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Pubblicato da Staff N&S
Nell’uso comune, con il termine di ciclo (“ho il ciclo”) si intende erroneamente la mestruazione. In realtà in medicina si definisce ciclo mestruale il periodo che intercorre tra l’inizio di una mestruazione e l’inizio della successiva.

Cosa è il ciclo mestruale

Le femmine di tutti i mammiferi vanno incontro a modificazione dell’utero più o meno periodiche con l’intento di predisporsi alla gravidanza. Nella specie umana tali modificazioni hanno una ciclicità precisa. Nella donna, la durata media del ciclo è di 28 giorni. Sono considerati normali cicli di durata compresa fra i 25 ed i 36 giorni. Cosa accade in questi 28 giorni? Accade che l’utero si prepara a ricevere l’uovo fecondato e, se ciò non avvien, va incontro ad una serie eventi il cui risultato finale è lo sfaldamento della sua superficie di rivestimento (endometrio), che insieme al sangue dei capillari sottostanti, viene eliminato attraverso la vagina e costituisce la mestruazione.

 

Se l’ovocita non è stato fecondato e non si impianta nell’utero, Il ciclo mestruale consente quindi all’utero di rivestirsi di nuovo endometrio e prepararsi ad un nuovo ciclo, la cui funzione ultima è sempre quella di accogliere un uovo fecondato. In sintesi, ogni 28 giorni l’utero si prepara ad una gravidanza. In una donna con cicli regolari questo fenomeno si ripete circa 480 volte nell’arco della vita, ovvero una volta al mese per 40 anni consecutivi, dall’età media di 11 anni, quando compare il primo ciclo, detto menarca, fino all’ultima mestruazione prima della menopausa, mediamente a 51 anni. Il ciclo mestruale è soggetto ad un complesso controllo ormonale, cui corrispondono importanti modificazioni sia dell’ovaio sia dell’endometrio.

Cosa avviene durante un ciclo mestruale?

Il ciclo mestruale è sotto il controllo di tre strutture endocrine (ipotalamo, ipofisi e ovaie) e di una complessa rete di ormoni. Il “direttore d’orchestra” dell’intero meccanismo è l’ipofisi, che attraverso due ormoni impartisce alle ovaie l’ordine di iniziare un nuovo ciclo se quello precedente non si è concluso con una gravidanza. I due ormoni sono l’ormone follicolo stimolante (Follicle Stimulating Hormone -FSH-) e l’ormone luteinizzante (Lutheinizing Hormone -LH-). Ciò che avviene in questi 28 giorni può essere indagato in vari modi. Si può osservare cosa succede all’interno dell'ovaio (ciclo ovarico), oppure si può osservare come variano gli ormoni rilasciati dall’ovaio e dall’ipofisi (ciclo ormonale). Ma l’osservazione più interessante riguarda ciò che accade all’interno dell’utero (ciclo endometriale). 
 
Figura 1. Fasi del ciclo: la riga in alto riporta le modificazioni a livello dell’ovaio (ciclo ovarico); la riga intermedia riporta le modificazioni a livello ormonale (ciclo ormonale); la riga in basso descrive le modificazioni a livello dell’endometrio (ciclo endometriale o uterino).

ciclo-mestruale-ciclo-ovarico
 Per semplificare, è di seguito descritto il ciclo ormonale, poiché seguendo le variazioni ormonali nel corso del ciclo si comprendono bene sia le modificazioni che avvengono nell’ovaio sia le modificazioni dell’utero.

Il ciclo ormonale

Nel momento in cui l’ipofisi invia all’ovaio il segnale che non è in corso alcuna gravidanza, le ovaie si apprestano ad iniziare un nuovo ciclo mestruale. Dal punto di vista ormonale il ciclo può essere suddiviso in due fasi: la fase follicolare e la fase luteale (figura 1).

