Pubblicato da Staff N&S

Per alitosi (alito cattivo) si intende l'emissione dalla bocca di odore sgradevole quando si respira o si parla. Si tratta di un disturbo che affligge il 15-20% della popolazione, prevalentemente adulti ed anziani, quasi sempre inconsapevoli. L’alitosi può essere transitoria, come quella del mattino, o persistente. Normalmente l’aria proveniente dai polmoni è inodore. Essa può però acquisire odore sgradevole quando attraversa il cavo orale. Nell’85-90% dei casi l’aria espirata si carica di odore sgradevole solo dopo aver attraversato il cavo orale. I casi in cui l’aria espirata contiene i gas volatili di odore sgradevole già prima di arrivare alla bocca sono una minoranza, forse meno del 15% del totale. Quando ciò accade, l’alitosi è il campanello di allarme di malattie importanti (diabete scompensato, ernia iatale, reflusso gastroesofageo etc). La partecipazione della bocca nel generare gas aromatici che si mescolano all’aria espirata e generano alitosi, è provata dal fatto che se il soggetto con alito cattivo tiene la bocca chiusa e respira attraverso il naso, l’aria emessa è inodore. Ciò dimostra chiaramente che per divenire maleodorante, l’aria deve attraversare la bocca.

Cause di alito cattivo (alitosi)

Come già detto, in oltre l’85% dei casi la causa dell’alitosi è da ricercarsi nel cavo orale. La bocca è popolata da molte specie batteriche, prevalentemente batteri anaerobi, che sono in grado di formare colonie sulla lingua, sulle otturazioni rovinate e all’interno delle carie dentali. Anche piccoli residui di cibo che non sono stati rimossi con il lavaggio dei denti, se sottoposti all’azione di questi batteri, tendono a fermentare e formare gas dall’odore sgradevole (solfuro di idrogeno, metilmercaptano etc). Le carie, anche se di piccole dimensioni, sono uno dei focolai più spesso coinvolti nell’alitosi. Nei bambini le afte, le stomatiti da funghi del genere Candida, le tonsilliti, le sinusiti con scolo di pus nel cavo orale, sono una frequente causa di alito cattivo. Negli anziani, lo scollamento della gengiva dal dente, con formazione di tasche gengivali nelle quali si annidano i batteri, è frequentemente fonte di alitosi (tabella 1).

Tabella 1. Cause di alitosi.

Buccali (85-90%) Non buccali (10-15%)
Patina batterica sulla superficie posteriore della lingua, non raggiunta dallo spazzolino Sinusiti con scolo di materiale purulento nel cavo orale
Infiammazioni delle gengive con scollamento e formazione di sacche in cui si annidano i batteri Assunzione di alcol o farmaci che riducono la salivazione
Carie, ascessi, infezioni (mughetto) della bocca Diabete mellito
Scarsa igiene orale Malattie del fegato e del pancreas (pancreatite)
Secchezza della bocca causata da farmaci o altre sostanze o malattie che riducono la salivazione e quindi il “lavaggio” continuo del cavo orale Ernia iatale, esofagite da reflusso, ulcere gastroduodenali, tumori dell’esofago.
  Malattie dei bronchi o dei polmoni con formazione di materiale purulento
  Stress emotivo intenso durante il digiuno prolungato

 

 

E se il cavo orale non è coinvolto nell'alitosi?

Se la causa non risiede nella bocca, l’alitosi diventa il sintomo di altre malattie, che vanno quindi ricercate. In alcuni casi si tratta di condizioni comuni e transitorie: per esempio lo studente che, in attesa di sostenere l’esame è contemporaneamente sotto tensione nervosa e a digiuno, può sviluppare chetoacidosi con il tipico odore di frutta matura. Un meccanismo simile si sviluppa nei soggetti con diabete e molto spesso l’alitosi da acido acetico è il primo campanello di allarme del diabete. Nei soggetti over 50 l’alito con odore di acetone non va mai sottovalutato.

Cure contro l'alito cattivo (alitosi)

La maggior parte dei soggetti è inconsapevole di avere l’alito cattivo. Poiché le cause si annidano nove volte su dieci nella bocca, si deve procedere ad una accurata pulizia di tutto il cavo orale, spazzolando denti e gengive in profondità e raggiungendo anche i punti più arretrati. La patina dentale è la causa più frequente in assoluto. La lingua va quindi spazzolata non fermandosi alla parte anteriore, ma raggiungendo la zona più arretrata, anche se ciò può procurare fastidio e conati di vomito (figura 1). Al termine della spazzolatura è buona norma continuare la pulizia eseguendo gargarismi con un collutorio antisettico (rimuove la patina residua). Questa operazione va eseguita dopo colazione, pranzo e cena.

Figura 1. La patina linguale va rimossa soprattutto dalla zona posteriore della lingua dove lo spazzolino arriva con difficoltà e ed i batteri si accumulano più facilmente ed in quantità. 
patina-lingua-alitosi-alito-cattivo
L’insistenza sulla parte posteriore della lingua è fondamentale. Se lo spazzolino procura fastidio si possono usare spatoline e raschietti. Nel 70-80% dei soggetti che mantengono sempre pulito il cavo orale l’alitosi scompare totalmente. entro una settimana. Se dopo 7-10 giorni di corretta igiene orale le persone che sono vicine al soggetto non notano miglioramenti sostanziali, è bene recarsi dal proprio dentista alla ricerca di tutte quelle condizioni che possono generare alitosi, anche dopo una corretta igiene orale. Se anche il dentista non ravvisa cause buccali, il medico curante escluderà una per una le cause non buccali, magari con l’aiuto di uno specialista e di indagini appropriate.


A chi rivolgersi?

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Igienista dentale

La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico

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