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Pubblicato da Staff N&S
Gli impianti contraccettivi sottocutanei, costituiti da piccoli bastoncini da impiantare sotto la cute, esistono da decenni ma solo negli ultimi anni sono divenuti disponibili sistemi semplici, di facile inserimento e rimozione, di piccole dimensioni e dotati della massima efficacia contraccettiva.

Come è fatto

In Italia è attualmente commercializzato un solo tipo di contraccettivo per impianto sottocutaneo: si tratta di un piccolo bastoncino di materiale sintetico, anallergico, di colore bianco, non biodegradabile, morbido e flessibile. Le dimensioni sono quelle di un fiammifero: 4 cm di lunghezza per 2 mm di diametro (figura 1).

 

Figura 1. Impianto contraccettivo sottocutaneo. Il bastoncino è inserito sotto la pelle del braccio interno (la faccia del braccio che poggia sull'ascella) grazie ad un piccolo taglio eseguito con dispositivo monouso che spinge all'interno il dispositivo.
impianto-contraccettivo-sottocutaneo

Come si applica e come si rimuove

Il bastoncino è inserito sotto la pelle della faccia interna del braccio non dominante, grazie ad una piccola incisione eseguita con un apposito applicatore monouso presente nella confezione. L'inserimento è preceduto da una modesta anestesia locale con uno spray o con una puntura di lidocaina. Attraverso l'incisione, l'applicatore spinge il bastoncino all'interno. La profondità di inserimento deve essere tale che la donna possa percepirne la presenza pur senza essere visibile ad occhio nudo, salvo che il soggetto sia particolarmente magro. Viene eseguita una fasciatura di compressione per ridurre l'edema. Dopo 5-7 giorni non vi è più traccia dell'intervento.

 

L'impianto va inserito tra il 1° ed il 5° giorno del sanguinamento mestruale, anche se la mestruazione non è ancora terminata. Se l'applicazione avviene al di fuori di questo periodo, la donna deve utilizzare il profilattico per i 7 giorni successivi all'inserimento e comunque attenersi alle indicazioni del ginecologo. Se l'impianto è eseguito da un ginecologo esperto il dispositivo non è visibile, non da fastidio e non va incontro a traumi accidentali vista la "posizione riparata". Dopo tre anni il dispositivo sarà rimosso con una piccola incisione attraverso la quale il bastoncino è sospinto, fino a completa fuoriuscita. Nel caso non fosse più palpabile, la sua presenza va preventivamente individuata con una radiografia o con una ecografia.

Funzionamento ed efficacia contraccettiva

Ogni impianto (bastoncino) contiene 68 mg di etonogestrel, un analogo del desogestrel, progestinico ampiamente usato nei contraccettivi orali. Questo ormone, che svolge la stessa funzione del progesterone prodotto dal corpo luteo, è rilasciato dal bastoncino sottocutaneo in misura di circa 0.06-0.07 mg al giorno durante le prime settimane dall'impianto, per ridursi a 0.025–0.030 mg/giorno alla fine del terzo anno. Arrivati al terzo anno, le dosi di ormone rilasciate giornalmente sono troppo basse per impedire la fecondazione e il dispositivo va sostituito. L'effetto contraccettivo dell'impianto sottocutaneo è ottenuto con due modalità principali:
1) inibizione dell'ovulazione;
2) modificazioni del muco cervicale, che diventa più vischioso e denso;

3) modificazioni dell'endometrio.

 

Le modificazioni dell'endometrio rendono difficoltoso l'annidamento. Nel corso degli studi di registrazione del farmaco non sono state osservate gravidanze in oltre 35.000 cicli contraccettivi, con una efficacia contraccettiva nell'uso reale superiore a quella della pillola contraccettiva.

Controindicazioni e precauzioni d'uso

Le controindicazioni all'impianto contraccettivo sottocutaneo, come per tutti i contraccettivi, vanno accuratamente discusse con il proprio ginecologo. In linea generale sono quelle dei progestinici assorbiti per via sistemica:

-malattie tromboemboliche venose in corso;

-neoplasie maligne (accertate o sospette) sensibili agli ormoni sessuali;

-neoplasie o gravi malattie del fegato;

-emorragie vaginali da causa ignota.

 

L'uso dei contraccettivi ormonali a base di progestinico può indurre squilibrio nel metabolismo degli zuccheri e durante i primi mesi dall'applicazione va fatto un attento monitoraggio della glicemia (glucosio nel sangue). Può inoltre comparire ipertensione (aumento della pressione del sangue), dislipidemia (aumento dei grassi nel sangue) e di altri fattori di rischio cardiovascolare.

In circa il 20% delle donne si osservano nei primi cicli irregolarità mestruali e successivamente amenorrea (scomparsa delle mestruazioni), un aspetto non sempre gradito alla donna giovane e di cui va preventivamente informata. In una percentuale maggiore si osserva comunque una riduzione del flusso mestruale. Nelle donne con tendenza alle emicranie queste possono aumentare per frequenza e gravità, così come nelle donne con tendenza all'acne può aumentare la secrezione di sebo e l'acne può ricomparire o se già presente peggiorare. Questi effetti avversi sono pressoché simili a quelli di altri contraccettivi ormonali, in particolare a quelli prodotti dalla minipillola a base di progestinico.

Costi

Assumendo un costo di circa 360 Euro fra acquisto del dispositivo più impianto e rimozione, si ottiene un costo medio di 120 euro per ciascuno dei 3 anni di contraccezione garantiti dal dispositivo. Se si assume un costo di circa 15-17 Euro per ciclo contraccettivo quando si usa una pillola, si ottiene un costo medio di circa 180-200 euro/anno. Il costo della pillola appare dunque maggiore. Non si devono però trascurare alcune differenze di gestione fra l'impianto sottocutaneo e la pillola, incluso il rischio di rimozione anticipata in caso di effetti avversi non tollerati dalla paziente. Allo stesso modo l'efficacia contraccettiva dell'impianto è nell'uso reale superiore alla pillola e ciò riduce il rischio di gravidanze, che pure hanno un costo in termini economici e psicologici.

 

 

Approfondimenti

Leggi cosa dice il Ministero della Salute sui vari Metodi Contraccettivi

Leggi il foglietto d'uso (in inglese) dell'impianto contraccettivo sottocutaneo

 

 

A chi rivolgersi?

Ginecologo

La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico

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