sei nella sezione   Diagnosi & Malattie
Pubblicato da Staff N&S

Per diverticolite si intende l’infiammazione di uno o più diverticoli. Nella maggior parte dei casi la zona intestinale più colpita è il sigma, cioè l’ultimo metro e mezzo di intestino prima dell’ano. E’ infatti questo il tratto di intestino dove i diverticoli sono più numerosi e facili ad infiammarsi (figura 1).
diverticolite
Figura 1. Diverticoli nell’ultimo tratto del colon.

Diverticolite: sintomi e quadro clinico

L’infiammazione dei diverticoli si manifesta in modo più o meno rapido con dolore addominale, localizzato quasi sempre al quadrante sinistro, stimolo alla defecazione, febbricola e brivido freddo. Se non si tratta del primo episodio è lo stesso paziente a riconoscere i sintomi della diverticolite. Se invece si tratta del primo episodio possono risultare di aiuto alcuni esami del sangue. L’esame emocromocitometrico rivela, per esempio, aumento del numero di globuli bianchi  (leucocitosi). Sono anche presenti altri indicatori di infiammazione, come la VES e la proteina C reattiva. Nelle forme acute il quadro clinico può essere complicato e lasciare spazio a più ipotesi diagnostiche. In questi casi risulta risolutiva la TAC, anche per l’impossibilità di eseguire nella fase acuta sia la colonscopia che il clisma opaco. La TAC è anche utile per escludere eventuali complicanze, per esempio la perforazione del peritoneo (peritonite).

Diverticolite: terapia

La terapia della diverticolite si basa sulla somministrazione di antibiotici attivi soprattutto sulla flora batterica presente nel colon e responsabile dell’infiammazione. Il paziente deve rimanere a digiuno per un paio di giorni, fatta salva l’assunzione di liquidi e brodi. In casi molto gravi o che tendono a recidivare con grande frequenza, può essere necessaria la resezione chirurgica del sigma.

Diverticolite: la dieta

Ad episodio concluso il paziente deve adottare una dieta speciale, ricca di fibra alimentare (30-40 grammi al giorno) e probiotici. I grassi di origine animale e le bevande troppo zuccherate vanno ridotte al minimo. Se l’intestino rimane pigro (stitichezza) è opportuno utilizzare integratori contenenti fibra.

A chi rivolgersi?

Gasdtroenterologo

La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico

CERCHI UNO SPECIALISTA
NELLA TUA ZONA?

Argomenti Correlati all'articolo

N&S Store prossimamente online

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.