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Pubblicato da Dott. Paride Iannella
 

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La cirrosi epatica è una malattia degenerativa a decorso lento (10-20 anni) che si manifesta con progressivo danno epatico e conseguente incapacità del fegato di svolgere le sue funzioni metaboliche (insufficienza epatica). La cirrosi è sempre preceduta ed accompagnata da una infiammazione cronica del fegato (epatite). Le cause di infiammazione epatica e quindi di cirrosi sono riconducibili a tre cause:

  1. abuso cronico di alcol (epatite etilica);
  2. infezioni da virus dell’epatite B o C (epatite virale);
  3. all’esposizione a sostanze tossiche, per esempio ai pesticidi (epatite tossica).

L’alimentazione nella cirrosi epatica

Il significato ed il tipo di dieta cambiano molto a seconda dello stadio della malattia. Durante la sua evoluzione, la cirrosi può essere distinta in due stadi:

  1. cirrosi compensata;
  2. cirrosi scompensata.

Per cirrosi compensata si intende la fase della malattia durante la quale il fegato è ancora in grado, anche se con difficoltà crescenti, di assolvere alle sue funzioni metaboliche. In questa fase, che dura anni, il paziente presenta i sintomi della cirrosi, come la colorazione giallastra della pelle e della sclera (ittero), l’aumento di alcuni indici di laboratorio (ALT, AST, gamma-GT et), i noduli epatici etc, ma la sua qualità di vita non è compromessa. La cirrosi scompensata si ha quando il fegato non è più in grado di assolvere alle sue funzioni ed il paziente va incontro a tre gravi complicanze: 1) l’accumulo di liquido nell’addome (ascite); 2) le emorragie gastriche per rottura delle varici esofagee; 3) lo scompenso proteico con accumulo di ammoniaca nel sangue e nel cervello (encefalopatia epatica), uno stato di sofferenza cerebrale caratterizzato da sonnolenza, disorientamento, difficoltà a parlare e coma.

Dieta nella cirrosi epatica compensata

Nella cirrosi epatica compensata la dieta non è particolarmente restrittiva, fatta salva l’abolizione totale dell’alcol e la riduzione del sale da cucina. Poiché il paziente cirrotico ha un calo dell’appetito e tende a perdere peso, l’alimentazione deve essere gustosa, appropriata per calorie e piuttosto ricca di proteine. La dieta deve contenere 35-40 kcal per kg di peso corporeo. Quindi un soggetto di 70 kg deve ricevere una dieta di circa 2.600 kcal al giorno.

Frazionamento dei pasti nella cirrosi

Questo apporto calorico va distribuito in 6 pasti al giorno: tre pasti principali (colazione, pranzo e cena) e tre spuntini da circa 250 kcal ciascuno: a metà mattina, metà pomeriggio e dopo cena. Lo spuntino serale è molto importante per ridurre il tempo di digiuno che intercorre fra la cena e la prima colazione che, se troppo lungo, peggiora il metabolismo azotato. Nel paziente cirrotico un digiuno di 8 ore determina un cambiamento metabolico simile a quello che si osserva dopo 72 ore di digiuno in un soggetto sano.

Proteine nella cirrosi compensata

Nella cirrosi compensata l’apporto di proteine deve essere leggermente superiore alla media, circa 1,2-1,5 grammi per kg di peso corporeo. In passato le diete erano ancora più proteiche. Le proteine devono provenire soprattutto da vegetali (soia, legumi, etc) perché meno ricche di amminoacidi aromatici che danno origine alla pericolosa produzione di ammonica.

Carboidrati nella cirrosi compensata

La dieta nella cirrosi compensata deve essere ricca di carboidrati complessi. Per cui via libera a frutta, verdura, legumi. Viceversa deve essere povera di dolci, che alterano la glicemia troppo rapidamente, e povera cibi troppo elaborati di difficile digestione (lasagne, paste al forno etc).

Grassi nella cirrosi compensata

I grassi non dovrebbero superare il 25% delle calorie totale e devono provenire prevalentemente da olio di oliva e da olio di semi (lino, canapa etc). Vanno anche aboliti gli insaccati, le fritture, il cioccolato etc (tabella 1). I pazienti con cirrosi presentano spesso meteorismo e quindi i legumi e la frutta pur essendo consigliati per mantenere l’intestino attivo favoriscono questo disturbo. E’ quindi preferibile utilizzare legumi e verdura ben cotti. Anche la frutta andrebbe cotta al forno (mela e pere) per evitare la fermentazione intestinale.

 

Alimenti
Vietati Consentiti Con moderaizone
Vino, alcolici, bibite gasate e zuccherate, zuppe disidratate in busta, snack salati (patatine, noccioline) Olio di oliva, olio di semi di lino, olio di semi di ribes nero burro, uova, sottaceti, cozze e vongole (solo ben cotte)
Merendine, dolciumi, cioccolato pasta, pane, cereali, corn flakes, fette biscottate, formaggi magri, parmigiano carni rosse, caffè, frutta secca, frutta sciroppata
Insaccati, carni grasse, salse, dadi da cucina verdura, legumi, frutta fresca, patate, pesce  
Burro, lardo, fritture carni in scatola, maionese thè latte, yogurt, noci, aromi e spezie  

Integratori e aminoacidi ramificati nella cirrosi epatica

Questo tipo di dieta e la scarsa capacità del paziente cirrotico di digerire i grassi possono determinare la carenza di vitamine liposolubili, come le vitamina A, D, E e soprattutto K. Si può quindi rendere necessario l’uso di integratori contenenti queste vitamine. Molti studi hanno anche evidenziato che i supplementi a base di amminoacidi ramificati possono essere di utilità perché non sono metabolizzati nel fegato, non contribuiscono all’aumento dell’ammoniaca e prevengono la perdita di massa muscolare.

Dieta nella cirrosi epatica scompensata

Nella cirrosi epatica scompensata la restrizione del sodio diventa ancora maggiore (max 5 gr di sale da cucina al giorno), ma non totale come si faceva in passato. La restrizione non deve essere totale perché rende la dieta inappetibile e fa cadere eccessivamente il livello di sodio nel sangue (iposodiemia). L’apporto proteico, per anni penalizzato, è oggi rivisto al rialzo. Salvo che nella encefalopatia episodica, l’apporto proteico non dovrebbe scendere al di sotto di 1 gr per kg di peso “secco” (peso al netto della ritenzione idrica). Le proteine devono essere di origine prevalentemente vegetale o casearia. L’aggiunta di amminoacidi ramificati si è dimostrato utile per migliorare lo squilibrio metabolico e ridurre la mortalità (ESPEN Guidelines). La restrizione dei liquidi diviene importante in presenza di ritenzione idrica severa e/o ascite (max 0.5-1.0 litro al giorno). Poiché in questa condizione il paziente rifiuta il cibo, può essere necessario ricorrere alla nutrizione forzata con sondino naso-gastrico.

A chi rivolgersi?

Nutrizionista

Epatologo

La lettura dell'articolo non sostituisce il parere del medico

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