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Pubblicato da Staff N&S

La carnitina è un dipeptide (unione di due amminoacidi) che svolge un ruolo primario nel metabolismo energetico, in quanto veicola gli acidi grassi a catena lunga (quelli più ricchi di energia) dal citoplasma al mitocondrio, la “centrale energetica” della cellula. Si tratta di una molecola idrosolubile ma capace di attraversare anche la membrana mitocondriale. In un soggetto sano del peso di 70 kg, sono presenti complessivamente circa 15 g di carnitina, concentrati soprattutto nei muscoli dello scheletro nel muscolo cardiaco (95-97%) e, in misura modesta (2-3%) nei siti di sintesi (rene e fegato) e nel sangue (0.5-1%).

La molecola biologicamente attiva è solo quella levogira (L), sicché quando si parla di carnitina come integratore ci si riferisce sempre e solo alla L-carnitina. La carnitina è infatti presente in due forme speculari, dette enantiomeri: la D-carnitina e la L-carnitina. Nell’uomo, solo la L-carnitina è metabolicamente attiva e svolge la sua funzione di trasportatore degli acidi grassi. Tuttavia, poiché il processo di produzione industriale di L-carnitina pura è molto costoso, negli integratori di cattiva qualità non è raro ritrovare un miscuglio di L-carnitina e D-carnitina. Il miscuglio delle due sostanze riduce l’efficacia del composto rispetto alla forma pura costituita dalla sola L-carnitina. Nei preparati farmaceutici questo problema non si pone poiché la purezza della carnitina in essi contenuta supera il 99.5%.

Fonti e sintesi di L-carnitina nell’uomo

La carnitina è introdotta nell’organismo per oltre l’85% con le carni rosse e i derivati caseari (~200 mg/die); il rimanente 15% è sintetizzata da rene e fegato (~35 mg/die) per coniugazione di due amminoacidi, la lisina e la metionina. Una volta introdotta con l’alimentazione viene assorbita dall’intestino sia con meccanismo attivo che passivo.
Se si somministra L-carnitina sotto forma di integratore è inutile superare la dose di 2 g per volta, perché questa sembra essere nell’uomo la soglia massima di assorbimento. Le concentrazioni di carnitina nel sangue raggiungono un picco massimo dopo circa 3,5 ore dall’assunzione e dopo 15 ore la quantità di sostanza circolante si riduce del 50%.

Carnitina e produzione di energia

Gli acidi grassi costituiscono la principale fonte di energia dell’organismo. Queste molecole, per essere utilizzate dalla cellula devono passare dal citoplasma all’interno del mitocondrio, dove vanno incontro ad ossidazione. Questo “attraversamento” è mediato dal CoA e richiede ATP, secondo la seguente reazione:

Acido grasso+ CoA +ATP → Acil-CoA +AMP+ 2P.

L’acil-CoA non può comunque attraversare la membrana mitocondriale interna a causa delle sue dimensioni eccessive. Perché ciò avvenga il gruppo acilico viene trasferito alla L-carnitina. Solo a questo punto, il complesso acil-carnitina entra nel mitocondrio dove, il gruppo acilico viene rilasciato ed entra nel ciclo di Krebs, producendo energia in relazione alla lunghezza della catena carboniosa. La L-carnitina è anche coinvolta nella produzione di energia proveniente dai chetoni e dai tre amminoacidi ramificati (valina, leucina ed isoleucina).

Quando usare integratori a base di L-carnitina

L’uso della carnitina in medicina si è rilevata utile in numerose condizioni e malattie, a partire dal deficit congenito di carnitina fino all’infertilità maschile, passando per l’insufficienza cardiaca congestizia e la sindrome da affaticamento cronico. Tuttavia, la ragione per la quale la carnitina è nota al grande pubblico è principalmente legata alla sua capacità di migliorare la performance atletica. Mentre la carnitina come farmaco può essere usata in numerose condizioni cliniche sia per via orale che intramuscolare, l’uso degli integratori contenenti carnitina trova 4 principali campi di impiego:
1.    performance atletica
2.    infertilità maschile
3.    sindrome da stanchezza cronica
4.    anoressia nervosa

Carnitina e prestazione sportiva

In numerosi studi l’uso della carnitina come integratore ha dimostrato di migliorare le capacità atletiche in varie specialità sportive. Nei maratoneti la carnitina somministrata per alcune settimane è in grado di aumentare la velocità media e la resa aerobica, con minor consumo di ossigeno e minor produzione di acido lattico. Anche negli sport di potenza, come il sollevamento pesi, l’assunzione di 2 grammi al giorno di L-carnitina ha dimostrato un aumento sia della forza muscolare (capacità di sollevare pesi maggiori) che della resistenza (capacità di eseguire più ripetizioni). Questi dati non sono però stati confermati da tutti i gruppi di ricerca. In molti integratori indicati per prestazioni atletiche di breve-media durata e di elevato impegno muscolare, come il nuoto, il mezzofondo veloce (800-5.000 m piani) e il triatlon, la L-carnitina è spesso combinata con la creatina e la acetil-L-carnitina e gli amminoacidi ramificati.

Carnitina e infertilità maschile

La somministrazione di integratori a base di L-carnitina a soggetti con sperma di cattiva qualità (bassa capacità fertilizzante), migliora sensibilmente la qualità del liquido seminale, con aumento del numero totale di spermatozoi e del numero totale di spermatozoi sani e dotati di buona mobilità. Questi effetti sono stati osservati in numerosi studi, sia quando la L-carnitina è somministrata da sola sia quando è somministrata in cocktail contenenti anche Acetil-L carnitina ed antiossidanti (vitamina E, vitamina C).

Carnitina e sindrome da stanchezza cronica

Nei pazienti con sindrome da stanchezza cronica, intesa come affaticamento di tipo sia fisico che mentale (astenia psicofisica), l’assunzione di carnitina (1-2 g al giorno) è in grado di migliorare il quadro generale, la capacità muscolare e le performance psichiche.

Carnitina e anoressia nervosa

Nei pazienti con anoressia nervosa, l’uso combinato di L-carnitina e di adenosil-cobalamina induce un aumento del peso corporeo, riduce la stanchezza e migliora la contrattilità muscolare.

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