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Pubblicato da Staff N&S

Per prurito anale si intende il bisogno impellente di grattare la zona anale. Questo tipo di prurito compare più spesso durante la notte. Se il grattamento è lieve, può non esservi alcuna reazione infiammatoria della cute intorno all’ano. Viceversa, nelle forme molto intense può manifestarsi infiammazione di grado variabile, fino alla lichenificazione (tessuto sclerotico). Il prurito anale è più frequente nel maschio che nella donna.

Cause di prurito anale

Nella maggior parte dei casi  non si riscontra alcuna causa evidente che possa giustificare il prurito. L'ossiuriasi (vermi intestinali) è una causa rarissima negli adulti, ma va presa in considerazione nei bambini, nei quali è la prima causa di prurito anale. Il prurito può essere ricondotto a scarsa igiene della zona anale o, al contrario, all’uso eccessivo di saponi troppo irritanti. Anche la frequente emissione di feci liquide (diarrea), che contengono normalmente sostanze irritanti per la delicata mucosa anale, può essere causa di prurito: in questo caso si ipotizza che a causare il prurito possano essere alcuni enzimi, detti endopeptidasi, prodotti dai batteri fecali. L’esame dell’ano e della regione adiacente deve escludere specifiche malattie della pelle che possano colpire anche la zona perianale, tipo psoriasi, infezioni da funghi, dermatite seborroica, lichen scleroso ed atrofico. Occorre inoltre escludere il diabete mellito, le emorroidi e le ragadi anali. Una volta scartata ogni possibile causa nota, si è costretti a parlare di prurito idiopatico essenziale, una forma relativamente rara. In questi casi si tratta spesso di soggetti emotivamente labili, inclini a stati ansiosi e depressivi.

Diagnosi di prurito anale

L'esame dell'ano e del retto (ano-rettoscopia) raramente evidenzia alterazioni della mucosa o masse estranee utili alla diagnosi di prurito anale. Se si sospetta un diabete, l'esame delle urine e la determinazione della glicemia possono confermare l’aumento della glicemia e il passaggio di glucosio nelle urine. La presenza di zuccheri eccessivi favorisce la crescita di batteri nel colon e sbilancia la flora batterica intestinale verso batteri che possono produrre prurito. L'esame microscopico diretto o la coltura di un frammento di tessuto ottenuto mediante raschiamento, possono rivelare la presenza di funghi o parassiti. L'esame delle feci può evidenziare parassiti intestinali.

Prevenzione e cura del prurito anale

Se non si è individuata una causa specifica, si inizia con l’eliminazione di spezie e cibi irritanti (salumi, formaggi piccanti, caffè, cioccolato, etc). Vanno anche sospesi eventuali farmaci o creme che possono irritare la mucosa anale. Se presente va curata la stitichezza, senza però indurre diarrea. Molto utili risultano gli integratori a base di fibra alimentare. Il paziente va istruito all’uso di un panno di cotone per asciugare la zona perianale dopo il lavaggio, senza strofinare ma tamponando. Evitare sempre il grattamento, che peggiora il prurito. Utili risultano le creme a base di idrocortisone per brevi periodi. La biancheria intima, solo in cotone, va cambiata giornalmente. Se sono presenti ragadi, ulcere o escoriazioni importanti, è utile applicare localmente una soluzione di acido borico, resorcina e fucsina basica (soluzione di Castellani o di Ziehl) per prevenire una super-infezione da funghi o batteri.

A chi rivolgersi?

Gastroenterologo

La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico

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