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Pubblicato da Dott. Paride Iannella
 

La steatosi epatica, comunemente nota come fegato grasso, consiste nell’eccessivo accumulo di grasso, sotto forma di trigliceridi, all’interno delle cellule del fegato (epatociti). La steatosi epatica si ha quando i trigliceridi che si sono accumulati superano il 5% del peso del fegato. La steatosi epatica è spesso indicata con la sigla inglese NAFLD (Non Alcoholic Fatty Liver Disease). Si tratta di una malattia tipica dei Paesi ad elevato benessere alimentare. Nelle aree geografiche più povere la steatosi epatica è rara, salvo i casi associati all’alcolismo cronico.

Fegato grasso: cause

La cause di accumulo di trigliceridi all’interno del fegato possono essere molteplici, ma le due forme più comuni sono:

Vi sono poi casi di steatosi associati all’uso di alcuni farmaci usati in psichiatria (es. valproato) o in cardiologia (es. amiodarone) o per alcuni tumori (es. irinotecan, tamoxifene, 5-fluorouracile, etc) (Patel V et al 2013)

La causa di gran lunga più frequente rimane l’accumulo di grasso dovuto ad aumento del peso corporeo. I pazienti obesi sono quelli che più frequentemente vanno incontro alla steatosi epatica. Inoltre, numerosi studi hanno dimostrato che più l’obesità è grave più aumenta la percentuale di pazienti con fegato grasso. Se il paziente è sovrappeso e affetto anche da diabete, la probabilità di accumulare grasso nel fegato aumenta ulteriormente (40-50%). Quasi l’80% dei grandi obesi è affetta da steatosi epatica e la metà di questi da una forma infiammatoria progressiva più grave, nota come steatoepatite o NASH (Non Alcoholic Steato-Hepatitis (figura 1).

Figura 1. Aumento della probabilità di sviluppare fegato grasso in rapporto all’aumento dell’Indice di Massa Corporea (In P. Iannella: principi di Obesiologia PPG Edizioni 2014).

indice di massa corporea

 

Il meccanismo con cui i trigliceridi si accumulano nelle cellule del fegato non è ancora completamente noto, ma è probabile che le gocce di grasso vengano più tenacemente trattenute dalle cellule di un fegato grasso rispetto ad un fegato sano, o che il flusso di grassi verso il fegato sia esagerato rispetto alle sue possibilità di smaltimento.

Fegato grasso: sintomi, diagnosi e decorso

Il fegato grasso non determina alcun sintomo evidente e nella quasi totalità dei casi il paziente è inconsapevole di essere affetto dalla malattia. La diagnosi avviene quasi sempre incidentalmente, durante controlli di routine eseguiti per altri motivi. I primi due segni di malattia sono l’aumento di volume del fegato (epatomegalia) e l’aumento moderato delle transaminasi. Se questi segni clinici persistono nel tempo si deve eseguire una ecografia. L’ecografia mette in evidenza non solo le aumentate dimensioni del fegato ma anche una maggiore riflettenza dei colori sulla scala del grigio, per cui un fegato grasso appare al video dell’ecografista più chiaro e “brillante” di un fegato normale.

Se la steatosi persiste anche dopo il dimagrimento, l’abolizione dell’alcol ed una dieta appropriata, può essere necessario eseguire a giudizio dell’epatologo una biopsia epatica per vedere se oltre all’accumulo di grasso siano anche presenti segni di infiammazione. Se la biopsia evidenzia segni di infiammazione del fegato si parla di steatoepatite. La steatoepatite è una condizione più grave del semplice fegato grasso, perché l’infiammazione danneggia l’organo e può portarlo verso la cirrosi.

Fegato grasso: cura

Il trattamento del fegato grasso si basa su tre capisaldi: 1) abolizione completa dell’alcol; 2) adozione di una dieta specifica; 3) pratica costante di sport aerobici per mantenere il peso corporeo quanto più vicino al peso ideale e ridurre la quantità di grasso periferico. La riduzione del peso corporeo è di per se curativa, e maggiore è la perdita di peso maggiori sono i benefici sul fegato. Nei soggetti sovrappeso, per ottenere i primi risultati è necessario ridurre il peso corporeo di almeno il 15%. Gli effetti del dimagrimento sono molto evidenti se il paziente si sottopone a chirurgia per la riduzione del peso, per esempio al bendaggio gastrico. In questi casi la steatosi e l’infiammazione di grado lieve possono regredire totalmente. Per quanto riguarda la dieta per il fegato grasso essa deve essere ricca di sostanze antiossidanti e che favoriscano la riduzione dei trigliceridi (acidi grassi omega-3, vitamina E, carotenoidi, etc).

 

La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico

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