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Pubblicato da Dott. Paride Iannella
 

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La melatonina è l'ormone secreto dalla ghiandola pineale (o epifisi) ed è preposto nei mammiferi alla regolazione del ritmo sonno-veglia e, più in generale, dei ritmi circadiani (buio-luce). Fino alla fine degli anni '60 la ghiandola pineale era considerata di secondaria importanza, ma studi condotti nell'ultimo mezzo secolo hanno dimostrato che essa è coinvolta non solo nella regolazione del sonno e della veglia ma anche nei ritmi stagionali di accoppiamento, in particolare nei mammiferi che vanno in letargo (ibernanti) come l'orso, la marmotta etc.

Melatonina: come funziona

La melatonina è sintetizzata dalla ghiandola pineale a partire dall'amminoacido L-triptofano attraverso quattro tappe enzimatiche. Il prodotto intermedio che dal triptofano porta alla melatonina è la serotonina, una molecola cruciale perché coinvolta in numerose attività cerebrali (umore, attenzione, sonno, ect). In che modo la melatonina controlla i ritmi sonno-veglia? La ghiandola pineale riceve informazioni dalle fibre nervose provenienti dalla retina. Quando la retina è colpita dalla luce solare, la ghiandola pineale blocca la sintesi di melatonina ed il soggetto rimane sveglio e vigile; quando la luce si affievolisce la retina non è più stimolata e non invia segnali alla ghiandola pineale, che inizia a produrre melatonina (figura 1). La melatonina rilasciata dalla ghiandola pineale raggiunge i centri del sonno e da l'avvio alla fase di addormentamento. Le concentrazioni di melatonina iniziano a salire nel sangue (e nel cervello) all'imbrunire e raggiungono un picco verso le 4 del mattino, per cominciare a scendere nuovamente via via che la luce aumenta, attivando una lenta fase di risveglio.

Figura 1. La melatonina inizia ad essere sintetizzata dalla ghiandola pineale alla sera, raggiunge un picco durante la notte e si riduce nuovamente al mattino. 

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Melatonina e ritmo sonno-veglia

La melatonina è uno degli integratori più usati al mondo. L'indicazione più importante è quella nei disturbi del sonno, in particolare nelle difficoltà di addormentamento, nell'insonnia da cambio di fuso orario (jet lag) e nel ripristino del ritmo sonno-veglia negli operatori turnisti che lavorano di notte e dovrebbero dormire di giorno. La melatonina è anche pubblicizzata come ormone anti-invecchiamento o per migliorare la sessualità. Questi effetti, almeno nell'uomo, non sono mai stati dimostrati e sono al momento privi di fondamento.

Melatonina e insonnia

La melatonina è usata con successo sia per favorire l'addormentamento sia per mantenere il sonno fino al mattino, senza risvegli ed interruzioni. Questo effetto è stato dimostrato da numerosi studi nei quali l'assunzione serale di melatonina a dosi comprese fra 1 e 5 mg facilitava l'addormentamento e riduceva i risvegli notturni. L'effetto complessivo è quindi sia quantitativo (un maggior numero di ore di sonno) che qualitativo (una migliore qualità del sonno). L'ampiezza dell'effetto della melatonina alla dose di 6 mg è simile a quello di alcuni farmaci utilizzati per indurre il sonno, come zaleplon e zopiclone (Paul MA et al 2004). Questi effetti sono stati dimostrati non solo nell'insonnia comune, ma anche in presenza di disturbi neuropsichiatrici che alterano il sonno, per esempio nei bambini autistici (Garstang J 2006; Wright B 2011).

Melatonina nel Jet lag e nella inversione giorno notte nei lavoratori turnisti

La melatonina ha prodotto risultati contrastanti nell'insonnia da jet lag con studi che hanno sortito effetti molto positivi ed altri che hanno invece dato esito scarso o nullo. Nei lavoratori che svolgono turni di notte, si pone un doppio problema: quello della vigilanza e dell'attenzione durante le ore notturne e la difficoltà ad addormentarsi (con sonnolenza diurna) al termine del turno. In questi casi la melatonina a rilascio immediato può favorire un rapido addormentamento, ma il soggetto necessita comunque di tempi adeguati per il riallineamento del ritmo sonno-veglia.

Melatonina e farmaci per l'insonnia

I soggetti che assumono farmaci contro l'insonnia (benzodiazepine) in modo continuativo sono milioni in tutto il mondo, soprattutto dopo i 55-60 anni di età. La melatonina alla dose di 2-3 mg prima di coricarsi si è dimostrata efficace per ridurre o interrompere totalmente l'assunzione di benzidiazepine.

Melatonina: dosaggio e precauzioni d'uso

A partire da 1 Gennaio 2014 e recependo una direttiva comunitaria, il Ministero della Salute ha disposto che la dose massima di melatonina contenuta negli integratori non dovesse superare 1 mg per compressa, imponendo altresì il ritiro delle scorte a dosaggio maggiore. Tale disposizione parte dal presupposto che le dosi da 0,5 mg ed 1 mg sono rispettivamente sufficienti ad alleviare gli effetti del jet lag ed a ridurre il tempo di addormentamento.

A questi dosaggi la melatonina si rivela sicura e ben tollerata. La melatonina non dovrebbe essere assunta dai bambini, dalle donne gravide e durante l'allattamento. Dovrebbe inoltre essere assunta con cautela da soggetti che consumano alcol. La combinazione con i tranquillanti, gli antidepressivi ed altri farmaci che agiscono sul sistema nervoso centrale richiede la supervisione di un medico per il rischio di sonnolenza. Anche l'uso combinato con valeriana e kava-kava può aumentare la sonnolenza diurna. L'assunzione deve essere prudente se il soggetto è addetto a macchinari di precisione o alla guida di autoveicoli. Per ulteriori informazioni sull'uso degli integratori a base di melatonina è utile consultare la disposizione ministeriale prima citata (Melatonina_Min Sal).


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