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Pubblicato da Staff N&S

Il coma mixedematoso è una emergenza medica e rappresenta lo stadio terminale di una insufficienza tiroidea (ipotiroidismo) non trattata o non riconosciuta per tempo. Il coma mixedematoso è un'emergenza medica che va curato in centri di terapia intensiva. Se il trattamento non è tempestivo la mortalità supera il 60-70%.

Cause di coma mixedematoso

La causa alla base del coma mixedematoso è il deficit della ghiandola tiroide, che non produce adeguate quantità di tiroxina. La tiroxina regola il metabolismo basale e la produzione di calore da parte dell'organismo (termogenesi). In assenza di tiroxina, si ha rallentamento del metabolismo basale che, se non curato con ormone tiroideo, determina la caduta della temperatura corporea al di sotto dei 30 gradi e talvolta addirittura al di sotto dei 28 gradi. Il coma si verifica soprattutto dopo esposizione del soggetto ipotiroideo al freddo. Infatti, questo tipo di coma è più frequente nei climi e nei periodi freddi dell'anno. Altri fattori scatenanti sono le affezioni febbrili, la somministrazione di farmaci tranquillanti, o un infarto acuto del miocardio, tutte circostanze che aggravano ulteriormente le capacità già ridotte dell'organismo di produrre calore e di mantenere una attività metabolica minima.

Diagnosi di coma mixedematoso

Se la condizione di ipotiroidismo non è nota ai medici di pronto soccorso, il coma mixedematoso può essere confuso nei primi minuti con altri tipi di coma, per esempio quello ipoglicemico e soprattutto quello da avvelenamento da sedativi. Ma la misurazione della temperatura corporea, generalmente inferiore a 32 °C e la bassa concentrazione di glucosio nel sangue, generalmente minore 40 mg/dL, in assenza di risposta adrenergica riflessa (bassa frequenza cardiaca e assenza della sudorazione), indirizzano il rianimatore verso la diagnosi di coma mixedematoso. La riduzione dei livelli ematici di ormoni tiroidei (T3 e T4) e l'aumento del TSH confermano la diagnosi.

Terapia del coma mixedematoso

La terapia consiste nella stabilizzazione delle funzioni vitali (temperatura, frequenza cardiaca, correzione dell'equilibrio acido base, glicemia, etc). La somministrazione endovena di ormone tiroideo in associazione alla somministrazione di Ossigeno riattiva rapidamente le funzioni metaboliche, l'attività calorigena riprende e si assiste alla risalita della temperatura corporea. La temperatura inizia a salire lentamente e non è bene riscaldare il paziente, perché un riscaldamento troppo rapido potrebbe determinare vasodilatazione con ulteriore caduta della pressione arteriosa e di quelle di perfusione. E' anche prudente l'aggiunta di idrocortisone (Flebocortid®) all'ormone tiroideo per correggere una eventuale insufficienza surrenalica non ancora diagnosticata.

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