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Pubblicato da Dott. Paride Iannella
Con il termine di ovaio policistico (più spesso noto come ovaio micropolicistico), si intende la presenza di cisti o microcisti su una o entrambe le ovaie. La diagnosi è eseguita mediante ecografia (addominale o trans-vaginale) ed indagini ormonali su un campione di sangue. La presenza di tali cisti può essere del tutto benigna e non accompagnarsi a disfunzioni particolari. In caso di una o più cisti molto grandi, queste possono essere dolorose e se non regrediscono spontaneamente vanno rimosse chirurgicamente.  Quando la presenza di cisti ovariche si associa invece ad irregolarità mestruali e ad aumento degli ormoni maschili nel sangue (iperandrogenismo), si parla di Sindrome dell'Ovaio Policistico o PCOS (PolyCistic Ovary Syndrome) secondo la dizione inglese. La sindrome dell'ovaio policistico è una condizione molto frequente fra i 15 ed i 40 anni (circa 10%) e, oltre ad essere possibile causa di infertilità nelle forme avanzate, comporta un quadro clinico complesso.

Sindrome dell'ovaio policistico: sintomi

La donna con PCOS è generalmente sovrappeso, spesso obesa, con tendenza ad accumulare il grasso non tanto sui glutei quanto in regione addominale. Presenta cicli irregolari o assenti da mesi. Sono spesso presenti anche acne e peluria al volto (figura 1). Nei casi più gravi possono essere interessate anche le braccia, il solco intermammario, i capezzoli e la regione lombare (irsutismo). Le donne con PCOS hanno inoltre una maggiore tendenza a sviluppare diabete, ipertensione, aumento dei trigliceridi nel sangue e malattie cardiovascolari. La sindrome dell'ovaio policistico va quindi trattata non solo per le problematiche ginecologiche ed estetiche, ma anche perché fa aumentare il rischio di sviluppare malattie metaboliche.

 

Figura 1. La peluria eccessiva e l'acne sono segni tipici della sindrome dell'ovaio policistico.

 

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Ovaio policistico: cause

Le alterazioni del ciclo, ma anche l'acne e l'irsutismo, sono causate dallo squilibrio ormonale che è alla base della sindrome. Questo squilibrio è caratterizzato dall'aumento sia degli ormoni maschili (androgeni) che dell'insulina. Le cause non sono del tutto note, ma è probabile il concorso di una predisposizione genetica, cui si sommano fattori esterni, per esempio un'alimentazione troppo grassa e calorica iniziata prima della pubertà e continuata negli anni successivi. Non è ancora chiaro se il sovrappeso, così frequente nelle donne con questa sindrome, sia una causa o una conseguenza dello squilibrio ormonale di sottofondo. E' però dimostrato che il dimagrimento induce un sensibile miglioramento, in particolare del ciclo mestruale.

Ovaio policistico: trattamento

La cura della sindrome dell'ovaio policistico è di competenza dell'endocrinologo o del ginecologo. Al momento non esiste un unico farmaco in grado di indurre guarigione. La prima terapia consiste nella riduzione del peso. E' stato chiaramente dimostrato che in presenza di sovrappeso, una riduzione del peso di almeno il 20% è in grado di migliorare sia il ciclo mestruale che gli altri disturbi. In particolare si riducono i livelli di insulina e di trigliceridi nel sangue. Anche la pressione arteriosa e l'acne tendono a regredire, mentre la peluria è il sintomo più resistente.

 

Dieta e ovaio policistico

La dieta e l'attività fisica programmata di tipo aerobico (corsa, spinning, danza etc) sono i primi provvedimenti da attuare, e nei casi lievi possono migliorare molto il quadro generale senza ricorrere ai farmaci. Nelle donne con sovrappeso rilevante il dimagrimento riduce sensibilemente i ritardi mestruali ed aumenta il numero dei cicli ovulatori (cicli fertili). Numerosi specialisti suggeriscono una dieta leggermente iperproteica. L'attività fisica di tipo aerobico migliora ulteriormente sia la fertilità che la regolazione del ciclo. Nei casi più gravi, è necessario somministrare un preparato estro-progestinico (pillola contraccettiva) per regolarizzare il ciclo. Inoltre, se i valori di insulina nel sangue sono molto elevati (sindrome da insulinoresistenza), si è dimostrata di utile la metformina, un farmaco che ne riduce i livelli.

 

Per quanto riguarda la peluria risultano utili i farmaci che normalizzano l'eccesso di androgeni circolanti (antiandrogeni), per esempio il ciproterone, lo spironolattone, e sopratutto la flutamide a basso doasaggio (125 mg 2 o 3 volte al giorno) per almeno 6 mesi. Le terapie topiche per l'acne, come le creme a base di adapalene e benzoilperossido si rivelano efficaci, ma se la donna sta già assumendo un antiandrogeno l'acne regredisce quasi completamente. Per la peluria residua dopo assunzione di farmaci antiandrogeni si può ricorrere al laser o alla luce pulsata.

 

A chi rivolgersi?

Specialista in endocrinologia ginecologica

Endocrinologo

Nutrizionista (se presente anche sovrappeso/obesità)

Specialista in dermatologia o Medicina Estetica (per trattare inestetismi cutanei)

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La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico

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