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Pubblicato da Staff N&S

Le benzodiazepine (BZN) sono farmaci in grado di ridurre l'ansia. Per queste caratteristiche sono anche note come farmaci ansiolitici o tranquillanti o sedativi. A partire dalla fine degli anni '50, le benzodiazepine hanno totalmente sostituito i barbiturici in virtù dei minori effetti collaterali. Le BZN sono generalmente classificate sulla base della durata d'azione, cioè su quanto dura l'effetto anti-ansia dopo che è stata assunta una dose singola (tabella 1).

Tabella 1. Classificazione delle benzodiazepine sulla base della durata d'azione.
Lunga (oltre 48 ore) Media (24-48 ore) Breve (10-24 ore) Brevissima (minore 10 ore)
 EN  Roipnol  Lexotan  Esilgan
Valium  Mogadon   Tavor  Halcion
Prazene    Xanax  Serpax
Dalmadorm       

Quale benzodiazepina utilizzare?

Le benzodiazepine sono farmaci che possono essere prescritti solo dal medico. La scelta di una piuttosto che di un'altra molecola dipende dal disturbo che è stato diagnosticato e dagli obiettivi che il medico intende perseguire. Per esempio, in caso di difficoltà di addormentamento si opterà per una benzodiazepina a brevissima durata d'azione (es. Halcion®, Esilgan, etc), per favorire il sonno senza lasciare sonnolenza residua al mattino. Per contro, nel disturbo d'ansia generalizzato, è preferibile optare per una molecola a durata d'azione maggiore, in modo da mantenere un buon effetto anti-ansia per tutta la giornata, con al massimo 2-3 somministrazioni (es. EN®, Xanax®). Ovviamente lo specialista prenderà in considerazione anche fattori più complessi (es. età del paziente, tipo di lavoro svolto, malattie concomitanti, etc).

A cosa servono le benzodiazepine

Le benzodiazepine sono utilizzate per ridurre l'ansia e le sue manifestazioni fisiche (palpitazioni, sudorazione, colon irritabile, etc) e le sue conseguenze psichiche (es. attacchi di panico etc). Esse sono quindi indicate in tutti i disturbi d'ansia. Esse sono anche indicate in altri disturbi psichici contrassegnati da forte tensione nervosa (es. disturbo ossessivo compulsivo) e nei disturbi del sonno (difficoltà di addormentamento e/o sono interrotto). Le benzodiazepine dovrebbero essere prescritte solo quando il grado di ansia è elevato e sottopone il soggetto a grave disagio.

Controindicazioni e precauzioni d'uso delle benzodiazepine

Le BZN sono controindicate in caso di accertata ipersensibilità al principio attivo o ad uno degli eccipienti che compongono il farmaco. Non devono essere utilizzate nella Miastenia gravis (una malattia dei muscoli), nell' insufficienze respiratoria grave, nell'insufficienza epatica, nella sindrome da apnea notturna e in una forma grave di glaucoma (una malattia dell'occhio). Le benzodiazepine attraversano la placenta e raggiungono il feto. Esse non andrebbero utilizzate nei primi tre mesi di gravidanza per il rischio di malformazioni, anche se i dati non sono univoci, mentre nel II e III trimestre il feto può andare incontro a stress respiratorio, sedazione etc. Le BZN passano nel latte materno. L'uso durante l'allattamento non è controindicato ma deve essere valutato con cura (Ministero Salute: Uso delle_Benzodiazepine in gravidanza). L'uso prolungato richiede il monitoraggio periodico con analisi di laboratorio.

Assuefazione

L'assunzione delle benzodiapine può indurre dipendenza fisica e psichica. Questo rischio aumenta con la dose e la durata del trattamento. I soggetti con altre dipendenze (droga, alcol etc) sviluppano più facilmente dipendenza da benzodiazepine.

Tolleranza

Per tolleranza si intende la perdita di efficacia con l'uso protratto. Ne consegue la necessità di aumentare la dose per ottenere lo stesso effetto. La tolleranza si sviluppa soprattutto nella cura dell'insonnia.

Vigilanza e sonnolenza

La sedazione dell'ansia comporta una certa riduzione della vigilanza, che a dosi elevate induce sonnolenza. Ciò comporta un maggior rischio di incidenti (automobilistici e sul lavoro), di cadute (soprattutto anziani) e di disattenzioni in senso lato. L'alcol potenzia questi effetti collaterali.

Amnesia

Le benzodiazepine inducono amnesia recente (anterograda): per esempio la difficoltà a ricordare nomi di persone o cose che si conoscono bene. L'amnesia aumenta se il soggetto dorme poco e male o fa uso di alcolici.

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