sei nella sezione   Diagnosi & Malattie
Pubblicato da Staff N&S

L'artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica delle articolazioni, caratterizzata da rigidità, dolore e tumefazione articolare. Nelle fasi avanzate si possono avere deformità delle articolazioni tali da rendere impossibili i normali movimenti. L'artrite reumatoide può colpire tutte le età, anche se è maggiormente frequente fra i 35 ed i 45 anni. Per ragioni ignote, le donne sono 3-4 volte più colpite rispetto agli uomini.

Cause di artrite reumatoide

Le cause dell'artrite reumatoide rimangono ad oggi sconosciute. L'infiammazione interessa tutte le componenti che costituiscono l'articolazione (osso, membrana sinoviale, cartilagine, liquido sinoviale, legamenti, etc). Sembra probabile che l'infiammazione sia generata dalla produzione di auto-anticorpi contro una di queste componenti, probabilmente la sinovia o, più in generale, il tessuto connettivo.

Diagnosi di artrite reumatoide

Nelle fasi iniziali la diagnosi di artrite reumatoide può essere sfuggente. Non esiste infatti un test specifico in grado di identificare con sicurezza la malattia. Anche le indagini radiografiche, utili per monitorare l'andamento della malattia e delle terapie, possono non essere di aiuto nelle fasi iniziali. L'ecografia articolare sembra di maggiore utilità rispetto alla radiografia, perché consente di "vedere" meglio sia le strutture coinvolte nell'infiammazione che le erosioni dell'osso. Per quanto riguarda gli esami di laboratorio, la ricerca del Fattore Reumatoide si esegue facilmente su campione di sangue ma risulta positivo solo nell'80% dei soggetti affetti. Da qualche anno si dosano nel sangue gli anticorpi anti-citrullina (CCP), un test semplice e dotato di elevata sensibilità. La VES (velocita di sedimentazione degli eritrociti), la proteina C-reattiva e la conta dei globuli bianchi, danno un'idea dell'infiammazione in atto nell'organismo, ma il loro aumento non prova la presenza della malattia. In alcuni pazienti può essere presente una modesta anemia. Tutte queste indagini, unite all'esame diretto delle articolazioni, dei riflessi tendinei, del tono e della forza muscolare, orientano il medico verso la diagnosi finale.

Sintomi e quadro clinico dell'artrite reumatoide

Le articolazioni più frequentemente coinvolte sono le dita delle mani, le dita dei piedi, i polsi, le ginocchia e le caviglie. La colonna vertebrale, la spalla il gomito sono colpite con minore frequenza. Diversamente dall'artrosi, nell'artrite reumatoide vi è simmetria: se sono colpite alcune articolazioni della mano destra sono quasi sempre colpite le stesse articolazioni della mano sinistra. L'articolazione risulta gonfia, infiammata, dolente e tumefatta. Essa è inoltre "rigida" al risveglio e sono necessarie alcune ore prima che si "scaldi" e riacquisti la normale mobilità. La forza muscolare si riduce ed alcuni movimenti diventano impossibili anche ad "articolazione calda". Molti pazienti riferiscono anche malessere generale, stanchezza, dolore muscolare da contrattura, secchezza degli occhi (sindrome dell'occhio secco). Nel 20% dei pazienti positivi al fattore reumatoide compaiono i cosiddetti "noduli reumatoidi", in particolare alle mani e ai gomiti (figura 1).

Figura 1. Noduli reumatoidi della mano.
artrite reumatoide

Terapia dell'artrite reumatoide

La terapia dell'artrite reumatoide ha due obiettivi: ridurre i sintomi articolari (dolore, rigidità, infiammazione) e rallentare la progressione della malattia per evitare le deformità ed il coinvolgimento degli organi interni. Per ridurre i sintomi, i farmaci di prima scelta sono gli antiinfiammatori non steroidei (es. diclofenac, ketoprofene, naprossene, piroxicam etc). Quando il controllo dei sintomi con questi farmaci non è sufficiente, si possono usare i derivati del cortisone. Questi due gruppi di farmaci non rallentano però la progressione della malattia e non interferiscono con il danno articolare (es.erosione dell'osso, formazione dei noduli etc). Questo danno avviene precocemente, generalmente nei primi 2-3 anni dall'inizio della malattia. Per limitare il danno articolare si utilizzano farmaci che interferiscono con la risposta immunitaria (es. metotrexate, ciclosporina, leflunomide) o farmaci che bloccano l'infiammazione sul nascere, come gli anticorpi monoclonali contro il TNF-alfa (es infliximab, etanercept, adalimumab, etc).

A chi rivolgersi?

Reumatologo

La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico

CERCHI UNO SPECIALISTA
NELLA TUA ZONA?

N&S Store prossimamente online

Questo sito utilizza i cookie per migliorare servizi ed esperienza dei lettori. Se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.