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Pubblicato da Dott. Paride Iannella
 

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La Rhodiola rosea  (erroneamente Rodiola)  è un piccolo arbusto cespuglioso, alto mediamente 20-60 cm, appartenente alla famiglia delle Crassulaceae. La pianta è tipica dei climi freddi boreali (regioni siberiane, Lapponia, Mongolia, etc) (figura 1A). La parte della pianta che interessa dal punto di vista delle proprietà curative è la radice, particolarmente apprezzata dalla medicina tradizionale delle popolazioni mongole e siberiane (figura 1B). Già nel 1750 Linneo, padre delle botanica moderna, inventariò la radice di Rhodiola come rimedio utile contro l'isteria su base ansiosa, riconoscendone per primo gli effetti sul sistema nervoso centrale.

Proprietà della Rhodiola

A partire dal 1940, l'estratto della radice secca di R. rosea fu sottoposto da scienziati russi a studi di farmacologia sperimentale nell'ambito di programmi militari volti a migliorare l'adattamento psico-fisico di militari sottoposti a condizioni di stress intenso. Per condizioni di stress psico-fisico intenso si intendono sia la risposta fisica a condizioni ambientali estreme, per esempio l'esposizione a temperature molto basse o alla privazione di acqua, sia la risposta psichica a fattori di stress mentale, come l'interruzione del sonno ogni 30 minuti o l'esposizione a cicli continui di suoni ad alto volume.

Figura 1. Pianta (A) e radice fresca di Rhodiola rosea (B) da cui si estraggono le sostanze attive dopo essiccazione e polverizzazione (C).
Rhodiola-rosea
Da questi studi emerse per la prima volta il concetto di piante adattogene, cioè di piante contenenti sostanze in grado di aumentare la capacità del soggetto di adattarsi allo stress fisico e psichico. Il prototipo della pianta adattogena è la pianta di coca (Erythroxylum coca), le cui foglie sono masticate da secoli dagli abitanti delle Ande per superare la fatica, la fame, la sete ed adattarsi alla bassa pressione di Ossigeno presente oltre i 3.000 metri di quota.  La radice essiccata di R. rosea contiene mole sostanze attive, di varia natura chimica (p-tirosolo, acido caffeico, catechine, etc). Di queste sostanze, quelle di maggior interesse sono due: la rosavina e la salidroside (figura 2).

Figura 2. Costituenti essenziali della radice di Rhodiola rosea.
salidroside-rosavina

Il p-tirosolo, presente in misura cospicua, è tuttora oggetto di valutazione ed è stata una delle ultime molecole ad essere estratte (insieme a rosarina, rodiosina, rhodalina, astragalina, rhodionina, etc). Tutte le sostanze presenti nella radice di Rhodiola sono più o meno attive sul Sistema Nervoso Centrale. Complessivamente, si tratta di sostanze in grado di far aumentare i livelli di alcuni neurotrasmettitori centrali grazie ai quali aumenta la resistenza alla fatica sia fisica che psichica.

Rhodiola rosea: effetti e benefici

L'estratto di Rodhiola ad alta concentrazione di salidroside, rosavina e p-tirosolo fa aumentare i livelli di serotonina sia nel sangue che nel cervello. Come noto la serotonina è, insieme alla dopamina, fortemente coinvolta nel controllo di numerosi circuiti neurochimici: 1) umore; 2) appetito; 3) sonno; 4) vigilanza; 5) memoria;

6) capacità di apprendimento; 7) resistenza alla fatica fisica e mentale. Sulla base di questi effetti la somministrazione di Rhodiola può essere utilizzata con successo per:
1. aumentare la resistenza alla fatica (fisica e mentale);
2. ridurre gli attacchi di fame nervosa;
3. migliorare il tono dell'umore;
4. migliorare alcuni sintomi della sindrome premestruale;
5. migliorare la memoria e le capacità cognitive.

