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Pubblicato da Dott. Paride Iannella
 

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La sindrome dell’ovaio policistico è una disfunzione endocrina nella quale sono coinvolti primariamente l’ovaio e l’ipofisi. Le cause non sono note. Dal punto di vista ormonale sono presenti sia alterazioni degli ormoni che regolano l’ovulazione (LH, FSH, progesterone, etc) sia aumento degli ormoni maschili, detti androgeni (es. testosterone, androstenedione, etc).

All’esame ecografico l’ovaio policistico è caratterizzato dalla presenza di cisti o microcisti lungo il perimetro esterno. Le cisti sono fra loro molto vicine e tendono assumono il caratteristico “aspetto a collier”. Nello sviluppo della malattia un ruolo importante è giocato dal sovrappeso. La massa grassa si comporta infatti da organo endocrino e secerne ormoni che interferiscono con la regolarità del ciclo mestruale, favoriscono l’ipertricosi e l’acne e contribuiscono ad alterare il metabolismo degli zuccheri, generando intolleranza al glucosio ed insulino-resistenza.

In una percentuale elevata di donne con ovaio policistico, l’insulina nel sangue risulta aumentata sia a digiuno che dopo i pasti (insulino-resistenza). L’importanza del dimagrimento in questi soggetti è divenuto evidente negli ultimi venti anni con la diffusione delle procedure chirurgiche volte alla perdita di peso (chirurgia bariatrica). Si è infatti osservato che nelle donne con grave obesità e ovaio policistico che si erano sottoposte a intervento chirurgico per ridurre il peso, il ciclo mestruale si regolarizzava, l’ovulazione migliorava sensibilmente e vi era anche una consistente riduzione della peluria.

Dieta per l’ovaio policistico

Il 70-80% delle donne con ovaio policistico è sovrappeso ed una quota rilevante presenta anche ridotta tolleranza glucidica. Se la donna è sovrappeso, la dieta deve essere mirata a ridurre il peso corporeo e la massa grassa. Perché si abbia un effetto sulla regolarizzazione del ciclo mestruale e sulla ridotta tolleranza ai carboidrati, la riduzione del peso deve essere pari almeno al 20% di quello di partenza. Quindi una donna sovrappeso di 80 kg dovrà perdere almeno 16 kg con la dieta. Se la perdita di peso è maggiore e la paziente raggiunge il suo peso ideale, è possibile osservare anche la riduzione dell’irsutismo e dell’acne (Escobar-Morreale H.F. 2005).

Una tipica dieta standard per l’ovaio policistico dovrebbe ridurre di almeno il 35% le calorie giornaliere rispetto al fabbisogno calorico. Quindi una donna che necessita di 2.200 calorie al giorno dovrebbe assumere non più di 1.430 calorie al giorno. Una buona distribuzione dei tre macronutrienti è la seguente: carboidrati (50%), proteine (20%) e lipidi (30%) (figura 1).

Figura 1. Composizione della dieta per l’ovaio policistico.

Grafico composizione nutrienti ovaio policistico

 

Carboidrati nella dieta per ovaio policistico

Alcuni studi suggeriscono che a parità di calorie, le diete a basso indice glicemico e leggermente più ricche di proteine sembrano più efficaci di quelle più ricche di carboidrati e soprattutto a più alto indice glicemico. Come abbiamo detto, in una dieta ben fatta il 50% delle calorie dovrebbe provenire dai carboidrati. Quindi se la dieta prevede un apporto giornaliero di 1.400 calorie, 700 calorie dovrebbero provenire dai carboidrati (circa 180 g di carboidrati).

Alimenti (carboidrati) da preferire

Quali carboidrati preferire? Sono da preferire i carboidrati complessi, ricchi di fibre, a basso indice glicemico: pasta integrale, riso integrale, orzo, farro e miglio. I legumi sono un eccellente alimento sia insieme ai cereali sia da soli. Per il pane è da preferire quello di segale. Per la frutta scegliere quella poco zuccherina: mela, pera, prugne fresche, arance.

Alimenti (carboidrati) da evitare

Tutti gli alimenti che determinano rapidi picchi di insulina nel sangue dovrebbero essere eliminati dalla dieta. Ciò significa eliminare non solo dolci, dolciumi, caramelle, cioccolatini, frutta secca o troppo zuccherina (banana, cachi, fichi), ma anche il pancarrè e la baguette (tramezzini), le patate, e il riso bianco.

Lipidi (grassi) e dieta per ovaio policistico

Il 30% delle calorie dovrebbe provenire dai grassi. Quindi in una dieta da 1.400 calorie circa 400 calorie dovrebbero essere fornite da 45 g di grassi (9 calorie x grammo di grasso). Di questi 45 grammi di grassi, quelli saturi non dovrebbero superare il 10% (4,5 g). Il resto dovrebbe provenire da grassi mono- e poli-insaturi (40,5 g). Quali sono i grassi saturi da evitare? Sono saturi i grassi che a temperatura ambiente sono solidi: per esempio il burro, i grassi della carne, lo strutto etc. Gli altri 40,5 g dovrebbero essere grassi che a temperatura ambiente sono liquidi: per esempio l’olio di oliva o l’olio di semi di lino, i grassi che si trovano nel pesce azzurro (sgombro, tonno, salmone etc) ed i grassi che si trovano nei semi secchi, come le noci, le arachidi e le mandorle.

Proteine e dieta per l’ovaio policistico

Le proteine dovrebbero fornire il 20% dell’energia della dieta. Quindi su 1.400 calorie, 280 calorie dovrebbero essere fornite da 70 g di proteine (4 calorie x grammo). Le proteine devono essere di elevato valore biologico, devono cioè contenere tutti gli amminoacidi, inclusi quelli essenziali e provenire per almeno il 60% da fonte animale (carni, pesce, uova, latticini) e per il 40% da fonti vegetali (legumi, tofu, mandorle etc).

Una dieta ben fatta per aiutare a migliorare i parametri alterati presenti nell’ovaio policistico non è complicata da preparare se ci si rivolge ad uno specialista ma non è assolutamente “consigliabile il fai da te”!

A chi rivolgersi?

Nutrizionista

La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico

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