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Pubblicato da Staff N&S
La spirale è un dispositivo contraccettivo che si impianta in utero. E' da questo particolare posizionamento anatomico che deriva il nome inglese IUD (Intra Uterine Device=Dispositivo Intra-Uterino) con cui la spirale è molto conosciuta anche in Italia. I primi IUD furono commercializzati all'inizio degli anni '70, ma l'idea di impiantare qualcosa in utero per prevenire la contraccezione non è una novità della  ginecologia moderna: già le prostitute di Roma e del Medio Evo inserivano in utero piccoli oggetti metallici con lo scopo di prevenire la gravidanza!

Come è fatta

Attualmente esistono due tipi di spirale: quella tradizionale " a rame" e quella "ormonale", contenente un progestinico a rilascio graduale. A fronte di due dispositivi apparentemente simili per dimensioni e forma, si tratta di due dispositivi con meccanismi d'azione in parte diversi. In entrambi i casi la forma è simile e le procedure di posizionamento sono le stesse. Lo IUD ha la forma di un'ancora o di una T. Il materiale è di plastica flessibile. Nella spirale a rame, sullo stelo verticale è avvolto "a spirale" un sottile filamento di rame con un'anima in argento. Nei modelli recenti, il filamento di rame occupa una superficie di 320-380 mm quadrati. Il nome "spirale" deriva proprio dall'avvolgimento a spirale del filamento di rame. Nella spirale a rilascio ormonale, lo stelo verticale non è avvolto dal filamento di rame, ma contiene un ormone (figura 1).

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Figura 1
. IUD a rame: il nome di spirale, con cui il dispositivo è comunemente noto, origina dall'avvolgimento "a spirale" del filamento di rame.

 

 Le dimensioni del dispositivo sono di circa 3 x 3.5 cm, nel caso della spirale medicata a rilascio di levonorgestrel, di 3.0 x 3.2 cm. Lo stelo verticale termina, in tutti i modelli di spirale, con una coppia di fili di nylon che fuoriescono in vagina per pochi millimetri e sono tagliati dal ginecologo al termine della procedura di inserimento. In questo modo essi possano essere tirati dal ginecologo per procedere alla rimozione e possono essere toccati dalla donna senza che però diano fastidio.

 

Inserimento

L'inserimento della spirale viene effettuato sul lettino ginecologico e, salvo casi rari, non necessita di anestesia locale. La procedura di inserimento è eseguita dal ginecologo seguendo le norme generali di sepsi della piccola chirurgia ambulatoriale. Tutto il materiale deve essere monouso o sterilizzato. Prima dell'inserimento, il ginecologo esegue un'ecografia dell'utero per misurarne le dimensioni e per verificare se si presta ad accogliere lo IUD. Il dispositivo viene inserito con l'aiuto di una cannula di plastica sottile e flessibile, che attraversa il collo dell'utero fino a quando non raggiunge la posizione corretta, in fondo all'utero.

 

A questo punto il dispositivo è spinto verso l'esterno, i due braccetti si aprono e assumono la tipica forma ad ancora. I fili, che sono attaccati ad un occhiello alla base dello stelo centrale e che serviranno per la sua rimozione, vengono accorciati, così che fuoriescano in vagina e possono essere toccati dalla donna (figura 2). Con una seconda ecografia si controlla che la spirale sia stata posizionata correttamente. Normalmente si consiglia una visita di controllo dopo 4-6 settimane e successivamente dopo 12-16 settimane. I successivi controlli saranno eseguiti una volta l'anno. L'inserimento non è del tutto indolore, ma è sopportabile se un'ora prima la paziente ha assunto un comune antidolorifico.

 

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Figura 2
. Inserimento dello IUD: a sinistra (a) la cannula attraversa il collo e raggiunge il fondo dell'utero; a destra (b) la cannula è retratta dall'operatore dopo aver spinto all'esterno il dispositivo, che si apre ed assume la  forma definitiva a T.

 

 

 Di norma la spirale è inserita nella settimana in cui vi è il flusso mestruale. Il momento ottimale è dopo 8-12 settimane dal parto, quando il collo dell'utero è ancora dilatato. Dopo l'alloggiamento della spirale possono comparire perdite di sangue di grado lieve o dolori addominali, che di regola si esauriscono nel giro di 3-15 giorni. Se questi dolori dovessero persistere, o iniziare nei giorni successivi in modo grave, è opportuno ritornare dal proprio ginecologo.

