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Pubblicato da Dott. Paride Iannella
 

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La magrezza è una condizione caratterizzata da eccessiva riduzione del peso corporeo rispetto agli standard di riferimento. Alla riduzione del peso si accompagna, inevitabilmente, anche la riduzione sensibile della massa grassa e, da un certo valore in poi, anche della massa magra. Cosa si intende per eccessivamnete magro?

 

Per eccessivamente magro si intende una magrezza patologica, ovvero una magrezza pericolosa per la salute. Esistono varie modalità di misura, ma quella accreditata a livello internazionale si basa sulle indicazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che suggerisce di usare l'Indice di Massa Corporea (IMC), per stabilire se il soggetto ha un peso nella norma o se è fuori peso. L'IMC o BMI, si calcola dividendo il peso (P) del paziente, espresso in kg, per il quadrato dell'altezza (H) espressa in metri. Se un soggetto ha un'altezza di m 1,70 e pesa 65 kg, il suo BMI è pari a:  

 
BMI= 65/(1,70x 1,70)=22,4.

 

L'OMS definisce come affetti da magrezza i soggetti con BMI inferiore a 18,5. Quindi, il soggetto di questo esempio non è magro. Per essere magro questo soggetto dovrebbe pesare meno di 53 kg (BMI minore di 18,4). Solo quando un soggetto ha un BMI inferiore a 18,5 si parla di magrezza patologica. Alcuni autori suggeriscono di discriminare ulteriormente la magrezza, classificando i soggetti con valori di BMI inferiori a 16, come si vedono per esempio in alcune forme di anoressia nervosa, affetti da magrezza patologica grave.

Magrezza estetica e magrezza patologica

Mentre un soggetto con un BMI di poco superiore a 18,5 può essere giudicato troppo magro dal punto di vista estetico, ma non per questo meno sano dal punto di vista medico, quando il suo peso scende al di sotto di un certo limite la magrezza altera alcune funzioni dell'organismo. Per tale motivo in medicina si parla di magrezza patologica solo quando il BMI del soggetto è minore 18,5. Un sistema ancora più accurato per differenziare la magrezza estetica da quella patologica consiste nella misurazione della massa grassa. La massa grassa è infatti deleteria quando supera certi valori perché favorisce la comparsa di numerose malattie. Ma, anche il caso opposto, ovvero un'eccessiva perdita di massa grassa, espone maggiormente i soggetti a malattie e disfunzioni.

 

Gli effetti metabolici ed ormonali di un eccessivo dimagrimento sono ben visibili nella donna: è noto che se una donna giovane dimagrisce eccessivamente e la sua massa grassa scende al di sotto del 10%, vi è la cessazione del ciclo mestruale. La cessazione avviene perché l'ipotalamo non rilascia più il GnRH, l'ormone di rilascio delle gonadotropine, indispensabile per l'avvio del ciclo mestruale. Si tratta di una misura cautelare messa in atto dall'organismo stesso, perché l'eccessivo assottigliamento dei depositi di grasso, non permetterebbe ad una donna troppo magra di portare a termine la gravidanza ed il successivo allattamento.

Perché si diventa eccessivamente magri?

Tutti gli stati di magrezza si caratterizzano per un bilancio energetico negativo, ovvero le calorie consumate non sono compensate dalle calorie introdotte con gli alimenti. Questo squilibrio energetico può essere la conseguenza di:
  1. un insufficiente apporto calorico (come si vede nelle popolazioni malnutrite o nell'anoressia);
  2. un eccessivo dispendio di energie (sports ad alto consumo praticati a livello professionale);
  3. entrambe queste condizioni;
  4. alcune malattie (tumori, AIDS, sindromi da malassorbimento etc).
Oggi, grazie alla possibilità di nutrire il paziente per via enterale (sondino naso-gastrico) o parenterale (per via venosa) e la disponibilità di antidolorifici ed altre sostanze che migliorano l'appetenza e lo stato generale, il rischio di gravi dimagramenti è raro anche se sono presenti patologie gravi e in stadio avanzato (neoplasie, AIDS etc). Un caso a se stante di magrezza patologica è quella che osserva nell'anoressia nervosa, condizione nella quale il soggetto rifiuta volontariamente  l'assunzione di alimenti, con esito spesso fatale se non si impone l'alimentazione forzata.
 

A chi rivolgersi?

Nutrizionista

Psicologo (se sospetto di anoressia nervosa)

Psichiatra (se sospetto di anoressia nervosa)

La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico

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