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Pubblicato da Staff N&S

Per fattori di rischio cardiovascolare si intende l'insieme di condizioni che predispongono il soggetto a sviluppare nel corso degli anni una malattia del cuore o delle arterie. I fattori di tipo genetico sono detti fattori non modificabili mentre quelli associati a stili di vita o ad una alimentazione non salutare sono detti fattori modificabili (tabella 1).

Tabella 1. Fattori di rischio cardiovascolare. In rosso i fattori di rischio modificabili più importanti.

Fattori non modificabili Fattori modificabili
Età avanzata Ipertensione (pressione alta)
Sesso maschile Diabete
Predisposizione familiare Ipercolesterolemia (colesterolo alto)
  Fumo di sigaretta
  Obesità
  Microalbuminuria (albumina nelle urine)
  Iperomocisteinema (omocisteina alta)

 

Fattori di rischio cardiovascolare non modificabili

I fattori di rischio non modificabili dal paziente sono tre: l’età, il sesso e la predisposizione genetica. Con l’aumentare dell’età il rischio di sviluppare una malattia cardiovascolare (infarto cardiaco, ictus etc) aumenta progressivamente e diventa elevato a partire dai 50 anni di età. I maschi sono maggiormente esposti a sviluppare malattie cardiovascolari a causa del differente assetto ormonale rispetto alle femmine: il testosterone rende infatti gli uomini più soggetti alle malattie cardiovascolari, mentre gli estrogeni proteggono le donne da questo tipo di malattie. Infine la predisposizione familiare: è noto che molte malattie, incluse quelle cardiovascolari, hanno una componente genetica. Cosa significa? Significa che se i genitori o i fratelli hanno sviluppato in giovane età (prima dei 45 anni) una malattia cardiovascolare, è più probabile che anche il soggetto stesso la sviluppi.

Fattori di rischio cardiovascolare modificabili

Accanto ai fattori non modificabili, vi sono tutta una serie di condizioni che il soggetto può modificare per tutelarsi dalle malattie cardiovascolari e ridurre la probabilità di andare incontro ad un infarto o ad un ictus. La pressione del sangue è il principale fattore di rischio modificabile, seguito dal fumo di sigaretta. Altri due importanti fattori di rischio sono il diabete (il valore della glicemia non deve superare i 126 mg/dL) e il colesterolo alto (il colesterolo totale non deve superare i 200 mg/dL). Il colesterolo e il diabete possono essere tenuti sotto controllo con una dieta povera di grassi e di zuccheri, oltre che mantenendo il peso corporeo entro valori normali e praticando uno sport aerobico con regolarità (es. corsa bicicletta, nuoto, spinning, danza aerobica etc).

Come si misura il rischio cardiovascolare

Esistono numerosi sistemi matematici per misurare la probabilità che un soggetto ha di incorrere in un accidente cardiovascolare (es. infarto cardiaco). In generale, Il calcolo del rischio viene fatto su un arco temporale di 10 anni. Si calcola cioè la probabilità che il soggetto ha di incorrere in un accidente cardiovascolare nei 10 anni successivi. E’ evidente che più i fattori di rischio sono numerosi maggiore è la probabilità di sviluppare una malattia cardiovascolare. Un maschio di 60 anni, con pressione alta e che fuma due pacchetti di sigarette al giorno, ha una probabilità più che doppia di sviluppare un infarto rispetto ad un maschio della stessa età non fumatore e con pressione normale. Vuoi calcolare la tua probabilità di sviluppare un infarto cardiaco o un ictus nei prossimi 10 anni?

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