Come funziona

Il meccanismo d'azione della spirale al rame è duplice:
  1. da una parte il sottile filo di rame della spirale rilascia ioni rame, che esercitano effetto tossico sia sugli spermatozoi che sull'ovulo impedendo la fecondazione;
  2. la presenza del dispositivo crea sulla mucosa dell'utero una "reazione infiammatoria da corpo estraneo" che impedisce l'annidamento dell'ovulo quand'anche questo fosse stato fecondato.

Controindicazioni

Le controindicazioni della spirale vanno accuratamente discusse con il proprio ginecologo. Per quanto alcuni studi non abbiano evidenziato rischi di sterilità nelle donne che non hanno mai avuto precedenti gravidanze, è prassi più o meno frequente non impiantare lo IUD alle giovani donne nullipare. Prima dell'inserimento, oltre ad un'ecografia è necessario eseguire un Pap Test e verificare che non vi siano infezioni in atto. Inoltre, poiché il suo inserimento induce una reazione infiammatoria locale, lo IUD in rame non può essere usato in presenza di una serie di condizioni che facilitano le infezioni e o le infiammazioni (tabella 1).

 

Tabella 1. Controindicazioni all'uso della spirale. Questo aspetto va attentamente discusso con il proprio ginecologo.
Controindicazioni assolute Controindicazioni relative (uso prudente)
Malattia pelvica infiammatoria in atto o recidivante Mestruazioni dolorose
Infezioni del tratto genitale inferiore Flusso mestruale eccessivamente abbondante
Infezioni dell'utero nei precedenti tre mesi sia dopo un parto che dopo un aborto Trattamento con anticoagulanti
Infiammazione della cervice uterina non trattata Malattia cardiache congenite e difetti valvolari a rischio di infezione
Carcinoma della cervice o dell'endometrio Se compare un'infezione pelvica questa deve essere prontamente trattata
Displasia cervicale non trattata Rischio di anemia
Emorragia uterina anomala di origine ignota Usare i tamponi vaginali con prudenza durante la mestruazione, meglio gli assorbenti
Anomalie della forma sia della cervice che dell'utero Non andrebbe utilizzata in donne che non abbiano mai avuto una gravidanza, per quanto la ripresa della fertilità sia rapida dopo la rimozione
Fibromi  
Allergia al rame   
Malattie del metabolismo del rame (morbo di Wilson)  
 Disturbi della coagulazione  
 Aumentata sensibilità alle infezioni  

Efficacacia contraccettiva e durata

Le spirali in rame offrono una protezione contro le gravidanze della durata di circa 5 anni. Al termine di questo arco di tempo la spirale va rimossa e sostituita. L'efficacia contraccettiva della spirale in rame è molto elevata, nell'uso reale è maggiore della pillola, con un tasso di fallimenti pari a 0.6 gravidanze per 100 anni d'uso continuo.

Costi

Assumendo un costo massimo di 500 Euro fra acquisto del dispositivo e costi di impianto e rimozione da saldare al ginecologo, si ottiene un costo medio di 100 euro per anno di contraccezione se il dispositivo è lasciato in sede per 5 anni. Se si assume un costo di circa 17 Euro per ciclo contraccettivo quando si usa una comune pillola, si ottiene un costo medio di circa 204 euro/anno. Apparentemente, il costo della pillola è dunque doppio. Se però si considera il rischio di rimozione della spirale in una piccola percentuale di casi e controlli ginecologici più serrati, almeno il primo anno, il vantaggio economico della spirale potrebbe ridursi. Viceversa, l'efficacia contraccettiva nell'uso reale è maggiore rispetto alla pillola e di ciò si deve tener conto sia ai fini economici (i costi di un figlio inatteso) sia ai fini psicologici (ansie e disagi imprevisti).

 

Approfondimenti

Leggi cosa dice il Ministero della Salute sui metodi contraccettivi

Leggi cosa dicono (in inglese) i Centres for Disease Control and Prevention (USA) sulle varie opzioni contraccettive

 

A chi rivolgersi?

Ginecologo

La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico

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