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Pubblicato da Staff N&S

Diversione biliopancreatica (BPD)

La diversione biliopancreatica è un intervento di chirurgia per la riduzione del peso messo a punto in Italia dal prof. Scopinaro e praticato per la prima volta all'ospedale San Martino di Genova nel 1976.

Esso può essere eseguito sia secondo la procedura originaria, sia nella forma modificata nota come diversione pancreatica con switch duodenale (BPD-DS). In entrambi i casi, si tratta dell'intervento chirurgico per la riduzione del peso più efficace in assoluto.

Efficacia dell’intervento di diversione biliopancreatica

La diversione biliopancreatica è l’intervento più efficace per dimagrire e guarire da alcune malattie metaboliche che spesso si associano all’obesità. I pazienti cha hanno subito questo tipo di intervento perdono il 70% del peso in eccesso nell’arco di 12-18 mesi e mantengono per anni il peso raggiunto.

Facciamo l’esempio di un paziente alto 180 cm che dovrebbe avere un peso ideale di 75 kg e che invece pesa 200 kg. Possiamo dire che il suo peso in eccesso è di 125 kg. Se questo paziente si sottopone ad intervento di diversione biliopancreatica sappiamo che perderà nell'arco di due anni 85-90 kg. Quindi, il suo peso scenderà da 200 kg prima dell’intervento a 110-115 kg dopo l’intervento.

Quali pazienti dovrebbero essere sottoposti a diversione biliopancreatica?

La diversione biliopancreatica è un intervento chirurgico abbastanza complesso e che comporta negli anni successivi alcune problematiche. Ne consegue che i pazienti devono essere attentamente selezionati ed essere sottoposti a questo tipo di intervento solo quando il chirurgo decide che le altre opzioni, come la sleeve gastrectomy o il bypass gastrico potrebbero non essere abbastanza efficaci o durature nel tempo. In linea generale si può dire che sono eleggibili a questo tipo di intervento i pazienti con le seguenti caratteristiche:

1-pazienti superobesi (BMI >50 kg/m2);

2-pazienti obesi (BMI >40 kg/m2) affetti da diabete o dislipidemia non responsive ai farmaci;

3-pazienti obesi affetti da bulimia nervosa;

4-pazienti che hanno già fatto un altro intervento con scarsi risultati.

In realtà questo tipo di pazienti ha due scelte: il bypass gastrico e la diversione biliopancreatica. Il chirurgo deve informare il paziente sulle caratteristiche dei due tipi di intervento e sulle complicazioni a breve e lungo termine di entrambi. Quindi, sulla base di una serie di valutazioni congiunte, si sceglie l’intervento più appropriato.

Cosa è e come funziona la diversione biliopancreatica

La diversione biliopancreatica determina il dimagrimento con due distinte modalità:

1) in piccola parte per effetto della sazietà precoce, effetto dovuto al resezione di parte dello stomaco, che diventa molto più piccolo (200-500 cc);

2) in massima parte per ridotto assorbimento dei nutrienti nell’intestino.

L’obiettivo principale di questo tipo di intervento è determinare un ridotto assorbimento degli alimenti. Ciò si ottiene facendo in modo che i succhi gastrici, provenienti dal pancreas e dal fegato, che sono preposti alla digestione ed all’assorbimento degli alimenti, vengano deviati dal loro percorso naturale ed incontrino gli alimenti solo nell’ultimo tratto di intestino tenue, poco prima del colon. Conseguentemente la digestione e l'assorbimento delle sostanze nutritive sono notevolmente alterate. Quindi, anche quando il paziente dovesse alimentarsi con “quantità normali” di cibo, questo viene assorbito solo parzialmente nell’intestino.

Effetti collaterali e monitoraggio nel corso degli anni

La diversione biliopancreatica fa in modo che gli alimenti arrivino nell’ultimo tratto dell’intestino solo parzialmente digeriti. Ciò determina effetti collaterali importanti. Le evacuazioni sono frequenti e di odore sgradevole, proprio perché gli alimenti arrivano nel colon non ben digeriti. Ciò può portare alla comparsa di emorroidi ed alla necessita di rimuoverle con un successivo intervento chirurgico. Anche l’alitosi (alito cattivo) è un effetto secondario non trascurabile.

Inoltre vi è un elevato rischio di carenze nutrizionali, in particolare di calcio, ferro, proteine ed alcune vitamine. Aumenta quindi il rischio di anemia sideropenia (carenza di ferro), di osteoporosi (carenza di calcio e vitamina D) e di altre malattie da deficit nutrizionale. Per evitare queste carenze, la dieta deve essere ricca di proteine (carne, pesce, formaggi poco grassi, uova) e va integrata con integratori a base di ferro, calcio, vitamine D e vitamine del gruppo B. Il paziente dovrà inoltre eseguire periodicamente alcuni esami del sangue proprio per prevenire tali carenze.

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