Resistenza alla fatica

Numerosi studi hanno dimostrato che l'assunzione di un estratto di Rhodiola fa aumentare la resistenza fisica e mentale alla fatica e ciò può essere sfruttato dagli atleti impegnati in sport di resistenza estrema, come il ciclismo, lo sci di fondo, il canottaggio e la maratona, quando cioè il rischio che la fatica mentale compaia prima di quella fisica è molto grande. Numerosi studi hanno confermato questi effetti sia in atleti di elite (superallenati) sia in atleti di livello dilettantistico.

Attacchi di fame nervosa

Molti soggetti, soprattutto le donne nei giorni che precedono le mestruazioni, vanno incontro ad attacchi di fame compulsiva che si esauriscono solo dando sfogo alla pulsione alimentare. Questo fenomeno si presenta con una certa frequenza nelle donne affette da Sindrome Premestruale. In uno studio italiano condotti su topi, la somministrazione di estratto secco di R. Rosea riduceva l'appetito ed i comportamenti di ricerca compulsiva del cibo.

Sindrome premestruale

Le donne che soffrono di sindrome premestruale presentano nei giorni precedenti la mestruazione sia sintomi psichici (umore depresso, irritabilità, scarsa capacità di concentrazione, facile stancabilità) che fisici (ritenzione idrica, tensione mammaria, gonfiore addominale e mal di testa). Questi sintomi rispondono bene a quei farmaci che, come la Rhodiola, fanno aumentare i livelli di serotonina. Nella sindrome premestruale, i farmaci di prima scelta sono gli antidepressivi denominati inibitori della ricaptazione della serotonina (fluoxetina, paroxetina, sertralina etc). Benché non esistano studi specifici condotti con estratti di Rhodiola nella sindrome premestruale, è plausibile che i benefici sui sintomi psichici siano simili quelli che si ottengono con i farmaci summenzionati.

Umore e depressione

L'estratto di Rhodiola migliora il tono dell'umore, rende il soggetto depresso più energico e volitivo, riduce le crisi di pianto e "lubrifica" i rapporti interpersonali. Questi effetti sono prodotti da meccanismi simili a quelli degli antidepressivi che fanno aumentare le concentrazioni di serotonina.

Memoria e capacità cognitive

La Rhodiola aumenta i livelli di attenzione e le capacità cognitive in generale. Ciò è stato verificato in due differenti contesti. In uno studio condotto su medici che svolgevano turni di guardia notturna, la somministrazione di Rhodiola aumentava sia le capacità attentive sia la memoria a breve termine al termine del turno. In un altro studio, condotto su studenti di medicina che dovevano sostenere uno o più esami nei 20 giorni successivi, l'estratto di Rhodiola somministrato due volte al giorno induceva una maggiore resistenza alla fatica mentale, un miglioramento del tono dell'umore e una maggiore capacità di concentrazione e memorizzazione.

Dosaggio ed effetti collaterali della Rhodiola

Il dosaggio ottimale è di 400-800 mg al giorno di estratto secco di radice nella fase di attacco o nelle 2-3 settimane che precedono la prestazione fisica o mentale. L'estratto può essere utilizzato ciclicamente nei soggetti con disturbo cronico dell'umore o in quelli astenici. Come per tutti i derivati botanici l'integratore deve essere ad elevata purezza. Sono possibili insonnia ed eccessiva eccitazione psichica. Vanno evitate le combinazioni con altri fitofarmaci o con farmaci attivi sul sistema della serotonina (Hypericum o erba di San Giovanni, antidepressivi triciclici, etc). Non esistono indicazioni ne dati di sicurezza e tollerabilità circa l'uso della Rhodiola durante la gravidanza e l'allattamento e pertanto, come per tutte le sostanze che non siano ritenute sicure, essa non va utilizzata in questi due contesti.

 

A chi rivolgersi?

Nutrizionista

 

La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico

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