane. Acufeni transitori sono spesso presenti durante l'infiammazione dell'orecchio esterno o medio (otite esterna o media), la labirintite e la sindrome di Ménière. In alcuni casi la prima diagnosi di ipertensione (aumento della pressione arteriosa) avviene perché il soggetto lamenta ronzii auricolari ed infatti l'ipertensione è una causa di tinnito. Quando queste malattie sono adeguatamente curate, il tinnito tende a scomparire. Alcuni farmaci possono produrre danno al nervo acustico (antibiotici della famiglia degli amminoglicosidi, alcuni farmaci antitumorali, etc) e generare tinnito. Altri farmaci possono invece alterare la composizione ed il volume del liquido presente nell'orecchio interno (idrope), determinando acufeni. Anche in questo caso la sospensione del farmaco interrompe il tinnito, salvo che il danno prodotto non risulti irreversibile.

Rimedi e terapia degli acufeni

Se si riesce ad individuare la causa sottostante, la terapia dovrà essere mirata alla sua rimozione. In un'elevata percentuale di casi, con la guarigione della malattia di fondo scompare anche il tinnito. Il trattamento si complica notevolmente quando non si riesce ad individuare una causa apparente. Se il soggetto presenta evidenti segni di stress psicofisico, è ansioso, depresso o ipocondriaco, possono giovare sia i farmaci per il controllo dell'ansia  (es. EN®, Xanax®, etc ) che le tecniche di rilassamento psicofisico (yoga, training autogeno), purché praticate in centri con personale competente. Nei soggetti depressi l'uso degli antidepressivi può essere di aiuto.

Dieta e acufeni

E'obbligatoria l'abolizione del fumo, del caffè, del tè e di sostanze eccitanti, incluse le droghe ad azione stimolante (anfetamine, cocaina etc). Nei soggetti ipertesi la dieta deve prevedere una restrizione del sodio: vanno quindi aboliti gli insaccati e tutti i cibi conservati con salagione. Si consiglia l'uso di acque minerali a basso residuo fisso in misura appropriata (almeno 1.5L al giorno) per aumentare la diuresi. In alcuni soggetti affetti da tinnito è stata osservata sia la carenza di zinco che quella di vitamina B12 e l'uso di integratori alimentari e supplementi contenenti Zn (50 mg/g) o vitamina B12 (1 mg/g) può essere di un qualche aiuto.

Dispositivi di mascheramento del ronzio auricolare

Nei soggetti con riduzione dell'udito può essere utile l'applicazione di un apparecchio acustico correttivo. Se la sola correzione dell'udito non è sufficiente a ridurre il tinnito, alcuni pazienti traggono beneficio da dispositivi che contemporaneamente producono suoni piacevoli di sottofondo di debole intensità che mascherano gli acufeni.

Riabilitazione neurosensoriale e acufeni

La tecnica più recente di trattamento degli acufeni è la TRT (Tinnitus Retraining Therapy), terapia di riabilitazione dell'acufene, proposta per la prima volta dal Dr. Jastreboff una ventina di anni fa. Il principio della TRT si basa sulla riabilitazione dei centri cerebrali preposti all'esame dei segnali acustici. La riprogrammazione consiste nel dotare il paziente di un apparecchio acustico da indossare per almeno 6-8 ore al giorno. L'apparecchio emette un rumore bianco (un soffio o un fruscio continuo e costante) a basso volume. Il rumore bianco si deve mescolare agli acufeni, ma non deve mai coprirli. Dopo un periodo di 12-18 mesi la corteccia uditiva non distingue più gli acufeni come rumori molesti. La TRT rimane terapia controversa e non tutti gli specialisti in audiologia concordano sulla sua reale efficacia.

 

A chi rivolgersi?

Otorinolaringoiatra

Centri Ospedalieri di Audiologia

La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico

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