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Pubblicato da Staff N&S

La pressione arteriosa (o pressione sanguigna) è la pressione esercitata sulle pareti delle arterie che dal cuore trasportano il sangue a tutto l’organismo. Le arterie sono strutture tubulari elastiche, capaci cioè di distendersi quando il cuore si contrae e immette in esse il sangue, e di rilasciarsi quando il cuore si riempie nuovamente fra una contrazione e l’altra. La pressione del sangue all’interno delle arterie segue quindi il ritmo cardiaco: aumenta quando il cuore si contrae e diminuisce quando il cuore si rilascia.

Pressione massima e minima

Si sente sempre parlare di pressione massima e pressione minima. Cosa sono? Quando il cuore si contrae e pompa il sangue nelle arterie si dice che esso è in contrazione (sistole). In questa fase, la pressione esercitata dal sangue contro la parete delle arterie è detta pressione sistolica o “massima”. Terminata la contrazione, il cuore necessita di circa 0,4 secondi per riempirsi nuovamente di sangue ossigenato che arriva dai polmoni. Durante questa fase, detta di riempimento (diastole), il sangue continua a scorrere nelle arterie ma la pressione esercitata sulle pareti è più bassa. La pressione in questa fase è detta pressione diastolica o “minima”. La pressione arteriosa si misura in millimetri di mercurio (mm Hg). La misurazione della pressione può essere eseguita o con uno sfigmomanometro manuale o con un apparecchio elettronico a batteria. Se si dice che un soggetto ha una pressione di 140/95 significa che la sua pressione massima (sistolica) è pari a 140 mm di mercurio e che la sua pressione minima è pari a 95 mm di mercurio.

Valori normali della pressione arteriosa

Da oltre 60 anni è noto che se la pressione arteriosa è alta, aumenta la probabilità di sviluppare alcune malattie cardiache (es. infarto del miocardio e ictus cerebrale), e di andare incontro più facilmente ad insufficienza renale. Quali sono i valori di normalità della pressione arteriosa? Negli adulti sani, che non hanno cioè malattie cardiovascolari o renali in corso, sono considerati normali valori inferiori a 140/90 mm di mercurio. Valori della pressione superiori a 140/90 sono da considerarsi troppo elevati e si parla quindi di pressione alta o ipertensione.
Se però il soggetto ha una malattia cardiovascolare in atto (per esempio ha già fatto un infarto) o è affetto da diabete mellito oppure è un forte fumatore, presenta cioè altri fattori di rischio cardiovascolare, è preferibile che la sua pressione sia più bassa: in questi casi è auspicabile che la sua massima sia inferiore a 130 mmHg e la sua minima sia inferiore a 85 mmHg. In alcuni casi, per esempio quando vi sia insufficienza renale in fase avanzata o quando il soggetto presenti contemporaneamente più fattori di rischio cardiovascolare (es. diabete più colesterolo alto più fumo di sigaretta), i valori ottimali si riducono ulteriormente e non dovrebbero superare 120/80 mm di mercurio.

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