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Pubblicato da Staff N&S

La rettocolite ulcerosa è una malattia cronica del colon caratterizzata da infiammazione, erosioni ed ulcere sulla mucosa del colon. Nel 25-30% dei casi la malattia colpisce esclusivamente il retto: in questo caso si parla di proctite ulcerosa. In circa il 50% dei pazienti è colpito sia il retto che la porzione immediatamente superiore, detta sigma, mentre nel rimanente 20-25% dei casi può essere colpito tutto il colon (pancolite ulcerosa). Diversamente dal morbo di Crohn, la colite ulcerosa non colpisce mai l'intestino tenue. Inoltre l'infiammazione è sempre continua lungo tutta la porzione di colon interessata dalla malattia. Nel morbo di Crohn invece, i tratti colpiti dalla malattia possono non essere continui e nelle forme avanzate è comune il restringimento del calibro intestinale (stenosi intestinale).

Cause di colite ulcerosa

Le cause della colite ulcerosa rimangono ad oggi ignote. Alcuni specialisti presumono si tratti di una malattia autoimmune, nella quale l'organismo produce anticorpi verso alcune componenti cellulari del suo stesso colon, ma non vi sono dati a conferma di questa ipotesi. I pazienti con colite ulcerosa presentano spesso anche infiammazione di altri organi oltre al colon, per esempio l'occhio (uveite, episclerite) e le articolazioni (artrite).

Sintomi e quadro clinico della colite ulcerosa

Il sintomo cardine di questa malattia è la diarrea, con emissione di feci acquose miste a muco e sangue. In alcuni casi si arriva fino a 10-15 scariche al giorno. Alcuni pazienti lamentano anche dolore addominale che migliora dopo l'evacuazione ma ricompare nelle ore successive. Lo stimolo alla defecazione può essere impellente, con rischio di incontinenza. La perdita di sangue può essere modesta, ma se la malattia non è diagnosticata per tempo si può generare una carenza di ferro (anemia).

Diagnosi di colite ulcerosa

Diversamente dalla malattia di Crohn, dove alcune indagini strumentali come l'ecografia e la radiografia dell'addome possono dare una prima indicazione, nella colite ulcerosa la diagnosi si basa essenzialmente sul quadro clinico descritto dal paziente e sulla colonscopia. La colonscopia è determinante per porre diagnosi di colite ulcerosa, in quanto permette al colonscopista di "osservare" direttamente la superficie infiammata ed ulcerata del colon. Inoltre la colonscopia consente di valutare l'estensione del tratto coinvolto e la fase di malattia, se cioè il paziente è in fase attiva (sintomi presenti) o in fase di remissione (assenza di sintomi).

Trattamento della colite ulcerosa

Come il morbo di Crohn, anche la colite ulcerosa è una malattia cronica dalla quale non si guarisce mai completamente. Le recidive possono essere frequenti anche nei soggetti ben trattati e nelle forme apparentemente lievi. La terapia dipende essenzialmente dal tratto di colon malato e dalla gravità dell'infiammazione. L'obiettivo primario è ridurre i sintomi. Una volta che il paziente è stato portato in remissione (assenza di sintomi), l'obiettivo secondario è evitare le riaccensioni di malattia o quanto meno fare in modo che esse siano rare. Se questi obiettivi sono raggiunti, il paziente può condurre una vita pressoché normale. I farmaci di prima scelta sono gli stessi utilizzati per il morbo di Crohn. Nelle forme acute ed estese si usano i derivati del cortisone sia per bocca che per via intramuscolare. Nelle forme lievi e localizzate al retto ed al sigma, si può utilizzare la mesalazina (Pentacol®) in supposte, gel o soluzione rettale. Se è invece interessata la parte alta del colon, meno raggiungibile dalle applicazioni locali, si usa sempre la mesalazina, ma in compresse. Nelle forme gravi, alla mesalazina si può aggiungere il prednisone in compresse. Da qualche anno sono disponibili farmaci a base di anticorpi monoclonali molto efficaci nei casi di colite ulcerosa che non hanno risposto alle terapie prima citate (es. Remicade®, etc). Nei rari casi che non rispondono ai farmaci, inclusi gli anticorpi monoclonali, è necessario rimuovere chirurgicamente il tratto di colon colpito dalla malattia.

A chi rivolgersi?

Gastroenterologo

La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico

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