 

La fase follicolare

Durante la fase follicolare avviene la maturazione del follicolo ed il rilascio dell’ovocita. Questa fase va dal primo giorno della mestruazione fino all’ovulazione. Se il ciclo è di 28 giorni, la fase follicolare dura 14 giorni. Se il ciclo è più lungo del normale, per esempio di 32 giorni, la fase follicolare sarà più lunga e durerà circa 18 giorni. Se il ciclo è più breve del normale, per esempio di 24 giorni, la fase follicolare sarà più breve e durerà circa 10 giorni. Ciò perché la durata della fase luteale è fissa: sempre 14 giorni. La durata della fase follicolare, cioè di maturazione dell’uovo, è variabile, mentre la fase luteale è pressochè costante. Ciò significa che la mestruazione avverrà sempre 14 giorni dopo l’ovulazione. Conseguentemente, il giorno dell’ovulazione può essere calcolato con certezza solo a posteriori, cioè quando compare la mestruazione. L'ovulazione è avvenuta 14 giorni prima!
 
Durante la fase follicolare, il follicolo aumenta di dimensione ed aumenta progressivamente la produzione di estradiolo che, a partire dal decimo giorno, impenna e raggiunge un picco proprio in corrispondenza dell’ovulazione (figura 1 riga intermedia). Perché il follicolo produce estradiolo? Perché l’estradiolo stimola l’endometrio a diventare più spesso e, quindi lo prepara ad accogliere l’uovo fecondato. In corrispondenza del 14mo giorno, si osserva anche il picco di un altro ormone, l’ormone luteinizzante. Questo picco ormonale serve per facilitare la rottura del follicolo maturo e liberare l’ovocita. Solo a questo punto avviene l’ovulazione! L’ovocita rilasciato dall’ovaio finisce nella tuba adiacente, dove incontrerà (eventualmente) lo spermatozoo e sarà fecondato.
 
In questa fase del ciclo si assiste anche ad un variazione della temperatura corporea. La settimana precedente l’ovulazione inizia la lenta caduta della temperatura. Questa progressiva caduta della temperatura basale raggiunge un picco minimo il giorno dell’ovulazione, risale rapidamente il giorno successivo fino a raggiungere un massimo il quarto giorno dopo l’ovulazione (figura 2). La differenza di temperatura fra il punto minimo (giorno dell’ovulazione) ed il punto massimo (4 giorni dopo l’ovulazione) è abbastanza alta, mediamente 0.4 gradi, e questa variazione è utilizzata dai metodi contraccettivi che si basano sulla misura della temperatura basale.

 

Figura 2. Variazione della temperatura basale durante il ciclo mestruale.

ciclo-mestruale-variazione-della-temperatura

La fase luteale

Una volta che il follicolo maturo ha rilasciato l’ovocita, cambia forma, riduce la produzione di estradiolo ed aumenta la produzione di un nuovo ormone, il progesterone. Le pareti del follicolo diventano più spesse ed assumono un colore giallastro. Per questo motivo, quello che prima era chiamato follicolo, ora è chiamato corpo luteo (luteus=giallo). Il corpo luteo è quindi un follicolo che ha espulso l’uovo. La fase luteale è così chiamata perché ciò che avviene a livello dell’endometrio è sotto l’influenza del corpo luteo. Appena rilasciato l’ovocita, il corpo luteo inizia a produrre progesterone, mentre nei 5-7 giorni precedenti l’ovulazione produceva soprattutto estradiolo.
 
Perché inizia la produzione di progesterone? Perché il progesterone non solo contribuisce ad ispessire ulteriormente l’endometrio, ma lo rende ricco di capillari, acqua e nutrienti, pronto cioè ad accogliere e nutrire l’uovo fecondato ai primi stadi di segmentazione (la morula). In questa fase, l’endometrio diventa “edematoso”, si rigonfia, trattiene liquidi. L’edema endometriale, che la donna percepisce come gonfiore tipico al basso ventre, diventa massimo nei 5-7 giorni che precedono la mestruazione. Se nessun uovo fecondato si annida nell’endometrio, la fase di rigonfiamento continua fino alla mestruazione vera e propria. La mestruazione, che normalmente dura 3-7 giorni, consiste nello sfaldamento dell’endometrio, con emorragia dei capillari di superficie. La rottura di questi capillari produce una modesta emorragia (25-80 cc) di sangue mestruale, che salvo piccoli grumi non coagula a causa di fattori anticoagulanti in esso presenti. Insieme al sangue, il flusso mestruale contiene frammenti (frustoli) di endometrio. Quello qui descritto, e rappresentato nelle due figure, è un ciclo standard della durata di 28 giorni. Tuttavia, il ciclo mestruale è soggetto a varie irregolarità che possono riguardare la durata, la quantità e la durata del sanguinamento.
 

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