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Pubblicato da Staff N&S

Le anemie ipocromiche sono caratterizzate da riduzione dell'emoglobina (Hb) maggiore di quella dei globuli rossi, con conseguente diminuzione del valore globulare medio e quindi del contenuto e della concentrazione di Hb per singolo globulo rosso. Si tratta di forme relativamente frequenti, specialmente nella donna fertile: l'età più colpita è tra i 20 ed i 60 anni, con maggiore frequenza oltre i 40. Le anemie ipocromiche possono essere distinte in anemie sideropeniche (da carenza di ferro) ed anemie ipocromiche non sideropeniche.

Anemie sideropeniche

Le anemie sideropeniche sono quelle conseguenti ad una carenza di ferro che determina una ridotta sintesi di emoglobina. La carenza di ferro può avvenire per mancato apporto alimentare (per es. allattamento prolungato al seno), per un difetto dell’assorbimento alimentare (es. patologie del duodeno e dello stomaco, resezione dello stomaco, epatopatie, ecc.), per aumentata richiesta (es. gravidanza), per eccessiva utilizzazione extramidollare (es. infezioni, tumori, etc) e soprattutto per emorragie più o meno occulte (emorroidi, ematomi ripetuti degli emofilici, emoftoe croniche, emorragie ginecologiche, digestive, ecc.).

Anemie ipocromiche non sideropeniche

In queste forme, il ferro contenuto nel sangue è nei limiti della norma e può essere addirittura aumentato. Sono più rare delle forme sideropeniche e sono dovute ad una cattiva utilizzazione del ferro o in seguito a malattie genetiche (es. talassemia o anemia mediterranea) o per malattie del midollo che diventa incapace di produrre emoglobina di qualità (es. mieloma, ipotiroidismo, saturnismo, ecc.). In alcuni casi le cause possono rimanere sconosciute nonostante tutte le indagini diagnostiche.

Sintomi delle anemie ipocromiche

I sintomi delle anemie ipocromiche sono variabili e comunque riconducibili a quelli generali di tutte le anemie: pallore, stanchezza, tendenza alla cefalea cronica. In alcuni casi l’anemia si insatura così lentamente che il paziente avverte i sintomi solo quando il deficit di emoglobina è grave.

Terapia delle anemie ipocromiche

Nelle forme secondarie è necessario mirare alla causa che ha prodotto lo stato anemico. Ciò non è sempre possibile. Quando non è possibile risolvere la patologia di sottofondo, la terapia è essenzialmente sintomatica e si basa, nelle forme sideropeniche, sull'apporto di ferro. Questo può essere attuato con un'alimentazione appropriata (carne, uova, mitili, lenticchie, etc) e con la somministrazione di integratori contenenti sali ferrosi.

Viceversa, nelle anemie ipocromiche non sideropeniche, causate cioè dalla incapacità (congenita o acquisita) del midollo osseo di utilizzare il ferro, la somministrazione di integratori contenenti ferro non solo è inutile ma risulta dannosa. In questi casi, per esempio nell’anemia mediterranea si procede con trasfusioni continue e si elimina il ferro in eccesso con farmaci chelanti, come la deferoxamina (Desferal®) o il deferasirox (Exjade®).

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La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico

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